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TORINO. Aggredite sul bus perché col velo, il video su Fb

Prese a calci e pugni perché indossavano il velo. E’ il racconto di Fatima Zahara Lafram, ventenne di origine marocchine che a Torino, con alcune amiche, è stata aggredita da una coetanea mentre tornava a casa con l’autobus. “Eravamo sul bus, quando è salita una donna con alcuni cani al guinzaglio – denuncia la ragazza in un video postato su Facebook e diventato virale – Una mia amica ha paura e così si è allontanata. A quel punto, la passeggera si è scagliata contro di noi”.
“‘Vi spaventate per un cane e poi fate gli attentati’, ci ha urlato – prosegue il racconto della giovane -. Poi ci ha strappato il velo e ci ha prese a calci e pugni”. Il bus, un 59, si è fermato in via San Donato all’angolo con via Saccarelli.
Immediato è stato l’intervento degli agenti del commissariato di zona. L’aggressore, una ventenne italiana senza fissa dimora e affetta da problemi psichiatrici, è stata identificata dalla polizia. Le vittime sono andate all’ospedale Maria Vittoria per gli accertamenti del caso; hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 5 e 7 giorni.
Solidarietà alle ragazze arriva dal mondo politico. La sindaca Chiara Appendino ha chiamato Fatima per accertarsi delle sue condizioni, mentre gli assessori all’Immigrazione di Regione Piemonte e Comune di Torino, Monica Cerutti e Marco Giusta, hanno ringraziato “tutte le persone, dall’autista alle forze dell’ordine ai passeggeri del bus, che hanno preso le distanze dall’aggressione e hanno offerto vicinanza”. Solidarietà anche dal governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo cui “la vera Torino è quella dei passeggeri che si sono subito schierati a loro fianco”. Un corteo contro il razzismo, organizzata da Rete 21 marzo con il patrocinio di Regione Piemonte e Comune di Torino, ha sfilato per le vie del centro di Torino. “Siamo in piazza – spiega Cerutti poco prima del via al corteo – per dare una risposta contro gli episodi di razzismo che si moltiplicano. Certi episodi, proprio come quello di Fatima, non devono essere sottovaluti”.
Non è la prima volta che Fatima subisce insulti razzisti.
“Però è la prima volta che vengo aggredita. Chi pensa che l’islamofobia non sia reale, si sbaglia – conclude – Questo è il clima politico in cui viviamo. E’ la dimostrazione che alcune parole possono avere un certo impatto e il nostro silenzio ci rende complici”.

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