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TORINO. Carnevale: tradizioni Piemonte in mostra per 50 anni Regione

La prima iniziativa delle celebrazioni per i 50 anni della Regione, che cadono nel 2020, è legata alla tradizione popolare dei carnevali storici piemontesi. Quelli di Borgosesia, Chivasso, Ivrea e Santhià, per la prima volta insieme, si presentano in una piccola mostra in due sedi promossa dal Consiglio regionale, al via oggi. Le esposizioni, aperte fino al 25 febbraio, documentano le tradizioni popolari e la storia delle quattro manifestazioni con fotografie e cimeli. Per l’inaugurazione di questo pomeriggio il Palazzo del Consiglio regionale ospiterà musici, cantastorie e maschere e rimarrà aperto fino alle 20. “Nel voler preservare qualcosa che si sente come parte della propria identità ma al tempo stesso come un momento di festa per tutta la collettività – scrive nel catalogo il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – risiede il senso più vivo della celebrazione del carnevale, un significato che emerge anche dall’interessante documentazione presente in mostra”.

Gli antichi cimeli sono visibili presso la biblioteca della Regione in via Confienza, a Torino. Si spazia da un documento del 1893 che testimonia gli 800 anni di storia dell’Antica Società Fagiolesca di Santhià datando così la nascita del locale carnevale all’anno 1093, al libro dei verbali del carnevale di Ivrea, custodito dal decano dei notai cittadini che quando si ritira lo passa al successore. Foto d’epoca illustrano i costumi, e una stampa fatta realizzare dal confettiere svizzero Methier nel 1857 come regalo per i clienti riproduce le immagini del carnevale di Ivrea prima della battaglia delle arance, che fu introdotta fra le due guerre. A Borgosesia, dove la maschera locale Peru Magunella è vestito con il bianco, il rosso e il verde risorgimentali, il carnevale si protrae fino al mercoledì delle ceneri, quando se ne celebra il funerale con sfilate e bevute. In mostra il cassù, mestolo di legno il cui acquisto dà diritto ai possessori di bere gratis nei punti di ristoro allestiti per la città. Per Chivasso, un documento riporta tutti i nomi delle persone presenti nelle corte carnevalesche dal 1905. In mostra anche un abito della Bela Tolera, rifatto ogni anno ma sempre rigorosamente bianco con il mantello blu, e la feluca dell’Abbà, la maschera maschile vestita in abito napoleonico.

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