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Andrea Regis e Fabio Basile

SPORT. Gli azzurri con le “stellette” premiati a Roma

Sport azzurro in festa al Palazzo dell’Aeronautica di Roma, dove questa mattina si sono riuniti gli atleti italiani olimpici e paralimpici, appartenenti ai Gruppi Sportivi Militari della Difesa, protagonisti a Rio 2016.
Undici delle medaglie dell’Italia Team vinte ai Giochi brasiliani, e lo storico bronzo di Monica Contraffatto alle Paralimpiadi, arrivano proprio dai Gruppi Sportivi di Aeronautica Militare, Carabinieri, Esercito e Marina Militare. E i 65 atleti militari della spedizione azzurra sono stati salutati oggi dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dal Presidente del CONI Giovanni Malagò, dal Presidente del CIP, Luca Pancalli e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di C.A. Claudio Graziano. Alla cerimonia, svoltasi nella sala Madonna di Loreto del Palazzo dell’Aeronautica, sono intervenuti anche il Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano e i vertici della Difesa, il Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini e il Vice Segretario e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati.
“Se esiste il comitato olimpico e paralimpico è perché esistono le Olimpiadi, qualcuno ogni tanto dimentica o trascura questo dettaglio, ma a me viene da sorridere se si pensa che si possa fare sport senza le Olimpiadi. Uno al limite può ragionare se si deve fare un modello diverso di un’organizzazione dei Giochi e, anche per questo, tutto il nostro mondo è in evoluzione. Ma deve andare in evoluzione anche il rapporto tra gli atleti e i Gruppi Sportivi Militari – ha sottolineato il Presidente Malagò -. Sono contento che ciò sta succedendo perché bisogna rivedere, cosa che si è fatta anche nell’ultimo quadriennio, anche certe regole del passato. Oggi, infatti, la vita degli atleti prevede un certo tipo di esigenze e di necessità, di tecnici, infrastrutturazioni sportive, di abitudini. Lo sport italiano, così come è concepito, non può più fare a meno dei Gruppi Sportivi Militari e non, ma al tempo stesso, non si può più permettere di fare a meno della palestra dove è nato, per esempio, Fabio Basile. Ma potrei raccontare altre storie delle 142mila associazioni sportive, senza scopo di lucro, che sono proprio la spina dorsale del nostro movimento. Arriva, però, un momento che quella società civile dove avete iniziato da ragazzini ha bisogno di un completamento, un upgrade di crescita, che non soltanto vi garantisca il futuro ma che vi dia la certezza di trovare un tecnico e un luogo per proseguire l’attività. Sono grato al Ministro Pinotti, al Generale Graziano e a tutti i rappresentanti delle quattro Forze Militari presenti. Abbiamo da poco finito una bellissima avventura a Rio. Quando siamo partiti ci dicevano che avremmo vinto tra le 15 e le 20 medaglie. Avevamo una tornata assurda senza il fioretto femminile a squadre e la sciabola maschile a squadre ma siamo andati molto meglio di quello che prevedevano gli esperti, proprio perché c’è quella imponderabilità che fa parte del nostro mondo. Ma già sappiamo che la globalizzazione va avanti e arriverà un nuovo Paese che vincerà la medaglia d’oro. Rispetto a Londra cinque nuove nazioni hanno vinto cinque nuove medaglie d’oro nuove e a sua volta a Londra cinque nuove nazioni avevano vinto cinque nuove medaglie rispetto a Pechino. Noi dobbiamo prevedere anche questo. Tra 16 mesi saremo di nuovo in pista, in Corea per le Olimpiadi Invernali, a prevedere quante medaglie vinceremo lì”. “Il nostro Paese ha tanti problemi, ma lo sport non lo è – ha concluso il Presidente -. È un’eccellenza. Dobbiamo fare meglio, ci dobbiamo mettere in condizione di poterlo fare ma solo grazie a voi ci sentiamo molto orgogliosi di rappresentare questa eccellenza”.
“Gli atleti militari hanno avuto un successo straordinario sia alle Olimpiadi sia alle Paralimpiadi. Sono particolarmente orgogliosa di tutto il lavoro fatto in questi anni – ha aggiunto il Ministro Pinotti -. Il gruppo paralimpico degli atleti militari esiste a partire da questa legislatura, ci ha dato moltissimi successi e abbiamo avuto anche un’atleta, Monica Contrafatto, che ha partecipato alle Paralimpiadi, vincendo una medaglia. La cosa più bella di questo percorso – ha proseguito – è che in Italia finalmente stiamo cambiando riguardo al fatto che ognuno di noi può vivere i propri limiti e cercare di superarli: le barriere non sono dentro di noi, ma fuori. E lo stiamo dimostrando anche con la legge di Stabilità nel voler abbattere le barriere architettoniche”.
Anche il presidente il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli ha posto l’attenzione sui risultati di Monica Contrafatto, prima atleta militare paralimpica a vincere a Rio, nei 100 m T42. “Provo orgoglio e compiacimento da uomo di sport e da italiano – le sue parole -. Oggi noi abbracciamo questi straordinari atleti e tra loro c’è Monica che è la rappresentazione della capacità, che si ha quando in Italia ci mettiamo a fare le cose per bene, di realizzare dei sogni che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili. Un po’ di anni fa con un buffetto sulla guancia e una pacca sulla spalla, ci veniva riferito che quello che era un sogno di poter vedere un giorno lo sport utilizzato come uno straordinario strumento anche per i militari che avevano subito lesioni permanenti in servizio era qualcosa di inimmaginabile. Eppure siamo riusciti, per merito dello Stato Maggiore della Difesa e della politica, con il Ministro Pinotti e il sottosegretario Alfano, a realizzare un sogno, un accordo straordinario. In pochi anni avete avuto la prima atleta appartenente al Gruppo paralimpico della Difesa partecipante all’Olimpiade, ma Monica ci ha regalato qualcosa di più grande: una medaglia che dà al Paese una speranza. Quell’abbraccio tra Caironi e Contrafatto ha rappresentato la sintesi di quello che volevamo potesse essere questo protocollo: l’abbraccio ideale tra un’atleta militare che in un letto di ospedale guardava a Londra Martina vincere e che metteva in moto un meccanismo, la capacità di rimettersi in moto. Noi abbiamo vinto in termini di speranza per tanti militari che possono coltivare gli stessi sogni”.
Il Generale Graziano ha riconosciuto agli atleti il merito di aver dato “grande prestigio all’Italia”. “I gruppi delle forze armate hanno ottenuto 11 medaglie a Rio e il Caporal maggiore Contrafatto ci ha regalato una medaglia storica nell’atletica – ha evidenziato -. Questi successi dimostrano che i nostri militari sono i migliori del mondo anche nello sport. Avete messo in luce il coraggio e il valore dei militari italiani. Costruire atleti importanti per le Forze Armate è essenziale. Essi sono indice per tutti i giovani di come si dovrebbe essere dal punto di vista dell’educazione sportiva. Essi imparano a essere cittadini partecipi e soldati preparati. Grazie per l’orgoglio che avete portato al Paese”.
Al termine della cerimonia, prima della classica foto di rito, Contrafatto e Basile, campione olimpico del judo e 200ª medaglia d’oro olimpica italiana, hanno donato al Ministro Pinotti e al Generale Graziano due tricolori con le firme di tutti gli atleti olimpici e paralimpici che hanno reso l’Italia protagonista a Rio.

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