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SPARONE. I dipendenti Mtd sono in agitazione

Ieri si è scioperato alla MTD di Sparone. 

Erano  alcuni giorni che l’atmosfera era tesa, con i lavoratori preoccupati per l’intenzione della capogruppo Tiberina di spostare altrove alcune lavorazioni sostituendole con altre meno pregiate e meno redditizie. 

Alle 7 di lunedì 17 ottobre, quando sarebbe dovuto iniziare il primo turno, è stata proclamata l’agitazione, con presidio ai cancelli ed il blocco dei camion. 

Variegate le reazioni degli autisti, dalla solidarietà morale allo sprezzante disinteresse. L’adesione allo è stata pressoché unanime ed ha coinvolto i capi: segno che il disagio è avvertito a tutti i livelli. 

Un po’ meno unanime la determinazione degli scioperanti: a discutere con l’autista sprezzante non sono stati in molti, gli altri si sono mantenuti a debita distanza. 

I vertici dell’azienda, raggiunti da una telefonata mentre erano in viaggio proprio per raggiungere Sparone (sembra avessero in programma di incontrarsi con i dipendenti ma pochi ne erano al corrente) si sono confrontati per più di due ore con le rappresentanze sindacali, a cominciare dal responsabile territoriale della FIOM Fabrizio Bellino

L’incontro è stato tempestoso ed i due delegati di fabbrica FIOM (indicati dal collega dell’altra organizzazione sindacale come i promotori dello sciopero) sono stati messi alla gogna dai loro datori di lavoro. 

Questi hanno tuttavia sostenuto di non voler abbandonare il sito di Sparone, offrendo una serie di rassicurazioni in tal senso e scendendo poi a ripeterle ai lavoratori radunati nel piazzale esterno dello stabilimento, dopo che un’infuocata assemblea sindacale si era conclusa con la vittoria di misura di quanti ritenevano opportuno tornare al lavoro: pronti però ad incrociare nuovamente le braccia al primo segnale di pericolo.

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