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SPARONE. Tiberina assume tutti i dipendenti della Ims

Le parti torneranno ad incontrarsi domani, mercoledì 13 aprile. Ieri si sono invece svolte le assemblee nei due stabilimenti di Sparone e di Druento. Parliamo della IMS-MTD, ovviamente, e dell’ evoluzione nelle trattative.
L’incontro svoltosi martedì 5 aprile nella sede dell’Unione Industriale ha confermato la disponibilità della Tiberina – il gruppo umbro che dovrebbe acquisire lo stabilimento di Sparone – ad assorbire i lavoratori.
Quanti lavoratori?
E’ questo  il perno della discussione. I dipendenti di Druento  verranno ricollocati in altri siti produttivi mentre a Sparone viene confermata la volontà di un investimento nel settore degli stampi, dando lavoro a 40 persone in più rispetto alle previsioni iniziali. Restano tuttavia 80 esuberi.
Il clima è migliorato rispetto a poche settimane fa e lo rilevano FIM- e FIOM nei rispettivi comunicati-stampa, pur con delle differenze nei toni. Più entusiasta la FIM-CISL con Vito Bianchino: “Si tratta sicuramente di un passo in avanti rispetto alla dichiarazione di esuberi delle scorse settimane. Possiamo ora affrontare una trattativa seria e di merito,  consapevoli delle varie difficoltà, sia logistiche che di impiantistica e del fatto che, a fine anno a Druento lo stabile, non di proprietà, è in scadenza affitto”.
Più cauta la FIOM-CGIL con  Fabrizio Bellino: “E’ importante che l’azienda abbia aperto alla possibilità di assorbire tutti i lavoratori ma serve anche un progetto industriale che garantisca investimenti in grado di offrite continuità produttiva e tenuta occupazionale  a tutti i siti ed a tutti i lavoratori”.
Ovviamente, tanto per cambiare – il passaggio di proprietà non sarà indolore per i lavoratori. La FIM la prende alla larga: “L’azienda conferma  che saranno Indispensabili interventi organizzativi al fine di rendere sostenibili ed in  equilibrio finanziario entro 36 mesi le attuali attività oltre alla necessaria armonizzazione agli standard del gruppo degli accordi aziendali”.
La FIOM è più esplicita:“L’azienda ha confermato la necessità di abbassare il costo del lavoro, ridiscutendo l’accordistica aziendale,  e quella di fare ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare alla Cassa Integrazione Straordinaria per Crisi o Ristrutturazione.”
In termini più crudi, per i dipendenti si tratterà nuovamente di cambiare il contratto aziendale in termini peggiorativi , rinunciando ad una serie di garanzie ed accettando condizioni di lavoro peggiori. Se almeno servisse loro per garantirsi un futuro lavorativo stabile! E’ questo il vero nodo da sciogliere.

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Blogger: Fabio Mina

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