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Lorenzo Ardissone, direttore generale Asl To4 verso la riconferma

TORINO. Stato di agitazione in tutta l’Asl To4

E’ fallito, la scorsa settimana in prefettura a Torino, il tentativo di conciliazione tra l’Asl To4 e il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. “Sono mesi che attendiamo risposte alle molteplici criticità nei reparti dei vari presidi ospedalieri del Canavese – dicono e scrivono  Giuseppe Summa e Marco Boccacciari della segreteria provinciale l’azienda ha risposto con un documento di due pagine che riteniamo offensivo nei confronti di tutti i lavoratori che, da mesi, si fanno in quattro per tappare le falle di un’organizzazione sempre più allo sbando”.

Il sindacato, che ha confermato lo stato di agitazione del personale, “nonostante le intimidazioni da parte di alcuni dirigenti e responsabili dell’azienda”, ha anche annunciato che organizzerà azioni di protesta in tutti gli ospedali dell’Asl To4.

Insomma il vaso è colmo e da Natale in avanti, si salvi chi può.

“Come sindacato – avevano dichiarato nelle settimane precedenti Giuseppe Summa e Marco Boccacciari non ci fermeremo qui. Siamo anche pronti a chiedere le dimissioni dell’attuale direttore generale…”.

Il dito è puntato sul progetto di riduzione delle liste d’attesa con l’apertura delle sale operatorie nei fine settimana, ma anche sul sovraffollamento dei pronto soccorso, sul taglio dei posti letto e sui reparti di rianimazione che scoppiano perchè non esistono quelli di terapia sub-intensiva. E poi, da un punto di vista lavorativo, l’assenza di un piano di emergenza per le assenze improvvise, la pausa mensa, l’orario di lavoro, la sicurezza e il ricovero di utenti con elevate criticità nei reparti di degenza ordinaria con ciò esponendo  a denuncie penali il personale.

Chiaro il riferimento a quelle barelle sparpagliate qua e là negli ospedali, con gli infermieri al seguito, trasformati in factotum, quando non anche in semplici Fantozzi.

E non parliamo delle ambulanze che a Chivasso sono ormai utlizzate come se fossero dei tandem.

“Siamo preoccupati per le condizioni in cui il personale è costretto a lavorare. Bastano poche assenze per paralizzare tutto…. E adesso che arriva l’inverno? Cosa facciamo?” si chiedevano e continuano a chiedersi Boccacciari e Summa.

Da un lato c’è questo, dall’altro (e c’è da ridere) i corsi di formazione, su modelli organizzativi statunitensi. “Mancano strutture territoriali in grado di accogliere i pazienti – cerca di dare delle soluzioni il Nursind – Anche per questo il sistema sta implodendo…”.

E nell’elenco delle disfunzioni, di cui francamente si farebbe volentieri a meno, ci si è aggiunta, di recente, anche la cosiddetta “discharge room” (stanza di scarico a costo zero). In Toscana il servizio funziona e pure bene. Serve a facilitare lo scorrere dei pazienti in uscita dagli ospedali e liberare posti letto per i pazienti in entrata…

Inutile constatare che al reparto di medicina dell’ospedale di Ivrea questo luogo si è trasformato in un vero e proprio  “inferno”, un incubo per tutti.

Perchè?

Manco a dirlo perchè ci sarebbero voluti degli investimenti che non si sono fatti.

Non si può pensare ogni volta di poter malcopiare gli altri senza le adeguate condizioni..” criticano i sindacati.

Insomma il Nursind non è più disponibile a mediare su alcunchè, a cominciare dall’atteggiamento unilaterale, in alcune decisioni prese dalla direzione generale. Una direzione –  è bene sottolinearlo – in scadenza. A marzo, infatti, scade il mandato di Lorenzo Ardissone e si procederà con la sua sostituzione.

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