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Manifattura Aurora

TORINO. Cent’anni di penne Aurora, un libro racconta la storia azienda

Un libro a metà fra la storia imprenditoriale e familiare, fra la narrativa e il racconto storico, un romanzo nel romanzo, un viaggio nella storia di un’azienda ma anche dell’Italia. È tutto questo ‘Questione di stilo – Il romanzo delle penne Aurora’, il libro di Cesare Verona e Adriano Moraglio, edito da Giunti e presentato al Circolo dei Lettori di Torino, la città che 100 anni fa ha dato i natali alla più famosa manifattura italiana di strumenti per la scrittura. “Questo libro, che è un po’ testimonianza e un po’ romanzo, vuole dare ai giovani la voglia di intraprendere – spiega Cesare Verona, che di Aurora è il presidente e l’amministratore delegato-. Da un lato c’è un ragazzo, il mio bisnonno Cesare, che ha portato dall’America in Italia un oggetto che non esisteva, la macchina da scrivere Remington, dall’altro un imprenditore, un tycoon, Isaia Levi, il fondatore di Aurora”. Dal loro incontro nasce la storia di questi 100 anni, racchiusi nel libro dedicato da Verona “a chi crede nel segno dei sogni”. “Questo libro – spiega – mi ha permesso di ricostruire la storia di marketing, degli uomini, delle scelte, di dubbi, di successi e insuccessi. E di riviverli. È stata una bellissima avventura in un anno per noi fortunato perché celebra i nostri primi 100 anni”. Un libro a quattro mani, scritto da Verona col giornalista e scrittore Adriano Moraglio, che “aiuta a comprendere maggiormente cos’è l’imprenditoria di Torino, il suo sviluppo e il suo futuro – dice lo stesso Moraglio -. Ci sono come due romanzi in uno, quello della Aurora fondata da Isaia Levi e quello di Cesare Verona Senior che nel 1889 comincia una storia bellissima di rappresentanza della Remington. Due storie – aggiunge – che attraversano le epoche e a un certo punto si incrociano facendo nascere l’Aurora dei Verona”. Il volume, sottolinea Francesco Zamichieli di Giunti, “è curato in tutti i suoi particolari come le penne Aurora. Nelle parole di Cesare Verona – dice – ho trovato tanto della Giunti, tante analogie e siamo orgogliosi di unire il nostro nome ad aziende come Aurora, perché Giunti crede nelle aziende italiane e nel potercela fare”

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