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Alberto Cirio

TORINO. Cirio: “Sarà un Piemonte più autonomo e attento ai territori”

Un Piemonte più autonomo e attento ai territori, che non cancellerà le cose buone fatte, ma cambierà ciò che si ritiene non funzioni. Puntando su alcune priorità a partire da lavoro, istruzione e sanità, e con un annuncio: “rivedere la legge per l’assegnazione delle case popolari, che al momento penalizza gli italiani”. Questa la Regione che intende costruire il nuovo governatore piemontese Alberto Cirio, che guida una Giunta composta da Lega, Fi e Fdi, secondo il programma illustrato oggi in aula. Applausi del centrodestra e contestazioni del centrosinistra hanno accolto l’annuncio sulle “case prima agli italiani”. Le polemiche sono state sollevate anche dalla scelta del presidente dell’aula, il leghista Stefano Allasia, di non censurare gli applausi, sdoganandoli anzi come “legittime manifestazioni di giubilo politico”. Sul tema è intervenuto dai banchi dell’opposizione l’ex governatore Sergio Chiamparino: “non si possono contrapporre – ha affermato l’ex presidente – i diritti esigibili alle etnie e alle nazionalità: significherebbe fare passi indietro nella civiltà e su questo saremo inflessibili”. Fra i tanti punti, Cirio ha annunciato la nascita di “una Sport Commission, sulla falsariga di quanto fatto per il cinema, per intercettare manifestazioni sportive, a cominciare dagli eventi olimpici” e ha sottolineato che il dossier per proporre il coinvolgimento di impianti piemontesi nei Giochi 2026 assegnati a Milano-Cortina sta per essere consegnato al sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Ha definito l’autonomia come “un tema carissimo, non solo caro”, ringraziando Allasia per avere annunciato la nascita di una apposita Commissione. Per il governatore “la timidezza con cui la precedente Giunta ha affrontato la questione è sbagliata, il residuo fiscale di 10 miliardi (la somma che il Piemonte dà allo Stato in più rispetto a quanto riceve, ndr) non verrà modificato, ma sarà un argomento importante nella trattativa”. Cirio ha parlato anche di “migliore utilizzo dei fondi europei”, di delegificazione, di Tav e Terzo Valico, di Asti-Cuneo e Pedemontana. Sul fronte dell’ambiente ha affermato che “le scelte saranno fatte sulla base dei dati scientifici”, ricordando che “l’Arpa indica il riscaldamento e non le auto come causa principale dello smog a Torino”. Nel dibattito, il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha concordato sull’idea di riportare al centro anche le province più lontane e sull’autonomia con la quale, ha detto, “verranno definite chiare responsabilità cancellando gli sprechi”. “Il Piemonte è in affanno – ha rimarcato il capogruppo Fi, Paolo Ruzzola – e noi intendiamo riportarlo a guidare il Nord”. Maurizio Marrone, capogruppo Fdi, ha puntato sul sostegno alla famiglia e alla natalità: “i dati Istat – ha sostenuto – ce lo impongono, la situazione del calo demografico è desolante”. Per l’opposizione, il capogruppo Pd Domenico Ravetti ha auspicato che Cirio “non si identifichi completamente con le politiche leghiste perché non ci occorrono altri muri”. La capogruppo M5s Francesca Frediani ha chiarito che “il Movimento è la forza che ha presentato più emendamenti sull’autonomia nella scorsa legislatura, non così la Lega”. Marco Grimaldi, capogruppo Luv, ha prospettato una “opposizione di sana e robusta costituzione contro una maggioranza il cui presidente, mite democristiano, si accorgerà di essere il buco con la Lega intorno”.

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