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Tautogramma.

Tautogramma.
Tautogramma? Ho trovato questa parola che non conoscevo in un libro di Umberto Eco ne: “ Il secondo diario intimo: “Povero Pinocchio! / Povero papà (Peppe), palesemente provato /penuria, prende prestito polveroso pezzo/ pino poi, perfettamente preparatolo,/pressatolo, pialla pialla, progetta/ prefabbricarne pagliaccetto” Il lemma tautogramma significa una frase o componimento composto di parole comincianti tutte con la stessa lettera, dal greco tautó, lo stesso’, e grámma. lettera, lettera identica. Se parliamo con qualcuno, difficilmente ci risponderà con un tautogramma, mi immagino già: “Va’, veloce, verso via Ventimiglia, queso modo di parlare è tipico nelle fiabe e con il tautogramma ci si vuole divertire, insomma un gioco. Questo divertimento letterario era molto diffuso nel Medioevo come la Pugna Porcorum, Battaglia dei maiali, composto di parole inizianti tutte, ma proprio tutte, con la lettera P, dal monaco domenicano Johannes Leo Placentius, vero nome del tautogrammatico P. Porcius, il testo del 1530 inizia così: “ Plaudite, porcelli, porcorum pigra propago, gioite, porcelli: tramando dei porci le gesta indolenti”, sono 250 versi molto godibili e credetemi ne vale la pensa. Ma forse già Giulio Cesare con la famosa frase: “veni, vidi vici” oppure il verso di Ennio, poeta latino “O Tite, tute, Tate, tibi tanta, tyranne, tulisti, O re Tito Tazio, quanti travagli hai tu dovuto sopportare”. Certo, mi direte, ma questo gioco oggi è poco utile nelle chiacchiere con gli amici o ci si incontra per strada, ma ognuno di noi pur non essendo una mente eccelsa, chiacchierando può comunque giocare con le parole e costruire dei semplici tautogrammi costruiti con componenti che cominciano, categoricamente, con caratteri coincidenti. Finisco con un tautogramma narratomi da mio suocero che è incastonato in una storiella di fine ottocento: “…. paga povero pitto pittore, perché possa pittare (a) Padova… Oppure questo mio: “Sono solo semplice soggetto solitario sempre senza soldi solo speranza splende”. Vi saluto con questi due tautogrammi uno agricolo e l’altro di commiato: ”Raspando rincalzo radici, radicchio, ravanelli, rape; raccolgo ranuncoli; riprendo ramoscelli rampicanti; rievoco rustiche ricette; rallegrandomi riscaldo ravioli; ricompongo ribollita ristorandomi” “Buontempone beneaugurante beve brindando buongiorno, buonasera, buonanotte”
Favria, 19.06.2019 Giorgio Cortese

La gentilezza ha due facce. La prima è la buona educazione formale e l’osservanza delle regole sociali. Significa avere buone maniere, seguire il galateo, l’etichetta. La seconda, più importante: significa essere brave persone. Ovvero accoglienti, generosi, altruisti

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