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Chiara Appendino
Chiara Appendino

TORINO. Appendino sotto scorta

Chiara Appendino sotto scorta. Dopo gli scontri del fine settimana, la prefettura ha disposto misure di sicurezza eccezionali per la sindaca di Torino, nel mirino degli anarco-insurrezionalisti per avere sostenuto lo sgombero dell’Asilo occupato – eseguito non su ordinanza comunale ma su disposizione del gip nell’ambito di una inchiesta per associazione sovversiva – e per avere condannato le violenze di sabato, un autobus di linea assaltato e il centro città sotto assedio per diverse ore.
Ad accelerare la decisione di assegnare la scorta alla prima cittadina, come anticipato da alcuni quotidiani, anche le minacce – “Appendino appesa” – comparse sui muri del centro.
“Abbiamo avuto a che fare con gente addestrata. Abbiamo dovuto fronteggiare un contesto che non ha nulla a che vedere con la protesta sociale”, ha detto il questore di Torino, Francesco Messina, analizzando quanto accaduto sabato, il corteo anarchico ‘gonfiato’ da manifestanti che fanno della protesta, ha aggiunto, “punto di partenza per sovvertire l’ordine democratico”.

 

Scontri Torino: petardo in carcere, Osapp ‘più sicurezza’

Sono proseguite fino alla tarda serata di ieri le operazioni di messa in sicurezza dell’area del carcere di Torino in cui è crollato un capannone, in fiamme a causa di un petardo, o un fumogeno, lanciato durante la protesta degli antagonisti per gli arresti al corteo anarchico di sabato.
“Condanniamo fermamente il gravissimo gesto contro una istituzione dello stato democratico, presidio della legalità e della civile convivenza”, commenta Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. “L’episodio deve far mantenere alta la guardia contro i fenomeni anarco-insurrezionalisti – aggiunge – la cui escalation potrebbe far ripiombare l’Italia negli anni più bui della storia democratica”.
Ingenti i danni causati alla struttura. Il petardo è caduto nell’isola ecologica tra il padiglione ‘C’ e il padiglione ‘B’, provocando la combustione di rifiuti, poi le fiamme si sono propagate al vicino capannone, dove alcuni detenuti seguono un corso di pasticceria. “Sollecitiamo il direttore del carcere – conclude Beneduci – a mettere in sicurezza tutte le aree dell’istituto, eliminando le discariche a cielo aperto create nel corso degli anni e le sterpaglie”.

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