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TORINO. Mercatone Uno: Cirio, obiettivo continuità lavoro per tutti

“Il primo obiettivo rimane la continuità lavorativa per tutti. E su questo il mio impegno personale e quello di tutta la Regione sarà forte e costante”. Lo afferma il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha partecipato, con l’assessore al Lavoro Elena Chiorino, al tavolo di crisi nazionale sul caso del Mercatone Uno. “Abbiamo riscontrato grande disponibilità, anche nel poter incontrare i rappresentanti del Ministero prima del tavolo sulle tematiche nazionali, in modo da discutere della specifica situazione dei lavoratori del Mercatone Uno in Piemonte”, sottolinea Cirio.

Il Tavolo nazionale è stato preceduto da un incontro con il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa, e il presidente del tavolo di crisi, Giorgio Girgis Sorial, chiesto da Cirio per affrontare aspetti che riguardano la situazione dei lavoratori piemontesi. “Ci è stata comunicata la decisione del Tribunale di Bologna – spiega Cirio – di annullare il contratto di vendita alla Shernon, in modo da retrocedere alla situazione di amministrazione straordinaria e consentire l’attivazione della cassa integrazione, impossibile da avviare con un’azienda fallita. Sono stati nominati i nuovi amministratori straordinari che avranno il compito di creare le condizioni per trovare un nuovo, e affidabile, acquirente. La cosa importante è anche che la richiesta di attivazione della cassa verrà retrodatata a maggio, in modo da non produrre ulteriore danno ai lavoratori”. Cirio aggiunge che “da risolvere c’è ancora la criticità del valore degli ammortizzatori. I lavoratori hanno accettato una riduzione di stipendio e orario di lavoro e se la cassa dovesse tenerne conto avrebbe un importo molto esiguo. Abbiamo quindi chiesto al Ministero di poterla calcolare sulla base dei contratti precedenti alla vendita. Inoltre ho dato mandato all’assessore Chiorino di predisporre in pochi giorni convenzioni con le banche disponibili ad anticipare ai lavoratori il valore dell’assegno. Da quando la cassa viene autorizzata a quando viene erogata passano mediamente tre mesi. È necessaria una soluzione ponte e la metteremo in atto con gli istituti di credito. I lavoratori potranno aprire un conto sul quale verrà anticipato il valore degli ammortizzatori”.

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