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SPARONE. Nuova vita per l’ex fucina e per l’ex manifattura

Sono stati inaugurati sabato 14 ottobre i nuovi impianti idroelettrici di Sparone: quelli installati dalla società pinerolese R.V.O. nell’ex-Manifattura Valle Orco e nell’ex-fucina Panieri di Via Ribordone. La realizzazione delle centraline fa parte di un intervento più complesso (ed in alcune parti ancora da completare) comprendente la bonifica ed il riutilizzo dell’area un tempo occupata dalla M.V.O. e dell’ex-cava di inerti e poi discarica di Località Gulaiun. Il progetto, fortemente sostenuto dal sindaco Anna Bonino fin dal suo primo mandato e dall’allora vicesindaco ed oggi capogruppo di opposizione Giovanni Meaglia, aveva suscitato violente polemiche in paese e due anni fa aveva  portato  alla revoca delle deleghe alla  vicesindaco Laura Nugai (che ora costituisce gruppo a sé in consiglio).

Gli intenti della giornata erano più di uno: mostrare i risultati degli interventi effettuati, far visitare le centrali, promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili – idraulica, eolica, geotermica, a biomasse – senza dimenticare un tuffo nella storia. Il presidente della R.V.O. Giorgio Rostand si è soffermato sul legame fra l’uso attuale dell’acqua come fonte di energia e quello antico: “Fin dal ‘500 l’acqua di queste rocce venne utilizzata per far funzionare le fucine del rame”.

Era il tema della mostra  ”Dal paiolo all’elettrone”, allestita nell’ex-palazzina uffici e basata su foto tratte dal libro di Elio Blessent “Le fucine del rame e i mulini di Sparone”. Particolare rilievo, sia negli interventi che nei pannelli illustrativi, è stato dato alla scelta di recuperare strutture esistenti, diminuendo il più possibile l’impatto sul territorio. La Fondazione Telios, che promuove l’uso delle energie rinnovabili, ha messo a disposizione due auto elettriche: una in esposizione, l’altra per raggiungere l’impianto “Fucina”.

Dopo gli appuntamenti del mattino, il pomeriggio è stato dedicato ai bambini delle scuole sparonesi ed ai ragazzi dell’I.I.S. “Aldo Moro” di Rivarolo, che si sono cimentati in esperimenti riguardanti l’energia e l’acqua.

I discorsi ufficiali

Dopo il taglio del nastro e la benedizione dell’impianto “Manifattura” da parte del parroco don Sergio Noascone, il sindaco Bonino ha ricordato che “anche se non sta piovendo…  l’acqua è una risorsa e l’intervento della RVO ha consentito non solo l’installazione di impianti per le energie rinnovabili ma il recupero di un’area industriale dismessa . Dopo il suo frazionamento sono sorte alcune attività importanti e per noi il piccolo artigianato è vitale: rappresenta un volano per la nostra economia”.

Anche il presidente della R.V.O. Giorgio Rostand si è soffermato sullo “sforzo fatto per bonificare alcune migliaia di metri quadrati solo di eternit nell’area dell’ex-manifattura.  Ora in questo complesso operano 17 imprese e 5 di esse producono energia”. Quanto alla discarica di Località Gulaiun “grazie  all’impegno dell’ex- Comunità Montana e del suo compianto segretario Gualtiero Fasana è diventata  un  campo fotovoltaico  a terra:  si tratta di un impianto molto particolare per la tipologia di pannelli utilizzati. Avremmo voluto includerlo nelle visite di oggi ma non  è stato possibile per motivi di sicurezza”.

Ha chiuso citando l’impianto “Fucina”, che ha comportato vari interventi di riqualificazione: risistemazione della passerella pedonale, allargamento della strada provinciale, creazione di spazi per parcheggiare.

Il sindaco ha ringraziato la RVO per il dono di una  Lavagna  Interattiva Multimediale per la Scuola Elementare, il preside del “Moro” Focilla, le insegnanti coinvolte nel progetto destinato alle scuole,  gli amministratori presenti: i sindaci di Locana e Ribordone, il consigliere della Città Metropolitana nonché assessore  a Cuorgnè Mauro Fava.  Quest’ultimo ha esordito dicendo: “Ho vissuto qui per più di vent’anni e Sparone ce l’ho nel cuore. Il sindaco ha parlato di un traguardo; io lo vedo piuttosto come un punto di partenza”. Ha poi aggiunto polemicamente: “Faccio parte di un ente che ha subìto un’importante trasformazione:  ha cambiato nome. Purtroppo si sono dimenticati di darci le risorse…”.

L’impianto Fucina

Si tratta di un piccolo impianto sistemato nell’ex-Fucina Panieri, nella parte alta dell’abitato, fra le località Sommavilla e Russa.

La portata va dai 220 ai 330 litri al secondo, con un salto di 18,45 metri ed una produzione nominale prevista di 0,31 GW/h anno. All’interno dell’edificio sono stati ricavati un locale con la vasca di carico ed un locale-macchina nel quale è installata una Turbina Francis ad asse orizzontale,  molto utilizzata per i salti medi  fra i 10 ed i 350 metri. A beneficio dei profani (come chi scrive) i tabelloni installati dalla RVO spiegano che la turbina – che sfrutta lo stesso principio delle pale di un mulino –  dirige e regola il flusso d’acqua verso la girante, un organo mobile che, spinto dall’acqua stessa, genera energia meccanica. Ad essere convogliata nella vasca di carico è l’acqua del torrente Ribordone: proviene  da una presa già esistente in Località Russa. Lì entra in una condotta forzata ( lunga 530 metri e costituita da tubi in acciaio di 600 mm di diametro) che corre interrata in una zona prativa a fianco della Provinciale per Ribordone per poi attraversare il torrente  sotto la passerella pedonale, rifatta al posto di quella esistente. Nell’impianto confluisce anche l’acqua proveniente dal canale di derivazione che trasporta le acque di scarico della centrale Enel Green Power, situata poco più in alto. Dal fondo della vasca si diparte l’altra condotta forzata che porta l’acqua all’impianto “Manifattura”: è lunga 1210 metri e completamente interrata, con tubi in acciaio del diametro di 800 mm e spessi  5,9 mm.

L’impianto Manifattura

L’impianto “Manifattura”, com’è facilmente intuibile, prende nome dai locali in cui è collocato, all’interno dell’ex- stabilimento  MVO. Qui è sistemta la centrale principale, che accoglie tre turbine, sempre di  modello Francis ma stavolta ad asse verticale, ciascuna con una potenza nominale di 400 Kw. La potenza dei generatori è invece di 300 Kw per due di essi, di 400 per il terzo. Il salto nominale è di 86,85 metri, i giri 750 al minuto. Nel suo insieme l’impianto ha una portata media di 581 litri al secondo (di cui 361 provenienti dallo scarico dell’impianto Enel e 220 da quello dell’impianto “Fucina”) ed una massima di 930 litri al secondo (di cui 600 provenienti dall’impianto Enel e 330 dall’impianto “Fucina”). La potenza nominale media è di 494,7 k W e la produzione media annua di 3,6 GWh.

Per quanto riguarda l’acqua turbinata, sempre nell’intento di recuperare le opere esistenti, si è deciso di farla confluire nello scolmatore del Rio Bose che, prima di riversarsi nell’Orco, passa sotto il piazzale dell’MVO. Il nuovo canale di restituzione dell’impianto va dunque a congiungersi con lo scolmatore.

La parte dello stabilimento in cui è collocata la centralina è quella più occidentale, a ridosso di Via Fontana, con la quale è ora collegato attraverso un piazzale.

Considerazioni

Quel che un profano può notare – ferma restando l’incapacità a giudicare l’impatto ambientale complessivo – è che, nel caso dei due impianti idroelettrici (come anche di quello progettato in Località Vasario) l’impatto paesaggistico è stato assai limitato. Il recupero di edifici e strutture preesistenti  rappresenta un fattore indubbiamente positivo. Resta aperta la problematica riguardante le conseguenze che il proliferare di centraline idroelettriche comporta sulla presenza dell’acqua nei torrenti e sulle conseguenze per  l’ecosistema acquatico anche se non  a torto i fautori dell’energia idroelettrica sottolineano che si tratta di energia pulita e che ogni attività umana comporta delle conseguenze.

Ben più pesante è l’impatto del Campo Fotovoltaico realizzato in Località “Gulaiun”, per quanto si può dedurre dalle fotografie.  E’ vero che chi si tratta di un’area recuperata al degrado e piuttosto nascosta, però il pugno nell’occhio c’è, come sempre per gli impianti fotovoltaici a terra.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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