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benito mussolini

TORINO. Blitz contro l’ultradestra, arrestato il leader di un gruppo skin

Si definiscono “fascisti del nuovo millennio”, ma l’intera simbologia l’hanno recuperata dal ventennio: manifesti con il volto di Benito Mussolini, busti di Adolf Hitler e statuette a forma di fascio littorio, spille con svastiche, poster del Duce, bandiere della ex Repubblica Sociale Italiana e della Legione Ss Italiana, copie del Mein Kampf, volumi della storia illustrata di Mussolini e della sua vita. Materiale con simboli fascisti e nazisti che è stato sequestrato dalla Digos di Torino nella sede cittadina del gruppo skin Legio Subalpina, inaugurata tra le polemiche lo scorso 2 marzo in corso Allamano, alla periferia della città, e nelle abitazioni di una decina di militanti di Forza Nuova e del gruppo di estrema destra di Ivrea (Torino) Rebel Firm. Gli agenti hanno anche trovato coltelli a scatto, mazze, tirapugni, un machete, manganelli telescopici, pistole giocattolo e fucili per soft air. Ci sono poi munizioni da guerra che hanno portato all’arresto di Fabio Carlo D’Allio, leader del gruppo Legio Subalpina. Ventotto anni, lavora per una ditta che smista la corrispondenza privata ed è già noto alle forze dell’ordine per rapina, danneggiamento, rissa, porto abusivo d’armi e manifestazione fascista. “Legio Subalpina – spiega il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra – rientra in un cartello chiamato FederAzione, che ha come obiettivo quello di riunire l’estrema destra oltranzista italiana”. Gli altri militanti perquisiti, magazzinieri, farmacisti, agricoltori, imprenditori e un operatore del mattatoio di Torino, avevano in camera anche vestiti, adesivi, stendardi e caschi riconducibili ai gruppi ultrà della Juventus ‘Drughi Giovinezza’ e ‘Tradizione Antichi Valori’. “Durante l’operazione – sottolinea Ambra – abbiamo pure trovato uno stendardo storico dei “Drughi Giovinezza”, un’articolazione dell’estrema destra all’interno della tifoseria bianconera. Molti degli ultrà – spiega – alcuni anche lombardi, sono vicini a Legio Subalpina”. Il blitz della polizia, coordinato dal pm Emilio Gatti, è scattato dopo che il 22 maggio scorso, in piena campagna elettorale, un gruppo di militanti di Forza Nuova aveva srotolato uno striscione dal cavalcavia pedonale di corso Unità d’Italia con su scritto “Spezza le catene dell’usura. Vota Fascista, vota Forza Nuova”. L’azione era poi stata condivisa su Facebook dagli stessi esponenti di partito. Per quell’episodio, il coordinatore cittadino del partito di estrema destra, Luigi Cortese, era stato denunciato per apologia di fascismo ed era stata perquisita, oltre a tre abitazioni di militanti torinesi e cuneesi, anche la casa di Stefano Saja, candidato di Forza Nuova alle Europee. Gli investigatori della Digos hanno riscontrato collegamenti con le formazioni oltranziste di ‘Generazione identitaria’ e il movimento anglosassone ‘Combat18 (I combattenti di Adolf Hitler)’. Forza Nuova Piemonte protesta: “Questa bagarre mediatica si concluderà con un buco nell’acqua. Ci sono dei confini tra l’attività politica dei movimenti e gli interessi personali dei militanti che, fino a prova contraria, nelle proprie case sono liberi di conservare ed esporre tutto ciò che desiderano”.

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