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Chiara Appendino

TORINO. Appendino sorride, Atp cancella delusione Olimpiadi

Le braccia al cielo, in segno di vittoria, e un urlo di liberazione a sfogare le tensioni degli ultimi mesi. Chiara Appendino ha accolto l’assegnazione delle Atp Finals, che per cinque anni dal 2021 si disputeranno a Torino, come si fa con le grandi vittorie. “Sono emozionata, è un sogno a cui abbiamo lavorato tanto e che oggi diventa realtà”, afferma la sindaca, appassionata di tennis al punto da aver conosciuto il marito sui campi da gioco. “Con lui ho vinto il mio primo doppio misto, quando avevo 17 anni – ricorda – mai avrei pensato di vivere un simile momento da torinese, da sindaca e da appassionata di questo sport…”. Il torneo, che secondo le previsioni dell’amministrazione comunale avrà un ritorno economico per il territorio tra i 120 e i 150 milioni di euro, ripaga la prima cittadina delle difficoltà incontrate nei primi due anni e mezzo di mandato. E le restituisce il sorriso dopo le amarezze della mancata candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 per cui sono ora in corsa Milano e Cortina. “Non ho rimpianti: Olimpiadi e Atp sono due eventi molto diversi Oggi la città ha vinto un evento pluriennale, dove non ci sono difficoltà del posto olimpico e non dovremo fare debito”, osserva ricordando i motivi per cui il capoluogo piemontese, dietro le pressioni della maggioranza pentastellata, ha rinunciato a riportare la fiamma olimpica sotto la Mole. “Una candidatura a tre per le Olimpiadi, secondo me, non era adatta”, sostiene togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: “Da mesi lavoro a questa candidatura, quando molti credevano non fosse possibile”. Le opposizioni parlano di “brodino caldo” dopo il flop a cinque cerchi, ma Appendino tira dritto per la sua strada. “C’è tanto da lavorare”, dice, consapevole che qualora non dovesse cambiare idea ci sarà un altro sindaco quando a Torino si disputerà la prima edizione delle Atp Finals. “Un sindaco fa le cose perché le reputa importanti per il territorio – taglia corto – non per un secondo mandato. A prescindere da chi arriverà dopo di me, questo è un risultato che rimarrà in eredità”.

L’indiscrezione era circolata sulla terra rossa di Montecarlo, subito dopo la vittoria di Fabio Fognini, ma soltanto oggi è arrivata la certezza. Sarà Torino ad ospitare per cinque anni, dal 2021 al 2025, le Atp Finals. I migliori giocatori al mondo, di singolo e doppio, si sfideranno sotto la Mole nel maggiore appuntamento dell’anno col tennis professionistico dopo i quattro torni del Grande Slam. Un “sogno che si avvera” per la città, nei mesi scorsi travolta dalle polemiche per la rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi invernali che ora vede in corsa Milano e Cortina. Un successo per l’Italia intera, la sua credibilità e la sua capacità organizzativa riconosciute a livello internazionale nonostante qualche polemica politica abbia rischiato di far saltare la candidatura. La concorrenza era agguerrita. In lizza per l’evento, oltre 2,3 milioni di spettatori nelle ultime edizioni con presenze superiori alle 250mila ogni anno, c’erano anche Tokyo, Singapore, Manchester e Londra, sede della manifestazione sportiva fino al prossimo anno. Le cinque finaliste erano state selezionate da un elenco iniziale di ben trentanove città. Torino era partita in sordina e ad un certo punto era sembrata addirittura fuori dai giochi, le coperture finanziarie che tardavano ad arrivare. “Il punto più bello”, come lo definisce il sottosegretario M5S alla presidenza del Consiglio Simone Valente, è arrivato all’ultimo set, con la firma del decreto della Presidenza del Consiglio che stanzia 78 milioni di euro, 18 per il 2021 e 15 l’anno dal 2022 al 2025. “L’Italia ha dimostrato di essere un Paese in grado di competere alla pari con le grandi potenze mondiali – sottolinea Valente -. Il gioco di squadra creato a tutti i livelli con la Fit, l’Istituto di Credito Sportivo, il Comune di Torino e il Governo hanno permesso di portare a casa un risultato nel quale non abbiamo mai smesso di credere. E questo rappresenta un esempio di lavoro sistemico positivo per tutto il Paese”. Una vittoria del sistema Paese anche per il presidente della Fit, Angelo Binaghi, che ringrazia il governo, “senza il cui decisivo supporto non sarebbe stato possibile neppure pensare di candidarci”, e la sindaca di Torino, Chiara Appendino, per “l’appassionata tenacia”. “E’ stata lei – dice – a farci ripartire quando sembrava non ci fosse più niente da fare”. La prima cittadina ha esultato all’annuncio con le braccia al cielo, convinta che “la chiave del successo risieda nella qualità di una proposta eccellente e innovativa”, che sfrutta l’eredità olimpica di Torino 2006. I match si giocheranno infatti al Pala Alpitour, l’impianto realizzato dall’architetto giapponese Arata Isozaki per l’hockey su ghiaccio. Diventerà il cuore di una vera e propria ‘cittadella del tennis’, con altri campi al coperto per gli allenamenti e altre strutture di servizio. “Mancano ancora due anni, ma so che i giocatori saranno contenti di sfidarsi lì”, assicura Novak Djokovic, n.1 del mondo e presidente dell’Associazione dei tennisti professionisti. “Sarà un evento – è la sua convinzione – molto speciale…”.

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