Home / BLOG / SPARONE. Per il presepe di Gionni tanti visitatori

SPARONE. Per il presepe di Gionni tanti visitatori

Un presepe eccellente, che meritava di essere visitato ed ammirato: grande, ricco, dotato di tutti i meccanismi che rendono affascinante questo genere di creazioni artistiche, ed anche ospitato in un locale confortevole. Si tratta del “Presepio di Gionni”, realizzato a Sparone da Gionni Billeci e da un gruppetto di amici: se ne era parlato su questo ed altri giornali in occasione della sua apertura, avvenuta l’8 dicembre, in occasione della quale era stata lanciata una raccolta -fondi in favore della fondazione “FORMA” dell’Ospedale Infantile “Regina Margherita” di Torino. 

In un mese i visitatori sono stati 300 o 400 e le offerte raccolte superiori alle previsioni: “Siamo intorno ai 2.500 euro – ha detto soddisfatto l’ideatore dell’iniziativa nel penultimo giorno di apertura – Il grosso della somma verrà consegnato alla fondazione  ma mi piacerebbe destinarne una parte all’acquisto di giochi: il denaro non dice molto ai bambini, soprattutto a quelli più piccoli”.  

Nel paese non si era probabilmente mai visto un presepe di queste dimensioni e la cosa sorprendente è che a realizzarlo erano state soltanto 5 persone (l’ideatore e quattro esecutori) e che dopo le feste è stato smontato: il prossimo anno si ricomincerà da capo, variandolo ed arricchendolo ancora.

L’idea di spostare in un locale aperto al pubblico il proprio presepio privato era venuta nel 2015 a Gionni, un ragazzo costretto sulla sedia a rotelle dopo un incidente. Coltiva questa passione da sempre : “Ho cominciato ad allestirlo quando avevo 7 anni. Col tempo si era ingrandito e, nell’ultimo decennio, ero passato da un metro di larghezza a due metri  e mezzo.  Ora vengo a guardarmelo qui (in casa ne ho uno più piccolo) e ci rimango tutto il pomeriggio senza stancarmi”.  

Del resto come ci si potrebbe annoiare contemplando un’opera del genere e sapendo di esserne l’artefice? 

Lui è stato la mente; due ragazzi e due ragazze lo hanno realizzato concretamente, mettendoci molto impegno e molta bravura. Uno è suo fratello FedericoAndrea, ingegnere, ha risolto i problemi tecnici;  Jodie ed Elisa si sono dedicate alla parte artistica. Ci hanno lavorato  a partire da settembre, dedicandovi  i sabati  e le domeniche. Un bel modo di impiegare il tempo libero, non c’è dubbio! 

Il presepe di Gionni: un magnifico presepesparone-il-presepio-di-gionni-2

Il “Presepe di Gionni”  era stato allestito in un locale un tempo adibito a negozio, situato di fronte alla chiesa parrocchiale di Sparone. Il proprietario lo aveva ceduto gratuitamente (come già lo scorso anno)non solo nel periodo di apertura al pubblico ma anche nei mesi precedenti: quelli della preparazione. 

Il presepe occupava uno spazio di 5 metri per 2 e mezzo ed il paesaggio che riproduceva era tipicamente montano: i materiali utilizzati erano muschio, ceppi di legno, pietre (raccolti nei dintorni di Sparone) e sughero (fatto arrivare per posta). Guglie e pinnacoli in cima a ripide pareti rocciose (realizzate con il duttile, leggerissimo sughero) si elevavano sul fondo; la sommità delle alture era occupata da case isolate e, nei tratti verdeggianti, da pecore al pascolo. Lungo i fianchi della montagna si alternavano villaggi di vario genere e dimensioni: quello realizzato con le tradizionali, semplici casette di cartone, disposte in modo da ricordare qualcuna delle tante frazioni montane abbandonate; quelli costituiti da edifici più complessi, animati dalla presenza di artigiani e contadini intenti alle loro occupazioni. Grandi  – come vogliono le leggi della prospettiva – e molto curate nei dettagli erano le case situate in basso,  a poca distanza dagli spettatori: riproducevano fedelmente le costruzioni rurali tipiche delle zone alpine. C’erano due cascate, che precipitavano vertiginose  (attraversate qui da un ardito ponte sospeso  tra due spuntoni rocciosi, là da un grazioso ponte a schiena d’asino) per poi trasformarsi in calmi corsi d’acqua di pianura, che facevano girare la ruota di un mulino.

Le statue, di vario tipo e dimensioni, erano distribuite secondo criteri precisi. Non mancavano quelle in movimento, raffiguranti artigiani o contadini al lavoro, che si muovevano solo quando nel presepio era giorno. Un sofisticato sistema di illuminazione, realizzato tramite un proiettore montato su rotaia, garantiva il susseguirsi di alba, pieno giorno, tramonto, crepuscolo, notte. Il cielo (dipinto su tavole di compensato) nella versione diurna era azzurrino con sparse nuvolette bianche; in versione notturna si riempiva di stelle di differenti grandezze ed intensità luminosa.  Non mancava la neve che, azionando un apposito meccanismo, cominciava  a cadere in fitti fiocchi.  A sottolineare che i creatori di questo presepio sono sparonesi vi era, in un angolo, la riproduzione fedele della parrocchiale di San Giacomo, cui si era aggiunta quest’anno quella della chiesa di Santa Croce, collocata in cima ad una rupe sotto la quale si apriva la grotta della Natività. Altra novità era la teleferica che trasportava a valle il legname: l’idea, nata per caso, era stata tradotta in pratica con grande realismo.

Commenti

Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

Leggi anche

PINASCA. Catturato nel bosco l’omicida in fuga

Posti di blocco, ricerche nei boschi con unità cinofile, elicottero in sorvolo sulla zona, questo …

Bennu, l’asteroide killer!

Bennu, l’asteroide killer! Secondo i dati sono stati raccolti dalla sonda americana Osiris Rex, Origins, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *