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TORINO. Gm snobba Fca

General Motors non è interessata a una maxifusione con Fca o con altri gruppi automobilistici. Dopo il no del numero uno Mary Barra, lo ribadisce il presidente Dan Ammann, per la prima volta in Italia. A Torino per i dieci anni del Centro Gm Powertrain, dove si sviluppano i motori diesel del gruppo, Ammann snobba i vertici di Fiat Chrysler Automobiles: nessun incontro in programma con John Elkann e Sergio Marchionne. A Piazza Affari il titolo di Fca chiude in rialzo del 3,66% grazie a un report di Banca Imi e alle attese di consolidamento che la ‘gelata’ di Gm non ferma.

“Abbiamo definito un piano molto chiaro con obiettivi precisi e siamo concentrati sulla sua realizzazione”, spiega il presidente di Gm. “Andremo avanti con le intese mirate come abbiamo fatto in questi anni con le collaborazioni con Ford, Peugeot e Honda”. E’ stato Marchionne, secondo l’International New York Times, a scrivere a metà marzo una mail a Mary Barra, ceo di Gm, per sollecitare un incontro per discutere su una possibile fusione. L’invito sarebbe stato accolto però freddamente da Barra e dal board della casa di Detroit. Un atteggiamento confermato da Ammann che non concorda con Marchionne sulla difficoltà per le aziende del settore auto di ripagare il costo dei capitali investiti: “Noi abbiamo un obiettivo del 20% per il ritorno sull’investimento. Negli ultimi due anni siamo riusciti a rimanere a questi livelli”, sottolinea. Gli analisti però continuano a considerare valida la possibilità di una fusione tra Fca e Gm e qualcuno ipotizza che Marchionne possa rivolgersi direttamente ai soci della casa di Detroit (Gm è una società con azionariato diffuso).

Ammann esprime piena fiducia in Opel che “sta andando bene, è strategica” e conferma l’obiettivo del pareggio delle attività europee nel 2016. “Le condizioni di mercato stanno migliorando in Europa – spiega – e il nostro marchio Opel prosegue lungo la strada della ripresa”. Il presidente di Gm aggiunge che l’intenzione è di continuare a investire nell’auto elettrica: “Avrà un ruolo sempre più importante, abbiamo già fatto significativi investimenti e continueremo a farne in futuro”.

Quanto al Centro di Torino, che che iniziato con 60 dipendenti nel 2005 e ora ne ha 650 con altre 60 assunzioni previste quest’anno, l’obiettivo “è di farne una delle strutture powertrain più importanti del gruppo”.

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