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piano regolatore (foto d'archivio)

SPARONE. Nuovo piano regolatore

La giunta di Sparone ha votato lo scorso 17 gennaio un “Atto d’Indirizzo” riguardante la prevista Variante Parziale al Piano Regolatore e volto a coinvolgere la popolazione “al fine di acquisire suggerimenti  e proposte”.

Il Piano vigente era stato approvato dalla Regione Piemonte nell’ottobre 2012. Ora si rende necessario procedere ad una Variante in seguito all’entrata in vigore di due normative regionali.  La prima è una Determina Dirigenziale (ovvero un provvedimento adottato dal Responsabile della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio) riguardante le sorgenti di acqua potabile gestite dalla SMAT. Nei territori di Alpette, Sparone e Ribordone (ovvero in tre dei quattro comuni appartenenti all’Unione Montana Gran Paradiso) sono presenti 24 di queste sorgenti ed il nuovo Regolamento Regionale, datato 22 dicembre 2017, stabilisce che i vincoli urbanistici che ne derivano vadano inseriti nel Piano Regolatore dei singoli comuni.

La seconda è una delibera del Consiglio Regionale, approvata il 28 novembre 2017 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione il 4 gennaio scorso. Si tratta del nuovo Regolamento Edilizio Regionale, al quale i Regolamenti Edilizi Comunali si dovranno adeguare: i consigli comunali dovranno pertanto provvedere entro 180 giorni alla modifica di alcuni parametri urbanistici.  Procedere alla Variante è dunque un atto dovuto. La giunta sparonese ha però deciso di cogliere l’occasione per cambiare altre parti del Piano che “non corrispondono più alle esigenze del territorio, essendosi in questi cinque anni modificata la situazione economica, demografica e patrimoniale del Comune”, anche tenendo conto dell’orientamento della Regione, che punta a contenere il consumo di suolo. L’amministrazione  è pertanto intenzionata a modificare la destinazione d’uso di alcune aree, trasferendone l’edificabilità a quelle “oggetto di documentati intenti insediativi” e ad “incentivare il recupero del patrimonio edilizio attraverso la ristrutturazione degli edifici esistenti”. E questi obiettivi intende perseguirli consultando la cittadinanza.

Caterina Ceresa

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