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TORINO. Dopo Firenze e Roma, Mercato Centrale arriva in città

Dopo Firenze e Roma, Mercato Centrale arriva a Torino. Con un’operazione coraggiosa, sei mesi di lavoro e oltre sei milioni di investimento su una superficie di 4.500 metri quadrati, il vecchio Palafucksas di Porta Palazzo, in uno dei quartieri più popolari e multietnici della città, è stato sventrato e riconvertito in una sorta di piccolo Chelsea Market subalpino. L’inaugurazione questa mattina alla presenza della sindaca Chiara Appendino, che ha parlato di “periferia esistenziale come luogo di opportunità”. L’apertura al pubblico oggi alle 18,30, mentre gli anarchici annunciano una contro-manifestazione proprio di fronte all’ingresso, sotto la grande tettoia dell’edificio.
All’interno, il grigiore e l’abbandono della struttura progettata dall’architetto Massimiliano Fucksas a inizio Anni Novanta sono scomparsi. Enormi vetrate inondando di luce dall’alto le scintillanti botteghe del piano terra, dove sarà possibile fare acquisti o fermarsi a mangiare – si assicura a prezzi accessibili – presso chef stellati e ristoranti fra i più blasonati. Ci sono Davide Scabin del Combal Zero di Rivoli, la Farmacia del Cambio, e la nuova Fata Verde di Marcello Trentini, innovativa linea vegetariana proposta da Magorabin. In tutto 26 botteghe, incluso il primo ‘negozio fisico’ del mercato agricolo online Cortilia.
Al piano sottostante sono visitabili le antiche ghiacciaie di Torino, mentre un intreccio di scale mobili e passerelle porta al livello superiore dove resistono alcuni vecchi negozi di abbigliamento e ancora più in alto, dove è stato ricavato uno spazio dedicato alla cultura. Qui, affacciati sulle bancarelle del mercato di Porta Palazzo, con lo sguardo che spazia dalla Mole Antonelliana alle Alpi, sono già in calendario 350 appuntamenti fra progetti artistici, dibatti e laboratori.
Entusiasti i testimonial chiamati a parlare da Umberto Montano, l’imprenditore della ristorazione che ha ideato il primo Mercato Centrale, realizzato nel 2014 nello storico mercato di San Lorenzo a Firenze, poi replicato alla Stazione Termini di Roma nel 2016. Fra questi il critico enogastonomico Luca Iaccarino, l’allenatore Mauro Berruto, la                 soprintendente ai Beni Culturali della Città Metropolitana di Torino, Luisa Papotti. “Per anni – ha osservato Papotti – questo è stato un luogo un po’ triste e grigio, ora è un contenitore traslucido, affacciato a terrazza sulla città, che ci riporta col pensiero a quando Torino si chiamava Augusta, la Augusta dei taurini”.

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