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TORINO. Codice Appalti: Ance, le opere pubbliche sono bloccate

“La preoccupazione di veder sfumare la possibilità di rilancio del settore delle opere pubbliche si sta concretizzando”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta Giuseppe Provvisiero al seminario ‘Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici e gli effetti sugli investimenti’, organizzato da Ance Piemonte e Valle d’Aosta e Anci Piemonte, presso l’Auditorium della Città Metropolitana di Torino.

“Se questo nuovo regolamento aveva l’obiettivo di rilanciare il settore in crisi, favorire la crescita e l’occupazione nonché qualificare le imprese e le stazioni appaltanti contrastando la corruzione, allora questo Codice ha chiaramente fallito”, sottolinea Provvisiero. “I dati sui bandi delineano una fotografia preoccupante: in Piemonte, nel 2015 si stava assistendo ad una progressiva crescita dei bandi di gara in termini di numero e di entità, con un forte impatto nei mesi di agosto e di ottobre dovuti agli appalti del Terzo Valico. Dopo l’approvazione del nuovo Codice si è registrata una forte battuta d’arresto confermata dal calo del valore dei bandi, a parità di pubblicazioni, che a maggio 2016 si sono dimezzati rispetto a maggio 2015. 

La fotografia rilevata a livello nazionale è ancora più marcata: a maggio 2016 si è registrata una forte riduzione dei bandi di gara, rispetto a maggio 2015, con una diminuzione del 26,7% in numero e del 75,1% in valore.

Per i costruttori, ad oltre due mesi dall’entrata in vigore del Codice, un primo giudizio non può che essere negativo. In primo luogo – specifica il Presidente dell’ANCE Piemonte e Valle d’Aosta – contestiamo la mancanza di un adeguato periodo transitorio che ha comportato l’entrata in vigore immediata del Codice lasciando aperti non pochi dubbi interpretativi e rimandando a oltre 50 atti attuativi”. Anche in tema di subappalto la restrizione stabilita dal legislatore ci allontana dall’Europa, continua Provvisiero: La riduzione al 30% della percentuale massima subappaltabile e l’indicazione di una terna di subappaltatori obbligatoria ne limitano il ruolo di libero fattore della produzione. Inoltre, la qualificazione non deve solo riguardare le imprese ma anche le stazioni Appaltanti.

Infine, per quanto riguarda il partenariato pubblico e privato auspichiamo che le linee guida Anac chiariscano problemi e forniscano stimoli affinché vengano intraprese iniziative da parte dei privati”.

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