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Il sindaco Anna Bonino

SPARONE. Ho visto piangere i pensionati

Gli sparonesi che nel 2015 avevano pagato troppo per la TARI verranno parzialmente rimborsati. Questa è la notizia positiva arrivata nelle ultime settimane.

Con una delibera votata all’unanimità dal consiglio comunale in data 1 marzo, si sono stabiliti criteri  e modalità per l’erogazione di quello che tecnicamente viene definito “contributo compensativo” ed il giorno 8 ne è stata data comunicazione ai cittadini sul sito Internet. La delibera è stata pubblicata all’Albo Pretorio il 13 marzo e sarà possibile leggerla fino al 28.  In essa si stabilisce che i contribuenti che nel 2015 avevano dovuto versare per la tassa rifiuti più del 36,32% di quanto pagato l’anno precedente potranno richiedere il contributo purché in regola con i pagamenti ed  a condizione che l’aumento subìto fosse stato superiore ai 5 euro.

La domanda deve essere depositata presso l’Ufficio Protocollo: il modulo può essere scaricato dal sito del Comune oppure ritirato all’Ufficio Tributi nei giorni di apertura entro l’8 maggio 2018.

Perché si deve richiedere il contributo? Non è una scelta fatta per complicare le cose ma la soluzione suggerita dal consulente legale del Comune in materia di tributi, l’avvocato Fogagnolo, al quale l’amministrazione si era rivolta per cercare una soluzione al problema.

Restituire i soldi versati in eccesso sotto forma di rimborso non sarebbe stato possibile: per quanto spropositati, infatti, gli aumenti non erano illegittimi. Bisogna ricordare che il costo di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti deve essere coperto interamente dai contribuenti. La Teknoservice, nel Piano Finanziario che presenta annualmente, fissa la somma che ciascun Comune deve versare: le amministrazioni comunali possono solo stabilire come ripartirla applicando queste o quelle aliquote. Se le tariffe sono state approvate in  conformità alle norme vigenti, rimborsare una parte delle tasse versate è impossibile anche perché farebbe venir meno la copertura integrale dei costi.  Fortunatamente era percorribile un’altra strada, quella appunto suggerita dall’avvocato: istituire un fondo Compensativo comunale per la TARI 2015 allo scopo di erogare un contributo economico con modalità da definire. Questo rientrava fra i poteri dell’amministrazione purché tale contributo non fosse collegato formalmente alla TARI stessa e quindi non costituisse “una voce di costo dell’attuale Piano Finanziario”. Occorreva però inserire la sua istituzione nel Bilancio di Previsione.

La Vicenda Tari

La questione degli aumenti TARI del 2015 era scoppiata nel settembre di quell’anno con l’arrivo delle bollette, che avevano sorpreso e sconvolto molti utenti, suscitando le loro proteste, quelle dei consiglieri di minoranza del gruppo “Nuovi Orizzonti” e quelle dell’ex-vicesindaco Laura Nugai. Il Piano Finanziario approntato dalla Teknoservice ed approvato dal consiglio comunale a fine luglio prevedeva un notevole aggravio dei costi e, visto che questi (come prescritto dalla legge) avrebbero dovuto essere interamente coperti dai cittadini, le bollette sarebbero lievitate in media del 36,32% rispetto a quelle del 2014. E già si trattava di un bell’aumento.

Nulla, tuttavia, rispetto a quanto poi capitato a molti utenti, che riscontrarono differenze enormi, anche superiori al 100%.

Una petizione consegnata in Comune l’11 novembre 2015 e firmata da 222 contribuenti (sia pure non tutti residenti) definiva le cartelle pervenute come “manifestamente illogiche e sproporzionate, con aumenti insostenibili, contrastanti ed ingiusti, attribuibili in buona parte ai costi fissi di gestione,  riscossione, accertamento ed altri di varia natura”.

Nel Piano Finanziario era stata tra l’altro applicata la maggiorazione dovuta al passaggio al servizio di Raccolta “Porta a Porta”, più costoso rispetto a quello basato sui cassonetti stradali. Solo che a Sparone il Porta  a Porta, previsto e fatto pagare  dal gennaio di quell’anno, non era entrato in vigore…

Dell’argomento si era discusso nuovamente nel consiglio comunale di metà dicembre 2015. Il sindaco Anna Bonino  aveva escluso la possibilità di sospendere i pagamenti (come richiesto dai firmatari della petizione) perché non ammissibile per legge. Pur ritenendoli casi minoritari, aveva convenuto che erano “emerse significative differenze tra utenze simili: pare che non tutti, pure  a parità di persone residenti e di metri quadrati,  paghino la medesima cifra. Era già successo nel 2014 ma ora si percepisce maggiormente il divario. Il fatto è che abbiamo molte Seconde Case, che producono pochi rifiuti  e quindi pagano di meno. E c’è il problema dell’evasione…”.

La questione però non era chiusa: le pressioni erano continuate (anche perché nel frattempo erano cominciati ad arrivare gli accertamenti per gli anni precedenti, causa di nuovi salassi) e l’amministrazione aveva chiesto il parere del consulente legale. Alla fine si è arrivati alla decisione di restituire le somme pagate in eccesso.

Le Opposizioni

I consiglieri di minoranza sono ovviamente soddisfatti di come si è conclusa la vicenda della TARI. Il capogruppo di “Nuovi Orizzonti” Giovanni Meaglia, che era stato uno dei più critici rispetto a quegli aumenti, ha espresso in consiglio comunale “apprezzamento dell’iniziativa per la quale l’amministrazione si era assunta l’impegno” e lo ripete: “E’ sicuramente una cosa positiva: tutto quello che va in aiuto ai cittadini dev’essere visto con favore ed in questo caso la decisione avvantaggia soprattutto coloro che più erano stati penalizzati nel 2015. Va dato atto all’amministrazione e soprattutto ad Alberto Balagna, che se n’è occupato direttamente, di essere riuscito a trovare una soluzione: cosa sicuramente non facile. Ci avrà pure messo un paio d’anni per arrivare ad una conclusione ma l’importante è esserci arrivati”.

Laura Nugai esclama: “Sono contenta di aver portato avanti con buon esito, insieme a molti sparonesi, una giusta causa. Finalmente hanno ammesso che gli errori c’erano: ci sono voluti più di due anni ma è una bella vittoria. Ha prevalso forse il senso civico di una parte dei consiglieri e questo per me vale più di ogni altro compenso. I contribuenti di Sparone sono stanchi di accertamenti, verifiche e ingiunzioni… Quando la cattiva gestione del piano finanziario è attribuibile all’amministrazione è giusto che il cittadino venga tutelato e rimborsato. Forse, se si fosse fatto subito un passo indietro, si sarebbero avanzate parole e arrabbiature: ho visto pensionati con le lacrime agli occhi dover sborsare cifre da capogiro. Siamo soddisfatti!”.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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