Home / Piemonte / TORINO. Il Pd attacca Cirio: “Cento giorni della sua Giunta? E’ stato come non sentirli”
Alberto Cirio, governatore del Piemonte

TORINO. Il Pd attacca Cirio: “Cento giorni della sua Giunta? E’ stato come non sentirli”

“La Giunta Cirio compie 100 giorni e non si evince nessun atto politico degno di rilievo”. Così, in una nota, il segretario regionale del Pd, Paolo Furia, e il presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale, Domenico Ravetti. “Apprendiamo dall’intervista rilasciata dal presidente Cirio che dall’insediamento ad oggi ha trascorso il tempo a studiare. Il che è sempre una cosa importante, ma ci si aspetterebbe allora maggior precisione nelle risposte – sostengono i due esponenti dem -. Parla di 100 milioni di tesoretto da destinare alla competitività piemontese, ma mancano completamente gli elementi concreti, che vengono rinviati a successive comunicazioni. Per il momento sappiamo che gli assessori comunicano incertezze sulle quote di bilancio destinate ai loro importanti capitoli, primo fra tutte la cultura. Parla dell’attivazione dei cantieri di lavoro, omettendo qualsiasi riferimento alla paternità della giunta Chiamparino di queste politiche. Nessun accenno ad una misura completa per l’attrazione di investimenti, nessun riferimento alla trattativa sulle aree di crisi che toccherà al Partito Democratico portare avanti sul tavolo del Governo”. “La verità è che i primi 100 giorni della Giunta Cirio saranno ricordati soprattutto per le dichiarazioni fuori luogo dell’Assessore Caucino contro i servizi sociali del Piemonte, ma dopo l’ultima strumentalizzazione di Salvini che polta sui suoi palchi addirittura dei bambini non c’è più da stupirsi, e i tentativi di occupazione del Consiglio regionale da parte dei Consiglieri leghisti sulla questione della Legge Elettorale nazionale – concludono -. Ci troveranno disponibili a dialogare sulle questioni concrete, da Racconigi alla necessità di aumentare le borse di specializzazione per medici. La sensazione però è che il Presidente Cirio, nonostante la buona volontà, sia ostaggio di una maggioranza che ha interesse più a fare propaganda che a governare. Su di lui ricade l’onere d dimostrare che non è così”.

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