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SPORT. Inclusione sociale attraverso lo sport per tutti: la UISP per il progetto europeo Change

L’emergenza sanitaria che l’Italia ha affrontato in questi giorni non ha fermato il viaggio ad Atene del Comitato Territoriale UISP Ciriè Settimo Chivasso. Dal 3 al 7 marzo, infatti, una delegazione composta dal Direttore Roberto Rinaldi, dalla Project Manager Francesca Di Feo, dal volontario del Servizio Civile Stefano Galaverna e da Giada Rapa, membro del Gruppo di Comunicazione del Comitato, si è recata nella capitale greca per un meeting di formazione relativo al progetto europeo Change. Nei 3 intensi giorni di Learning, Teaching and Training Activities, i diversi partner coinvolti che sono riusciti a raggiungere Atene sempre a causa della situazione di allerta causa dal nuovo Coronavirus CoVid-19, hanno acquisito un importante bagaglio di informazioni che permetterà loro di affrontare nel migliore dei modi gli obiettivi di Chance. Il progetto, un po’ al di fuori del consueto ambito di competenza del Comitato Territoriale UISP Ciriè Settimo Chivasso, è infatti rivolto ai minori che si trovano in condizioni di probation, ovvero di messa alla prova. Nell’ordinamento italiano, la messa alla prova per i minorenni è regolamentata dall’art.28 D.P.R. 488/88 ec è una modalità alternativa alla definizione del processo, attraverso la quale è possibile ottenere una pronuncia di scioglimento per estinzione del reato se il periodo di prova a cui l’indagato o l’imputato accedono si concluda con esito positivo. Questo, a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei paesi Europei, rappresenta l’unico istituto del nostro ordinamento a prevedere l’applicazione della mediazione penale e delle altre strategie di giustizia riparativa. Pur traendo ispirazione dal probation system anglosassone, la messa alla prova italiana se ne differenzia dal momento che non costituisce una misura alternativa alla pena, ma un intervento nel corso del processo penale. Le differenze in tal senso tra tutti gli Stati delle associazioni coinvolte -Bulgaria, Grecia, Italia, Romania, Spagna- sono state analizzate nelle giornate di meeting, che non si sono rivelate affatto  facili per i membri del Comitato Ciriè Settimo Chivasso. “Per cause di forza maggiore siamo stati costretti a seguire il meeting via Skype al fine di garantire la sicurezza di tutti i partner coinvolti, con tutte le difficoltà del caso. Tuttavia, grazie al supporto audio-video e al materiale didattico che ci è stato prontamente fornito dalla Freedom Gate Greece, capofila di questo progetto, gli obiettivi del meeting relativi all’acquisizione delle competenze sono stati raggiunti senza eccessive complicazioni” ha spiegato il Direttore Rinaldi. Piuttosto soddisfatta anche Di Feo. “Nonostante l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, che ci ha vincolato a seguire i tre giorni di formazione da remoto, il bilancio di questo meeting è senza dubbio positivo. Grazie al supporto internet il Comitato non solo ha seguito gli interventi degli altri partner gettando così le basi teoriche, ma ha anche avuto la possibilità di presentare il proprio contributo all’inclusione sociale attraverso lo sport per tutti”. Tuttavia, proprio perché la situazione che sta attraversando l’Italia e l’Europa intera non deve essere sottovalutata, per diversi progetti attualmente attivi il Comitato Territoriale UISP Ciriè Settimo Chivasso è intenzionato a chiedere la causa di force majeure alla Commissione Europea, al  fine di sospendere le attività di implementazione fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà rientrata.

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