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Luigi di Maio

TORINO. La città diventa la casa delle tecnologie emergenti

Torino diventa la casa delle tecnologie emergenti, una città laboratorio in cui sperimentare le soluzioni hi-tech capaci di rivoluzionare la vita di tutti i giorni. E, con la firma del decreto che fa del capoluogo piemontese un’area di crisi complessa, di rilanciarne l’industria. Sono le 9 in punto quando il ministro Luigi Di Maio si presenta a Palazzo civico per “parlare di innovazione – dice – e riconoscere il grande lavoro in questo ambito di un ecosistema, privato e pubblico, pronto ad accogliere la sfida”.
La prima capitale d’Italia diventa dunque “un incubatore per start up e aziende innovative dell’automotive e dell’aerospace, settori che caratterizzano l’identità di Torino, ma anche delle telecomunicazioni e della robotica”. Il riferimento per il nord Italia del 5G, “l’autostrada su cui viaggerà il futuro tecnologico di tutto il Paese”. Per il Sud è stata invece scelta Matera, “poi ce ne sarà un’altra nel Centro – spiega Di Maio – non ancora definita”.
Per far nascere le case delle tecnologie emergenti, il Cipe ha stanziato in tutto 30 milioni di euro, 7,5 a favore di Torino, con l’obiettivo di creare sotto la Mole una ‘future factory’ e “attrarre investimenti – spiega Di Maio – per convertire gli attuali insediamenti alle nuove sfide”. Proprio quello a cui punta la firma del vicepremier Di Maio, annunciata oggi, sul decreto per l’area di crisi complessa. “Uno strumento fondamentale”, per la sindaca Chiara Appendino, perché “se da un lato certifica la crisi della città e delle sue aziende, soprattutto in alcuni settori, dall’altro le aiuta a compiere quella rivoluzione tecnologica che permetterà loro di tornare competitive”.
Al centro c’è la sfida di Fca di produrre a Mirafiori la 500 elettrica, “simbolo europeo dell’industria automobilistica che investe nell’elettrico” per Di Maio, secondo cui “è significativo che l’ad Manley abbia confermato il piano di investimenti da 5 miliardi per l’Italia”. Nel piano, del valore stimato di circa 150 milioni di euro, dovrebbero essere inclusi anche il Competence center all’ex Tne di Mirafiori e una serie di aree industriali dismesse che, se valorizzate, possono innescare importanti processi di riqualificazione urbana. Tra questi c’è anche l’ex Asilo occupato di via Alessandria, per 25 anni covo torinese degli anarchici. Tornerà “finalmente” alla collettività, annuncia Appendino, diventando luogo in cui sviluppare un progetto sociale.

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