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TORINO. Industria: Piemonte, 64% imprese è presente all’estero

Da una ricerca di Confindustria Piemonte su un campione di oltre mille imprese, risulta che il 64% è presente all’estero, nell’ordine in Francia, Germania, Usa, Spagna e Cina. La Gran Bretagna sparisce dagli scenari futuri, mentre si affacciano new entries come Algeria, Iran, Singapore e Paesi Bassi. A fronte del calo di domanda interna, l’internazionalizzazione è una questione di sopravvivenza e il Piemonte si sta attrezzando per restare in prima fila. Un convegno organizzato da Confindustria e Unicredit con il Ceip ha fatto il punto oggi a Torino.

“In Piemonte – ha spiegato il presidente della Confindustria regionale, Fabio Ravanelli – a fronte di una contrazione della domanda interna si è registrata un’accelerazione dell’export. La crescita nel 2017-2018 può quindi avvenire qui e per questo puntiamo molto sul Ceip, che messo in campo nuove risorse anche per l’attrazione di investimenti esteri sul nostro territorio”. 

“Per il 2017-2018 – ha aggiunto – vengono messi a disposizione due milioni per l’attrazione degli investimenti, ed è la prima volta. Questi si aggiungono alle somme in campo per la promozione all’estero, che va avanti con risorse per 12 milioni in tre anni. Ma fra le due azioni c’è in realtà una grande sinergia da attivare, perché è ovvio che se vado a una fiera per fare promozione internazionale posso approfittarne per attrarre investimenti verso il Piemonte”.

“L’internazionalizzazione – ha osservato il presidente del Ceip, Per Paolo Antonioli – è un processo lungo, che richiede investimenti significativi e darà frutti fra anni. Per l’attrazione è fondamentale istituire un interlocutore unico, punto sul quale ci stiamo organizzando. Sul fronte promozione è importante capire con gli stessi imprenditori cosa è utile fare.

Abbiamo avviato tavoli tematici snelli, e in marzo avremo le linee guida per impostare il lavoro futuro”.

“Negli ultimi anni l’export ha sostenuto il Paese – ha rimarcato il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina. Ma a livello italiano solo il 6,5% delle aziende copre il 70% delle esportazioni. Occorre dunque un’azione di sistema per aiutare le imprese medio-piccole, e ci stiamo lavorando”.

Le filiere piemontesi attualmente più presenti all’estero sono automotive, edilizia, moda, chimica, agroalimentare ed energia. In lieve calo le province di Biella e Novara, in salita l’area di Cuneo.

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