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Terzo valico: la sfida di Genova a Rotterdam

– “Con il Terzo Valico ferroviario dei Giovi, partirà la sfida al porto di Rotterdam. E la Ue ha più volte ribadito che l’asse Genova-Rotterdam è strategico”. Per questo la grande infrastruttura “è un’opera fondamentale come lo sono la Tav Torino -Lione, l’alta velocità nel corridoio mediterraneo, il collegamento tra la dorsale tirrenica e quella adriatica, tutte infrastrutture che permetteranno all’Italia di ripartire. A meno che non vogliamo restare la Cenerentola”. Concetti sottolineati dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ieri ha partecipato, negli uffici della Prefettura di Alessandria, a una riunione sul Terzo Valico, con il governatore del Piemonte Roberto Cota, gli ad di Rfi ed Italfer, il commissario del Cociv (general contractor dei lavori), gli assessori regionali del Piemonte di Trasporti, Ambiente, Sanità ed Enti Locali, sindaci ed amministratori locali. Non c’erano i movimenti No Tav che, pur invitati, hanno rinunciato.

Quasi tre ore di riunione in cui è stato fatto il punto dei lavori propedeutici agli scavi delle gallerie, di un’opera che dovrebbe essere ultimata nel 2020. Non sono mancati gli spunti polemici: il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, è preoccupata che il capoluogo provinciale resti fuori dalle ricadute.

“Temiamo che ad Alessandria non resti niente – ha detto – che i vantaggi di questo collegamento finisca ad altri territori”.

Il presidente della Provincia, Paolo Filippi, ha invocato “il rispetto degli impegni presi nel 2005, quando si era stabilito che l’opera e le iniziative di sviluppo per i territori attraversati procedessero di pari passo. Oggi c’è invece il rischio che i due binari non siano più paralleli e che si pensi solo si lavori per scavare il Terzo Valico”.

Preoccupazioni, come quelle ambientali e per la salute di chi abita nei Comuni coinvolti nei lavori “che vanno recepite, se non hanno lo scopo di bloccare l’opera ma di migliorarla”, ha osservato Lupi, spiegando i motivi dell’incontro. Il ministro ha invitato a mettere tra le priorità “la comunicazione, non – ha precisato – come strumento di convincimento, per plagiare le popolazioni, ma come come strumento di informazione. Di questa infrastruttura che l’Europa ci chiede vanno pragmaticamente elencati i vantaggi, le ricadute, che riguarderanno per l’intero Paese”. Ed il governatore del Piemonte ha esortato gli amministratori a ragionare “in un’ottica di strategia”, abbandonando “il piccolo cabotaggio”. “Le questioni tecniche – ha aggiunto – le risolveranno i tecnici”.

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