Home / In provincia di Torino / STRAMBINO. Agricoltori sul piede di guerra per i confini

STRAMBINO. Agricoltori sul piede di guerra per i confini

Mercoledì sera a Carrone si è tenuto un incontro importante e costruttivo presso il Circolo Ancos: i consiglieri comunali di Strambino del Gruppo “Lista Civica” hanno affrontato con gli agricoltori e i cittadini interessati, i problemi causati a molti terreni dalla canalizzazione fognaria interrata di collegamento con il depuratore di Crotte, realizzata dalla Smat

Roberto Rossi Depaoli, Gisella Revigliono e Fabio Cordera hanno discusso e concordato con i presenti la linea operativa da seguire, per fare in modo che l’attuale Giunta comunale, finora insensibile alle giuste rivendicazioni di proprietari e conduttori dei terreni, si faccia carico di sollecitare la Smat al ripristino (promesso, ma non mantenuto) dell’integrità dei fondi danneggiati.

Gli organizzatori della serata spiegano: “I consiglieri di “Lista Civica”, che da tempo ne seguono l’evolversi, porteranno all’attenzione del prossimo Consiglio comunale questa vicenda di difficoltà e disagi per l’attività agricola, di mancato rispetto della proprietà privata e di violazione del patrimonio ambientale pubblico. Una soluzione va trovata al più presto. Cosa aspettano il Sindaco e la Giunta strambinesi a muoversi in modo concreto ed efficace?”.

Tutto ha inizio nel 2014 con i lavori alla rete fognaria. Vengono tolti i due depuratori di Candia e di Carrone e i reflui convogliati a Crotte.

Ma è tra Carrone e Candia, dove gli scavi sono stati più invasivi.

Per realizzare la stazione di pompaggio – spiega il consigliere di “Lista Civica” Fabio Corderahanno dovuto far correre tubi di grosso diametro anche a 7/8 metri sotto terra. L’espoprio di Smat era stato di 15 metri di larghezza su campi percorsi dal tracciato. Ma lo smottamento di terra è stato tale per cui quei 15 metri di larghezza non sono stati sufficienti. E’ stato, quindi, necessario espropriare altri terreni. Inoltre, avendo trovato l’acqua durante gli scavi, i lavori si sono arenati per diversi mesi. Sono seguiti altri intoppi e si sono ulteriormente prolungati. Oggi, a cinque anni dall’inizio dei lavori, tutto, secondo loro è stato ripristinato, ma così non è: i terreni non sono stati riportati completamente in piano e nelle conche si creano dei ristagni d’acqua che determinano un calo di produzione. Per non parlare del mescolamento della terra. E’ vero che per tutti questi motivi gli agricoltori hanno ricevuto un indennizzo, ma non andrà certo a coprire tutti i danni ricevuti”.

Tra i vari problemi, quello dei confini: “Una delle cose che adesso chiediamo a gran voce alla Smat – spiega Cordera – è di riconfinare i terreni. Durante lo scavo si sono persi tutti i segni che permettono agli agricoltori di riconoscere i limiti dei propri terreni. Farli riconfinare ha dei costi molto elevati che non vengono certo coperti dall’indennizzo ricevuto da Smat. Per questo vorremmo che fosse la società stessa che si è occupata dei lavori che ripristinasse anche questo importante aspetto dei terreni su cui è intervenuta”.

Commenti

Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
Letteralmente

Leggi anche

LEINI. “Voglio portare i giovani a vivere di più il paese”

È il più giovane consigliere comunale del nuovo parlamentino leinicese. Alle elezioni comunali ha collezionato …

LEINI. Mal di pancia in Progetto Leini, la squadra è spaccata

Quanti mal di pancia nel gruppo di Progetto Leini... La nomina di Carmela Masi come …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *