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TORINO. Giochi: tabaccai, legge Piemonte è un favore a criminalità

“Il proibizionismo non è mai la soluzione. Smantellare il gioco pubblico legale sarà un regalo alla criminalità, riporterà le persone nelle bische e rischia di dare il colpo di grazia al nostro settore già in crisi. In Piemonte si sta consumando un delitto alla libertà d’impresa”.
Il presidente della Federazione Italiana Tabaccai (Fit), Giovanni Risso, critica aspramente la legge della Regione Piemonte di contrasto al gioco d’azzardo lanciato. Proprio da Torino, dove è stato organizzato il convegno ‘Liberi di scegliere basta proibizionismo’, Risso lancia la mobilitazione della categoria, che si concretizzerà con un presidio di protesta davanti al Palazzo della Regione. E parla di una “chiusura da parte della Regione” e di un attacco al mondo del gioco “mosso dalla demagogia e da numeri gonfiati ad arte con l’obiettivo di eliminare totalmente la rete delle macchine legali con l’escamotage della distanza minima”. L’utilizzo delle slot machine è infatti vietato a meno di 500 metri da luoghi ‘sensibili’ quali scuole, ospedali, impianti sportivi.
Secondo Russo “la spesa effettiva pro capite è di 90 centesimi al giorno. Non neghiamo l’esistenza del gioco patologico ma i numeri che vengono diffusi. Mentre i dati di cui nessuno si interessa sono quelli del ricadute sul nostro settore e sui lavoratori”. Giorgio Pastorino, presidente Sts, aggiunge: “siamo stati noi i primi a chiedere e proporre interventi per tutelare chi gioca ma di certo la differenza non la fanno la limitazione degli orari o il distanziometro ma la professionalità di chi sta dietro al banco”.
Un settore che “non va ulteriormente penalizzato ma tutelato è valorizzato”, conclude Andrea Maria Villotti direttore generale dell’Istituto Milton Friedman che avanza un paragone: “è come pensare di combattere l’alcolismo spostando i supermercati”.

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