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TORINO. Lavoro: sindacati, 10.000 posti a rischio nel torinese

Sono 10.000 i posti di lavoro a rischio nel torinese, di questi 3.000 sono interessati da processi di crisi in corso. “Alcune situazioni di difficoltà sono note, come Blutec (180 dipendenti), ex Embraco (400), Lear (600), Bundy (163), Csp (130), Mahle (450), Olisistem (400), Comital Lamalù (126), Blue Car (44), New Holland (370), Moreggia e Avioitaly (200), Auchan, Mercatone Uno, Manital, ma c’è anche il dramma di aziende che non hanno i riflettori puntati e chiudono silenziosamente con gravi ripercussioni sulla vita dei lavoratori e delle loro famiglie”, hanno sottolineato i segretari di Cgil, Cisl e Uil torinesi, Enrica Valfrè, Domenico Lobianco e Gianni Cortese, presentando la fiaccolata di domani contro il declino e per lo sviluppo. “Negli ultimi cinque anni si sono aperti 180 tavoli di crisi e solo pochi sono stati chiusi con un esito positivo. La crisi coinvolge gli appalti di pulizia, la scuola, le banche, l’editoria e la grafica. Nessun settore è escluso”, spiegano i sindacati.

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