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Gianluigi Gabetti, presidente d'onore di Exor, holding di casa Agnelli, premiato come "Torinese dell'anno 2014", durante la premiazione per il 63° premio della fedeltà al lavoro e per lo sviluppo economico presso Auditorium RAI, Torino, 13 dicembre 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. È morto Gianluigi Gabetti, braccio destro dell’Avvocato Gianni Agnelli

E’ morto a Milano, a 94 anni, Gianluigi Gabetti, braccio destro dell’Avvocato Gianni Agnelli.
Elegante, discreto, ironico, è stato per decenni l’uomo fidato della famiglia che ha aiutato nei momenti più difficili. Ha curato il patrimonio degli Agnelli ed è stato il regista di complesse operazioni finanziarie. “Con Gianluigi Gabetti – ricorda John Elkann, presidente di Fca – scompare un uomo di grande saggezza, integrità e cultura: per quasi mezzo secolo è stato molto vicino alla mia famiglia e ha contribuito a far conoscere e apprezzare Torino e l’Italia nel mondo. In uno dei momenti più difficili che abbiamo attraversato nella nostra storia recente ci è stato a fianco senza mai cedere davanti alle difficoltà, assumendosi difficili responsabilità con senso del dovere, che ci hanno permesso di superare un periodo buio”.
L’ingresso di Gabetti nel gruppo risale al lontano 1971. A sceglierlo è Gianni Agnelli che lo aveva conosciuto a New York e lo nomina direttore generale dell’Ifi, la holding finanziaria della famiglia. Amico di Rockfeller e delle società della finanza d’affari come la banca Lazard, è l’uomo dei rapporti internazionali degli Agnelli e della Fiat.
Alla morte dell’Avvocato, Umberto Agnelli diventa presidente della Fiat e richiama Gabetti che aveva lasciato le cariche per limiti di età. Il manager si occupa del riassetto del Gruppo.
Nel 2004, alla morte di Umberto, Gabetti viene nominato presidente della cassaforte Giovanni Agnelli e delle finanziarie Ifi e Ifil. Quando Morchio cerca di diventare presidente della Fiat, è lui che, dopo un consulto con la famiglia, trova la soluzione che porta al vertice Luca Cordero di Montezemolo, con l’arrivo di Sergio Marchionne. Nel 2005 è al centro della vicenda ‘equity swap’ che permette agli Agnelli di mantenere il controllo sulla Fiat, operazione per la quale viene processato e assolto. “Una delle persone più capaci di visione con cui mi è capitato di confrontarmi nella mia vita amministrativa”, dice il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, mentre la sindaca Chiara Appendino lo ricorda come “un uomo, un manager che ha rivestito un ruolo molto importante per la finanza, l’industria e l’economia del nostro territorio”.
I funerali si svolgeranno in forma privata, mentre la messa di trigesimo si svolgerà nella chiesa della Consolata di Torino.

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