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TORINO. DDL su opere d’arte, per Bolaffi ok ad autocertificazione opere arte

Bolaffi
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Contiene anche alcune modifiche alle leggi sull’esportazione delle opere d’arte il Ddl concorrenza approvato ieri in via definitiva dallo Stato. Le nuove norme prevedono infatti l’autocertificazione per pezzi di valore uguale o inferiore ai 13.500 euro o abbastanza recenti, meno di 70 anni dalla morte dell’autore, stimolando così gli acquirenti stranieri che non avevano voglia di aspettare mesi per pezzi reperibili anche su mercati più agibili. Una “buona notizia” per Filippo Bolaffi, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, anche se “rimangono alcune perplessità”.
“Il prezzo di mercato non sempre coincide con l’importanza storico-culturale di un oggetto”, osserva Bolaffi, secondo cui “nonostante la nuova norma, continueremo a perdere tempo, e a perdere clienti stranieri per oggetti cari ma che, per il loro valore culturale modesto, non sono degni di esser conservati all’interno dei confini nazionali. Dall’altro lato, a volte oggetti di minor valore potrebbero non essere anche culturalmente minori”.

“Temo che l’apparente maggior libertà – prosegue Filippo Bolaffi – possa comportare che le Soprintendenze eccedano del già abusato strumento preventivo dell’avvio del procedimento d’interesse culturale per bloccare una miriade di oggettini, su cui poi lo Stato non sarà comunque obbligato a esercitare la prelazione (come invece in altri Paesi europei avviene) con l’unico risultato di vietarne l’esportazione”.
All’esame del Senato, ricorda ancora Bolaffi, c’è un ddl presentato dal ministro Franceschini che dovrebbe inasprire le pene per chi commette reati contro il patrimonio culturale.
“L’intenzione è ottima ma purtroppo, per l’attuale stesura – e soprattutto alla luce della libera interpretazione delle norme a monte – rischia di rendere il commercio di beni da collezione ancora più complicato – sostiene ancora Bolaffi -. Il mio sogno, credo inesaudibile, sarebbe che il padre del Codice dei beni culturali, il professor Urbani, potesse rimettere mano alla sua creatura, da un lato spiegando ai legislatori attuali quello che aveva in mente all’epoca, dall’altro aggiornandolo alla luce del naturale evolversi della materia”.

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