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SPARONE. Lamiera al posto dell’eternit? E’ polemica

La salute viene prima di tutto e quindi la rimozione dei tetti in amianto ha la priorità rispetto alla salvaguardia del centro storico e… delle orecchie dei suoi abitanti. Questo il principio ispiratore della delibera portata in consiglio dal sindaco Anna Bonino e votata a maggioranza durante l’ultima seduta del 2015. Il Regolamento Edilizio è stato pertanto modificato  là dove imponeva l’utilizzo generalizzato delle lose qualora venissero rifatte le coperture sugli edifici situati all’interno del centro storico: se un tetto viene rimosso perché in amianto può ora essere sostituito provvisoriamente dalla lamiera grigio scuro opacizzata. Pazienza se l’estetica ne risente e se viene meno l’omogeneità architettonica del contesto… 

Sebbene il problema abbia rilevanza generale, dai discorsi dei consiglieri si è ricavata l’impressione che l’urgenza della decisione fosse dovuta soprattutto alla necessità di affrontare una situazione specifica: quella di una copertura la cui rimozione era stata imposta dall’ARPA. Nessuno ha precisato di quale fabbricato si trattasse ma tutti gli intervenuti vi hanno fatto riferimento in modo più o meno esplicito. Le dimensioni del manufatto sono oltretutto molto ampie e le ripercussioni sui costi della sostituzione assai pesanti. 

Sulla necessità di togliere di mezzo l’eternit – minaccia costante e gravissima per la salute pubblica – tutti sono stati ovviamente d’accordo; le divergenze hanno riguardato i materiali ammessi per sostituirlo e la precisazione del concetto di “provvisorietà”.

Nugai contraria 

La più critica verso il provvedimento è stata l’ex-vicesindaco Laura Nugai: “Trovo la modifica al regolamento un po’ pesante: la lamiera nel centro storico, a mio parere, è improponibile. E’ vero che, nel caso specifico, le proporzioni sono imponenti e che 300-350 metri cubici di lose sarebbero costosissimi però si potrebbero scegliere soluzioni differenti: le tegole nere, che sono più decenti e che richiedono una pendenza che è la metà di quella necessaria per le lose. Oltretutto i tetti in lamiera sono molto rumorosi e lì vicino vi è un fabbricato adibito ad utilizzo socio-assistenziale. E’ stata fatta una verifica sull’impatto acustico? Non vorrei che si creassero dei precedenti. Chiedo una sospensione della delibera. L’architetto Paglia (l’estensore del Piano Regolatore) avrà pur dato un parere… Gli si potrebbe chiedere di mettere due righe per iscritto” . 

Parzialmente d’accordo con Nugai – si è dichiarato il consigliere di minoranza Davide Munari, che è un ingegnere ambientale e conosce quindi meglio di altri queste tematiche: “L’acustica è un tema sensibile e credo che occorrano perlomeno delle integrazioni su questo: esistono delle Classificazioni Acustiche e sono previsti rilevazioni e controlli perché quello della rumorosità è un problema che può emergere in un secondo momento. Per quanto riguarda l’inserimento paesaggistico, non sono un urbanista però non credo che nel centro storico possano essere apportate certe modifiche: il rischio è che, tolto l’eternit, ci ritroviamo con la lamiera.  Anch’io penso che sia necessario approfondire l’argomento e porre dei limiti temporali alle coperture provvisorie. Le soluzioni possibili sono moltissime: l’importante è definire i requisiti che si richiedono”. 

Prima la salute

“L’interesse pubblico alla rimozione dell’amianto è preminente” – ha affermato il sindaco Bonino –  Se una struttura non è in grado di reggere la copertura in lose oppure il proprietario non ha la possibilità economica di sostenere questa spesa, si autorizza l’utilizzo della lamiera. Nel caso di una successiva ristrutturazione dovranno invece essere usate le lose”.

 Rispondendo alla richiesta di chiedere delucidazioni all’architetto che aveva redatto il Piano Regolatore, il sindaco ha sostenuto: “Non c’è un testo scritto dell’urbanista e non ho la presunzione di pensare che non sappia fare il suo mestiere: il suo parere non è previsto ed il tecnico comunale non ha le competenze per esprimersi. Il testo cui si deve fare riferimento (lo avevamo approvato in consiglio) è il “Manuale per il Recupero” messo a punto dal GAL, che non indica limiti temporali per la durata delle coperture provvisorie e non fa riferimento alla loro rumorosità: si potrebbe eventualmente ridurla con pannelli fonoassorbenti o con la coibentazione”. 

Il sindaco è poi tornata alla carica: “Vorrei invitarvi a non perdere di vista l’obiettivo primario ed a meditare su una cosa: la salute dell’orecchio è importante ma la presenza dell’amianto è peggio. L’eternit mette a repentaglio la salute delle persone più della grandine. Ci sono due possibilità: approvare la  proposta così com’è e metterci subito al lavoro per approfondire la questione  (preparando nuove modifiche da portare all’approvazione del prossimo consiglio) oppure riconvocarci  a breve”. 

Ha infine ribattuto: “Non stiamo parlando di un  caso specifico ed il regolamento è fatto <erga omnes<” ma subito dopo è tornata a fare riferimento all’edificio misterioso: “Sarebbe irresponsabile non approvare la modifica. L’eternit sono obbligati a rimuoverlo: vuol dire che il fabbricato resterà scoperto e che ci cresceranno i bambù!”.

Libertà di coscienza

Anche la segretaria comunale Tiziana Maglione si è mostrata propensa a sospendere la decisione e si è rammaricata: “Peccato che non sia presente l’urbanista…”. 

Dopo un’ultima schermaglia sulla lamiera (“Il tale ed il talaltro l’hanno utilizzata!” – ha esclamato la Bonino; “Quello non è centro storico!” – ha replicato la Nugai) è stata messa  ai voti la proposta di rinvio. Il sindaco ha dichiarato   che avrebbe lasciato “libertà di coscienza”. I favorevoli sono stati tre: Nugai della maggioranza; Meaglia e Munari della Minoranza (Nazarena Bruda aveva già lasciato la seduta per impegni di lavoro). Gli  altri esponenti della maggioranza, che non avevano preso posizione durante il dibattito, si sono espressi contro la sospensione.

Si è quindi passati a deliberare sul punto così com’era stato inserito nell’ordine del giorno. 

Ovvia a questo punto l’approvazione: uno soltanto il voto contrario (Nugai) e tre le astensioni (quelle di (Meaglia e Munari, ai quali si è aggiunto Alberto Balagna). Nella dichiarazione di voto a nome del suo gruppo Meaglia aveva anticipato: “ Non ce la sentiamo di votare contro però, alle luce delle considerazioni di Nugai e Munari, ci asterremo. Se poi verranno proposte delle modifiche, saremo pronti ad approvarle”.   

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Blogger: Fabio Mina

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