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TORINO. Alberto Avetta ambientalista chiede più politiche “green”

I ghiacciai che si sciolgono troppo in fretta. Il riscaldamento climatico. L’inquinamento e il buco dell’ozono. Greta Tumberg ha smosso le coscienze e oggi più di ieri (ce lo chiedono i nostri figli),  c’è tanta voglia di parlare di questi argomenti. Fors’anche per questo nei giorni scorsi il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta ha presentato una ordine del giorno che, se approvato, impegnerà il governatore Aberto Cirio e il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia a muoversi su questo fronte con maggior piglio di quanto non ne abbiano sin qui avuto. Per esempio nel dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale anche in Piemonte quale assunzione di consapevolezza e responsabilità politica,  sostenendo l’accordo di Parigi e accellerando la decarbonizzazione dell’economia con l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2030. Quindi adottando forme di fiscalità ambientale e rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, favorendo ed incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e di risparmio energetico.

Non in ultima attuando politiche di finanza pubblica che consentano e favoriscano gli investimenti di comuni, città metropolitana e province volti alla riduzione delle emissioni, al risparmio ed all’efficientamento energetico, allo sviluppo delle energie rinnovabili, al contrasto alla siccità ed alla prevenzione dal dissesto idrogeologico

“Faccio un esempio – ci dice Avetta – l’investimento per sostituire vecchi impianti di illuminazione o i serramenti di una scuola vanno nella direzione giusta e devono perciò non solo essere autorizzati ma considerati prioritai…”.

Insomma il mondo sta cambiando e con esso il modo di ragionare. I molti stati americani si stanno adottando politiche di medio periodo: alcuni si sono impegnati a raggiungere il 100% di elettricità proveniente da fonti rinnovabili in breve tempo; altri abbandonano il carbone e tutte le fonti fossili ed investono sull’energia prodotta dal vento. 

“Ma sono tante – commenta Avetta – le politiche virtuose che si possono adottare anche nell’immediato: la distribuzione dell’acqua a “plastica zero”; la centralizzazione del riscaldamento e del refrigeramento nelle abitazioni; l’isolamento termico degli edifici ed il loro costante controllo manutentivo; l’organizzazione di un trasporto pubblico locale efficiente ed efficace; il sostegno concreto a tutte le forme più innovative di sharing mobility …”.

Tra le tante iniziative virtuose quella di “Un albero in più”. L’obiettivo è di piantumare 60 milioni di nuovi alberi nel giro di pochi mesi. “I sindaci stanno aderendo – sintetizza Avetta – e la Regione potrebbe partecipare e sostenere economicamente il progetto…”.

Il consigliere regionale ricorda peraltro che alla recente assemblea di Olbia gli amministratori locali di ANCI Giovani hanno sviluppato e votato un manifesto green che richiama una serie di obiettivi concretamente realizzabili per i comuni: uso sostenibile del suolo; economia circolare; transizione energetica dal fossile alle energie rinnovabili; mobilità sostenibile; qualità dell’acqua e risparmio idrico; verde urbano e tutela delle biodiversità; monitoraggio ambientale; partecipazione dei cittadini e formazione degli amministratori.

“Occorre cambiare paradigma – stigmatizza  ed incominciare a considerare ogni euro speso in politiche ambientali come un euro investito in salute, in prevenzione del dissesto idro-geologico, in qualità della vita, in politiche di sviluppo anche economico che generano posti di lavoro. Sotto questo profilo i dati elaborati dal Censis ci dicono che nei prossimi 4 anni la green economy genererà il 20% dei nuovi posti di lavoro. Nei prossimi 4 anni si stima un incremento del PIL nel settore pari circa 80 miliardi di euro, con le relative maggiori entrate per lo Stato. Per il Piemonte questo dato vale investimenti per oltre 30 milioni l’anno, distribuiti tra sviluppo industriale, trasporto locale, politiche del lavoro e della salute. Risorse che saranno immediatamente recuperabili grazie al gettito irap sulla maggior produzione…”.

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