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SPARONE. Paese in subbuglio per i rincari Tari

Ormai da qualche settimana Sparone è in subbuglio per gli aumenti della TARI. Con l’arrivo delle bollette, i contribuenti si sono visti addebitare somme incredibili, con rincari che in certi casi arrivano al 40%  e che riguardano non la parte variabile – relativa ai servizi effettivamente svolti – ma quella fissa.

La gente ha affollato gli uffici per chiedere spiegazioni; la minoranza consiliare e l’ex-vicesindaco Laura Nugai hanno preso posizione nel corso dell’ultimo consiglio; è partita una raccolta di firme per una petizione che è stata depositata in Comune mercoledì 11 novembre. In essa si chiede una verifica delle cartelle “impazzite” ed una sospensione dei pagamenti. Le firme sono 225 e se ne stanno raccogliendo ancora.

Ad essere messi sotto accusa in consiglio erano stati da un lato la Teknoservice (che redige il Piano Finanziario), dall’altro l’amministrazione di Sparone, accusata di averlo approvato senza reagire e di aver applicato criteri discutibili nel ripartire le spese fra le diverse categorie di contribuenti.

Tanto il capogruppo di opposizione Giovanni Meaglia che la Nugai avevano recitato il “Mea Culpa” per aver accettato passivamente che il Piano venisse approvato durante il consiglio dello scorso 30 luglio.

“Sono sempre più convinto – aveva detto Meaglia – che, durante quella seduta, avremmo dovuto votare tutti contro e rimandarlo indietro”.

Ancora più rammaricata l’ex-vicesindaco: “Credo che l’amministrazione abbia adottato orientamenti paradossali ed irrazionali. Ho peccato di ingenuità nel condividere queste scelte senza approfondimenti, fidandomi ciecamente di chi ha partecipato alle trattative con il Consorzio…”

Da citare, a proposito del suo intervento, reso sotto forma di “Dichiarazione di Voto”, l’atteggiamento ostile con il quale era stato criticato dalla maggioranza (il delegato al Bilancio Alberto Balagna l’aveva accusata di dilungarsi troppo) ma anche dalla segretaria comunale Tiziana Maglione. Se l’alterco politico-personale tra persone che fino a poche settimane fa avevano operato insieme (una come assessore, l’altro come delegato)  era comprensibile, era apparsa singolare la presa di posizione della segretaria: “Tutti i consiglieri potrebbero chiedere di leggere dei documenti e non la finiremmo più. Gli emendamenti vanno presentati e poi si decide se ammetterli”. Al che la Nugai aveva precisato: “Ma questa è una dichiarazione di voto!”.

I CRITERI

DI RIPARTIZIONE

Nei manifesti di “Comunicazioni sulla TARI”; recentemente affissi a Sparone, si affermava: “Chi  più, chi meno, tutti subiscono un aggravio”.

Contro questa frase erano insorti, durante il consiglio comunale del 23 ottobre, il capogruppo di minoranza Giovanni Meaglia e l’ex-vicesindaco Laura Nugai: “Non è così!”.

La Nugai aveva precisato: “Alcune  bollette presentano un aumento di pochi euro, altre sono lievitate del 40%. Tanto per essere chiari, un’utenza di 100 mq con due occupanti paga poco meno di una con la stessa superficie ma con quattro occupanti!”.

Meaglia era sceso nello specifico: “Parlerò della mia bolletta così non metto altri in mezzo: in un anno è passata da 614 euro a 1000! Com’è possibile? Ed è pure diminuito il numero di persone facenti parte del nucleo familiare: eravamo in quattro, ora siamo in tre. In compenso, la Casa di Riposo (quella del prete) paga 1500 euro per 23 ospiti. C’è qualcosa che non funziona nella ripartizione!”.

Il sindaco Bonino aveva dissentito: “Non è detto che quattro persone sporchino più di due..”.

Facile la replica: “Fra 3 e 23 però …!”.

La richiesta, avanzata in sede di consiglio e sottoscritta  dai cittadini firmatari della petizione, era   quella di una sospensione delle scadenze di pagamento e di una verifica dei costi indicati dalla  Teknoservice. E poi c’era la richiesta di rateizzare. “Avremmo potuto provvedere in luglio – aveva detto Meaglia – Sarebbe venuta meno gente in Comune a protestare”. La Nugai aveva chiesto perché “non si fosse deciso di spostare la scadenza del 31 ottobre al 30 novembre per i contribuenti che intendono pagare in un’unica soluzione”.

A preoccupare tanto lei che Meaglia era la possibilità che solo una minoranza dei contribuenti pagasse queste bollette astronomiche. “Ho incontrato duecento persone – aveva detto Meaglia – e centocinquanta di queste mi hanno detto che non pagheranno. Io lo farò, per carità, e probabilmente anche loro, ma se non fosse così cosa succederebbe?”

La Nugai aveva spiegato: “Ad oggi, nel Capitolo TARI,  sono entrati circa 42.000 euro dei 225.840 previsti oltre a 29.000 di Residui, probabilmente del 2014. Se a cinque giorni dalla scadenza della seconda rata (che peraltro  è quella complessiva) si è incassata solo una quinta parte del previsto, vuol dire che la gente non ha versato  e non vuole pagare”.

Il sindaco non aveva condiviso questa preoccupazione: “Non sono dati attendibili: 45.000 euro sono quelli entrati nelle Casse Comunali, gli altri risultano in transito….”

Nel voto finale Laura Nugai aveva votato contro mentre i tre della minoranza si erano astenuti per coerenza con il voto espresso il 30 luglio. “Sulle dilazioni siamo d’accordo – aveva precisato Meaglia – perché sono migliorative però ci asteniamo rispetto al discorso complessivo”.

CRITICHE

A TEKNOSERVICE

Pesanti le critiche rivolte da Meaglia alla Teknoservice durante il consiglio comunale, soprattutto per quanto riguardava i criteri di gestione. “Non avevo nessuna considerazione del Consorzio Canavesano Ambiente – aveva dichiarato –  e ne ho ancora meno di quelli che ci sono ora. Ho chiesto copia del Piano Finanziario perché voglio capire in base a quali criteri siano stati applicati aumenti del genere. E’ vero che non si deve fare il confronto con gli altri comuni (Locana ad esempio)perché si paga di meno quando il numero di abitanti è maggiore però la gente chiede: <Cosa li ha determinati?”> In parte è colpa del vecchio debito, che la Teknoservice ha ereditato; in parte della prevista introduzione del Porta a Porta, che però non è ancora avvenuta”.

Sulle prospettive a breve Meaglia si era mostrato pessimista: “Ho sempre sostenuto il Porta a Porta, che non diminuisce i costi ma li ripartisce meglio; mi chiedo però quando avrà inizio. Dopo la seduta del 30 luglio sono andato alla Teknoservice e mi sono informato sulle prospettive. Le risposte sono state di questo tenore: <Non abbiamo i cassonetti; non abbiamo i mezzi; non abbiamo il personale>. Adesso è comparso un avviso in cui si dice che la prossima settimana i cassonetti arriveranno. Spero che arrivino anche gli addetti ed i mezzi!”.

Un aumento delle bollette (“Non di quest’entità!”) sarebbe stato accettabile a condizione che il servizio fosse buono mentre “è ignobile. Sono anni che non lavano i cassonetti; passano mesi senza che venga effettuata la raccolta della carta; le pesate vengono fatte in modo a dir poco approssimativo. Tre anni fa, quando subentrò la Teknoservice, ero vicesindaco ed accompagnai gli addetti durante uno dei loro giri: il camion  arrivava da Ribordone ed era già riempito per metà. Quei rifiuti vennero pesati insieme ai nostri! E’ vero che ci sono responsabilità degli utenti: quando vedo nei cassonetti un fornello od un computer, quello non è colpa della Teknoservice; per il resto però…”

IL PIANO

FINANZIARIO

L’attenzione dell’ex-vicesindaco Laura Nugai si era rivolta soprattutt al Piano Finanziario della Teknoservice ed alle sue contraddizioni. Aveva detto: “Nella COMUNICAZIONE SULLA TARI recentemente diffusa in paese si legge che <La Tari è modulata secondo principi diversi rispetto alla TARSU, superando il concetto del costo a metro quadro>. Se ne deduce che nelle cartelle inviate ai contribuenti la quota fissa (costi per attività di accertamento e di riscossione, costi generali di gestione, contenzioso) avrebbe dovuto essere sensibilmente più bassa di quella variabile  (che si riferisce a raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti e che tiene conto anche del numero degli occupanti). Invece la quota variabile è aumentata di poco ed in molte cartelle si è dimezzata mentre  quella fissa è esplosa!”.

Esaminando i dati si avevano in effetti delle sorprese notevoli. “I costi di gestione sono passati in un anno da 40.000 ad 80.000 euro; quelli di raccolta e trasporto da 7.400 a 4.200 euro e quelli per la  Raccolta Differenziata da… 33.800 a 3.300! Per il Porta a Porta si paga un servizio che non viene ancora effettuato. Quanto ai 2500 euro per il lavaggio e spazzamento strade: mai visto un operatore   impegnato a pulire le strade e nemmeno a lavare i cassonetti!” . Quella che risultava aumentata  a dismisura – avevano fatto notare sia Meaglia che la Nugai – era la quantità di rifiuti prodotta a Sparone: “Da 367.400 kg nel 2013 a 491.000 kg nel 2015, con una crescita del 33%”.

L’ex-vicesindaco aveva poi messo in evidenza un’incongruenza di cifre: “Nel Piano Finanziario trasmesso dalla Teknoservice per il 2015 i costi del servizio sommati a quelli del trattamento danno un totale di euro 177.032,85 + IVA. Nel Piano Finanziario del Comune per la Tassa Rifiuti è prevista una somma di 195.000 euro in uscita ma nel Capitolo in entrata sono stati stanziati 225.840 euro. Quali sono i dati giusti?”. Contestava inoltre l’affermazione che <La spesa per i Rifiuti deve essere sostenuta interamente dagli utenti e nessun comune può impegnare risorse proprie per ridurre la quota a carico dei contribuenti>. In realtà – aveva detto – è possibile applicare le Esenzioni Atipiche, che devono essere finanziate dai Comuni con altri fondi”.

LE RAGIONI

DEL SINDACO

Di fronte alle critiche avanzate in consiglio rispetto alla TARI, il delegato al Bilancio Alberto Balagna aveva risposto. “Vorrei che fosse chiaro che non è il Comune  a poter dire di No al Piano Finanziario: facciamo parte di un consorzio e sappiamo benissimo che a comandare sono Cuorgnè, Castellamonte e Rivarolo. Non è che noi abbiamo tutta questa voce in capitolo…”.

Rispetto alle  pesature approssimative aveva ribattuto: “Ora si fanno pesate reali e la quantità di rifiuti risulta aumentata perché nel 2014 ci si era basati su quantità presunte”.

Il sindaco Anna Bonino, dal canto suo, aveva risposto così: “Ci tengo alla verità ed alla correttezza. Paghiamo troppo tutti però dobbiamo fare i conti con parametri non stabiliti da noi”.

Lanciando una frecciata ai suoi critici aveva aggiunto: “Il Piano Finanziario è stato approvato a luglio, non ora. Non dobbiamo votare sui costi attribuiti ai singoli comuni (quelli li ha già stabiliti il consorzio) ma sulla ripartizione del dovuto fra gli utenti di Sparone. Il costo anno è di 80.000 euro: quello è e quello la ditta pretende dai comuni. Non possiamo cambiare ed appaltare la gestione dei rifiuti ad un’altra società. Siamo parte di un consorzio che ha affidato l’appalto alla Teknoservice e prima lo aveva affidato all’ASA”.

Quanto alla differenza tra la quantità di rifiuti del  2014 e quella del 2015 “è dovuta all’applicazione di parametri differenti: subentrata nel 2013, la Teknoservice non aveva dati certi disponibili e si era servita di parametri presunti, in base alle cifre degli anni precedenti”.  Riguardo al “Porta a Porta” aveva spiegato: “Siamo penalizzati dal fatto che a  Pont c’è da tempo: così una parte sei suoi rifiuti viene portata qui… Il Porta a Porta  (a parte l’aspetto ambientale, che è importante) non riduce i costi se non forse nel lungo termine. Ci scomputeranno poi le maggiorazioni che paghiamo per il servizio non effettuato”.

Rispetto alla ripartizione dei costi, il sindaco aveva affermato: “Il concetto di base della Tari è far pagare di più chi produce più rifiuti, come si fa in qualche paese del Nord Europa. La strada per far pagare meno è quella degli accertamenti, che a qualcuno non piacciono” .

Aveva poi spiegato: “Uno dei nostri problemi è la distanza dal centro di conferimento dei rifiuti, che si trova nel comune di Castellamonte. Noi piccoli comuni l’abbiamo ripetuto in tutte le salse che questo criterio non ha senso: allora perché non facciamo il centro di conferimento a Ceresole?”.

Quanto alle polemiche sul Piano Finanziario, aveva concluso: “I piccoli comuni hanno tirato calci, altrimenti l’aumento sarebbe stato il doppio di questo: hanno protestato tanto ma è stata una vittoria di Pirro. Potevamo non approvare il Piano… Se vogliamo fare un’azione forte tutti insieme io ci sono però servirebbe?”.

 

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