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Fabio Fognini
Fabio Fognini

TENNIS. Sogni e obiettivi degli azzurri

Inizia l’anno e impazzano le speranze, i sogni, gli obiettivi. Dopo aver analizzato la top-10 mondiale, facciamo altrettanto con gli italiani. Da Fabio Fognini in giù, tutti i nostri migliori giocatori (sia uomini che donne) hanno traguardi ben precisi da raggiungere. Senza esagerare con i sogni, ecco cosa può offrirci l’Italtennis 2016, sia tra i big che tra i giovani in ascesa. Quelli che vogliono essere i big del domani.

UOMINI

FABIO FOGNINI
Risultati alla mano, è il migliore italiano degli ultimi 35 anni. Tuttavia gli si può chiedere ancora qualcosa. Forse il treno buono per acciuffare i top-10 ATP è già passato (lieti di sbagliarci, ovviamente), ma sulla terra battuta Fabio vale molto. Gli manca ancora qualcosa, ad esempio una semifinale Slam o magari un piazzamento nei quarti (nel 2011, a Parigi, non poté giocare contro Djokovic). Inoltre sarà decisivo il suo apporto in Coppa Davis. Dovesse chiudere l’anno tra i primi 20 e con qualche risultato di prestigio, potrebbe essere soddisfatto. Ma guai a porre limiti alla provvidenza.

ANDREAS SEPPI
A fine 2014 sembrava in declino, invece si è regalato una splendida stagione e un successo che vale una carriera (con Federer all’Australian Open). Tra poco compirà 32 anni e – forse – ha già ottenuto il meglio. La buona notizia è che lui non è d’accordo e mantiene grosse ambizioni. La sua carriera gli ha già dato (quasi) tutto: titoli ATP, semifinali Masters 1000, un posto tra i primi 20, belle soddisfazioni in Davis…cosa aggiungere? Magari un quarto di finale Slam, ottenuto da parecchi giocatori meno forti di lui. Sarebbe bello riuscirci a Wimbledon, ma anche altrove andrebbe benissimo…

SIMONE BOLELLI
Simone vuole togliersi il peso di migliorare un best ranking vecchio di quasi sette anni (n. 36 ATP nel febbraio 2009). Il 2014 è stato l’anno della rinascita, il 2015 quello delle conferme. Riparte dal numero 58 e da tanti buoni piazzamenti, ma senza un acuto. Ecco, vincere il primo torneo ATP sarebbe un ottimo risultato, magari accompagnato da una medaglia olimpica. Non è una boutade: lui e Fabio Fognini compongono una coppia super-competitiva e a Rio de Janeiro si giocherà in condizioni non così diverse rispetto a Melbourne, dove 12 mesi fa hanno colto uno storico successo. Simone è stato chiaro: primi 30 ATP, poi ci sarà spazio per ulteriori progressi.

PAOLO LORENZI
E’ il Gianluca Pozzi del 2015. Ricordate il mancino barese, capace di ottenere i migliori risultati a 35 anni? Ecco, Paolino punta a imitarlo. Sarà meno elegante, ma ha due attributi grossi così. Le motivazioni sono sempre enormi: se il fisico regge, i tornei challenger continueranno a essere riserva di preziosi punti-ranking. Gli obiettivi sono chiari: provare a stare più vicino possibile ai top-50 e magari vincere un torneo ATP, anche se sarà dura. Ha sfiorato l’impresa un paio d’anni fa e non è detto che l’occasione si ripresenti, ma state certi che ci proverà. Pozzi fece ottavi di finale a Wimbledon e Us Open: crediamo che Paolino si accontenterebbe anche di un terzo turno.

MARCO CECCHINATO
Obiettivi chiari, molto chiari, per il palermitano: stabilizzarsi tra i top-100 ATP e vincere più partite possibili nel circuito maggiore. Il suo ranking è diventato a due cifre grazie agli ottimi risultati nei challenger, ma a 23 anni è il momento di fare un salto di qualità. Le crescita nel ranking passerà anche da un miglioramento sui campi veloci. Un paio d’anni fa aveva investito su se stesso giocando un paio di mesi indoor, adesso ci si aspetta che faccia altrettanto. La terra battuta sarà sempre il top, ma per costruirsi un buon ranking ottenendo punti su una sola superficie bisogna essere quasi fenomeni. La vicinanza di Seppi gli darà una mano.

LUCA VANNI
Prima stagione da “big” per il simpatico aretino. Facile dire che deve entrare stabilmente tra i top-100, però il suo tennis vale di più. Fare classifiche di questo genere è antipatico, ma il suo servizio è uno dei migliori di sempre tra i giocatori italiani. Un colpo che gli consente di essere competitivo su tutte le superfici. Se conterrà la cambiale di San Paolo, in scadenza a febbraio, potrà fare ottime cose in primavera perché non ha punti da difendere. I top-50 non sembrano un traguardo proibitivo: inutile dire che lo meriterebbe per il suo difficile (e affascinante) passato.

THOMAS FABBIANO
27 anni a maggio, ha ormai raggiunto la piena maturazione tecnica e umana. Thomas piace perché ha un’intelligenza superiore alla media e sa bene quali sono le sua qualità e debolezze. Fino a 2-3 anni fa parlava di obiettivi di carriera, adesso ha capito che è meglio tenerseli per sé, lavorare duro e vincere partite. Intanto ha vinto i suoi primi match ATP a Chennai, ma è solo un punto di partenza. Obiettivi, dicevamo. Lui non ne parla, allora lo facciamo noi: i top-100 sono un traguardo raggiungibile. E siamo convinti che la vicinanza con Luca Vanni gli farà bene, sotto tutti gli aspetti.

ANDREA ARNABOLDI
Rischiava di restare un eterno incompiuto. Top-20 ITF da junior, ha faticato a trovare ordine tra i professionisti. La svolta è arrivata con il nuovo coach Fabrizio Albani. Gli obiettivi sono ambiziosi e il braccio non gli manca. Oggi ha 28 anni ed è cresciuto tantissimo sul piano caratteriale. Qualcuno dice: “Gioca benissimo ma è un po’ leggero”, ma Albani respinge la tesi e a microfoni spenti parla di traguardi affascinanti. Le emozioni che ci ha regalato al Roland Garros devono essere un punto di partenza. Top-100? Si può fare.

MATTEO DONATI
Non giriamoci intorno: è il più atteso. Per l’età, la mentalità e le ambizioni. Parte dal numero 180 ATP e ci sono tutte le premesse per una grande stagione. Non sta commettendo l’errore di “fossilizzarsi” su una sola superficie e questo gli tornerà utile. Ad appena 20 anni non è utile porsi obiettivi sul breve termine: ciò che conta è accumulare esperienza e giocare partite di alto livello: il resto verrà da sé. Non deve commettere l’errore di guardare i coetanei che gli stanno davanti, ma crediamo che abbia già bypassato questo rischio, anche grazie all’esperienza di coach Massimo Puci. La speranza è che sia già convocabile da Barazzutti per i match di Davis nella seconda parte dell’anno.

FILIPPO VOLANDRI
Potrebbe essere la sua ultima stagione nel tour. Coetaneo di Roger Federer, a settembre compirà 35 anni e sa di aver già ottenuto il meglio. Va avanti solo grazie alla passione, forte di una professionalità impeccabile. Vederlo in campo alle 9 del mattino, sotto la pioggia, è un grande esempio per tanti giovani. Lui proverà a riavvicinarsi ai top-100 e il buon numero di challenger in Italia potrebbe dargli una mano. A fine carriera, la sua esperienza sarà una risorsa preziosa per il nostro tennis. Speriamo che non si limiti a fare l’opinionista!

NOMI SU CUI PUNTARE
Per varie ragioni, ci sono otto giocatori che hanno ottime chance di crescita. Partiamo dal più anziano, che però è anche il più avanti in classifica: Gianluca Naso. Neopapà, neo 29enne, si è spostato al nord dopo tanti anni in Sicilia e può dare l’assalto al best ranking. Quando Lorenzi ha fatto il salto di qualità decisivo aveva più o meno la sua età…Salvatore Caruso resta in Sicilia, anche perché è reduce da una stagione strepitosa. 23 anni appena compiuti, è un buon esempio della Nuova Italia, capace di produrre giocatori in grado di disimpegnarsi su tutte le superfici. Intanto entri tra i top-200, poi si vedrà. Federico Gaio ricorda un po’ Thomas Fabbiano per la lucidità nel capire le situazioni: col tempo, certe qualità gli saranno sempre più utili. Gli diamo più o meno gli stessi obiettivi di Caruso. Alessandro Giannessi ha sfiorato il grande tennis, poi si è fatto male ed è ripartito daccapo. Ha vissuto un’estate strepitosa e non ha punti da difendere da qui a maggio. Se si programmerà con intelligenza, può provare ad avvicinare il best ranking. Ci fidiamo di Giancarlo Palumbo quando dice che certe sconfitte non sono dovute al rovescio: se il problema non è lì, allora lo spezzino può davvero riavvicinarsi ai top-100. Di Gianluca Mager si è già detto tanto: le motivazioni e l’entusiasmo di Diego Nargiso lo aiuteranno a crescere ancora, senza dimenticare l’arrivo di Lorenzo Giustino nel team. Tra i due potrebbe crearsi una sana competizione, con effetti positivi per entrambi. Ci aspettiamo una crescita importante da tre ragazzi nati nel 1995 e nel 1996: in rigoroso ordine di classifica, Lorenzo Sonego, Gianluigi Quinzi e Stefano Napolitano. Se il primo si irrobustisce fisicamente, ha il tennis “giusto”. Quinzi si è nuovamente affidato al demiurgo Eduardo Medica, mentre Napolitano sa che la serietà, prima o poi, porterà risultati.

DONNE

ROBERTA VINCI
A 33 anni, e con esperienza da vendere, gli obiettivi non possono essere un tabù. Roberta deve centrare le top-10, sia per se stessa che per chiudere il cerchio di una straordinaria generazione di tenniste. Ce l’hanno fatta Schiavone, Pennetta ed Errani, lei si è bloccata al numero 11. Ma gli incastri di classifica e la fiducia post-Us Open le hanno dato una nuova chance. Può farcela. Chissà se baratterebbe un posto tra le prime dieci con una medaglia olimpica, magari in singolare. Ma è bello avere problemi di questo tipo.

SARA ERRANI
Forse solo Pablo Lozano credeva che sarebbe potuta entrare tra le top-10. Lei ha fatto addirittura meglio, accomodandosi al numero 5. Quello del 2015 non è stato un calo, ma un fisiologico assestamento. Da lei ci aspettiamo ottime cose sulla terra battuta e il posto fisso tra le prime 20. Difficile chiederle di migliorare i clamorosi risultati del biennio 2012-2013. Ecco, magari sarebbe bello vederla trionfare agli Internazionali BNL d’Italia. Ha raggiunto la finale nel 2014, evocando ricordi quasi in bianco e nero, ma si fece male mentre lottava contro Serena Williams. La sorte dovrebbe darle un’altra chance.

CAMILA GIORGI
Il salto di qualità di Camila passa dalla capacità di vincere, con continuità, i match in cui parte favorita. Contro le più forti ha un bilancio strepitoso, mentre ha raccolto qualche sconfitta di troppo contro avversarie meno prestigiose. Se troverà questo equilibrio, non avrà più limiti. E’ importante capire due cose: che le avversarie non sono tutte uguali e che ormai la conoscono bene. Dalla consapevolezza parte qualsiasi processo di crescita.

KARIN KNAPP
E’ banale chiedere un po’ di salute. Ci fosse una classifica WTA delle tenniste più sfortunate, Karin sarebbe nella top-10 di tutti i tempi. Il peggio sembrava alle spalle, invece si è dovuta sottoporre all’ennesimo intervento chirurgico. L’inizio di stagione non sarà facile, ma i tornei “buoni” arrivano in primavera ed estate. Restare tra le top-50 è un obiettivo fattibile, il sogno può essere un quarto di finale Slam. Certo, la concorrenza è tosta…

FRANCESCA SCHIAVONE
Di lei si può solo parlare bene. La passione, l’entusiasmo, il “godimento” quando scende in campo sono ingredienti meravigliosi al di là dei risultati, che inevitabilmente non sono più quelli di un tempo. Ma se Venus Williams è tornata tra le top-10 a 35 anni, Francesca può prendersi una stagione dignitosa, con qualche exploit e magari il record di presenze consecutive in uno Slam: questo primo obiettivo passa da Melbourne, speriamo che ce la faccia.

MARTINA CAREGARO
Da giovane prometteva bene, ma la transizione tra le professioniste non è stata facile. E’ ancora giovane e il tempo per prendersi qualche soddisfazione c’è. Sarà importante misurarsi contro avversarie sempre più forti, in tornei di alto livello, anche a costo di perdere qualche partita in più. E’ molto importante che nel 2015 abbia giocato parecchi tornei fuori dall’Italia e dall’Europa. Avanti così.

GIULIA GATTO MONTICONE
Il suo nome ricompare a fine anno, quando è sempre una una delle migliori in Serie A1. La piemontese ha qualità importanti ed è giunto il momento di mostrarle anche nel circuito WTA. Il 2016 sarà un anno importante perché ne compirà 29 e non c’è più tanto tempo per provare a sfondare. Entrare tra le top-200 potrebbe essere un buon viatico per continuare a crescere.

ALBERTA BRIANTI
Coetanea della Schiavone, ragazza semplice e tranquilla, si è tolta grandi soddisfazioni a partire da un bel titolo WTA, colto nel 2011 a Fes. Come Francesca, o come Filippo Volandri, va avanti soprattutto per passione. La speranza è che possa migliorare la classifica e riprendersi il diritto a giocare almeno le qualificazioni negli Slam. Comunque vada, potrà ritenersi più che soddisfatta della sua carriera.

ALICE MATTEUCCI
La giovane abruzzese ha scelto il Centro FIT di Tirrenia e le sapienti mani di Tathiana Garbin per provare a crescere. Fino ad ora ha funzionato e bisogna continuare così. Come per la Brianti, l’obiettivo è arrivare il prima possibile a giocare le qualificazioni negli Slam. Ma per lei deve essere soltanto un punto di partenza. Le piace la psicologia, ha una testa fine e questo potrebbe essere un punto a suo favore in un mondo imprevedibile come il circuito WTA.

CRISTIANA FERRANDO
Un cognome, una garanzia. Fino a quando la giovane ligure non otterrà un grande exploit, si ricorderà la parentela con la mitica Linda, capace di battere Monica Seles a Flushing Meadows. Lei viene da un’ottima stagione, ha il fisico e il gioco “giusti” per il tennis odierno e può crescere rapidamente. Tuttavia, non dovrà abbattersi se arriverà qualche sconfitta. Scalare 100-150 posizioni (oggi è n. 357) sarebbe un risultato più che soddisfacente.

NOMI SU CUI PUNTARE
E’ necessario dare un’occhiata alla carta d’identità e individuare le più giovani. Prima, però, ci sono due vecchie conoscenze che hanno tanta voglia di offrire il meglio di sé: Martina Trevisan è del 1993 ed è reduce dalla sua prima vera stagione nel tour. E’ andata discretamente e ci sono ottimi margini di crescita. Speriamo che il fisico la lasci in pace. Stesso discorso per Nastassja Burnett (classe 1992). Qualche anno fa era ormai a ridosso delle top-100, cogliendo successi contro grandi nomi come Muguruza e Cornet. Si è fatta male, ha cambiato un po’ di guide, ora è pronta a rinascere. Capitolo giovani: Georgia Brescia è del 1996 e, zitta zitta, è davanti a giocatrici più note. L’assenza di pressioni le ha dato una mano e speriamo che continui così, magari affacciandosi in qualche torneo più importante. Sono nate nel 1997 Bianca Turati (n.462 WTA) e Jessica Pieri (n. 477). La prima può essere una risorsa non solo per l’Italia, visto che è una delle pochissime giovani a tirare il rovescio a una mano, mentre la seconda ha scalato una montagna di posizioni nel 2015. Da loro ci aspettiamo una crescita lineare, nessun problema fisico (rischio sempre dietro l’angolo nel tennis di oggi) e vederle nella top-10 azzurra tra dodici mesi.

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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
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