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Anna Bonino
Anna Bonino

SPARONE. Accordo per la Rocca di Re Arduino

Sembra finalmente avviato a soluzione il problema della Rocca di Re Arduino a Sparone: Comune e parroco hanno raggiunto un accordo per la sua gestione. L’area monumentale, che comprende le rovine del castello e l’adiacente chiesa di Santa Croce (nel cui interno venne scoperto anni fa un prezioso ciclo di affreschi absidali) sorge sulla sommità di un poggio che rappresenta a sua volta un bene paesaggistico: non appartiene però al Comune ma alla Curia – il cui referente sul territorio è il parroco di Sparone – e questo aveva creato delle difficoltà.

Qualche settimana fa è stato firmato un pre-accordo, portato poi all’approvazione del consiglio: l’amministrazione comunale si occuperà della rocca per i prossimi dieci anni, occupandosi della manutenzione e rendendola fruibile grazie all’opera dei volontari. La buona volontà delle parti ha risolto un problema che era parso di difficile soluzione e, appianate le difficoltà, sindaco e parroco hanno firmato la pre-intesa. “Abbiamo chiesto di togliere le clausole vessatorie sui vicini- ha riferito la prima cittadina Anna Bonino – ed il parroco ha assunto un  atteggiamento aperto, ci è venuto incontro. Non è che faremo un mondo nuovo ma potremo entrare in un sito di importanza non comune e, in condivisione con lui e con il volontariato culturale, organizzare delle iniziative”. L a convenzione avrà una durata di dieci anni. Il capogruppo di opposizione  Meaglia, che tanto l’aveva caldeggiata, non poteva che essere contento: “Finalmente!” – ha esclamato.

L’unica ad essere insoddisfatta è stata l’ex-vicesindaco Laura Nugai, che si è astenuta non perché contraria alla stipula di un accordo ma per altri motivi. Il primo è che era rimasta esclusa dall’incontro decisivo: “Avrei gradito, come forma di rispetto, di essere invitata. L’ho saputo all’ultimo momento  e non mi è stato possibile liberarmi”. Iva Francisetti, che le è succeduta nella carica di vicesindaco, si è scusata per il ritardo “causato da un  disguido”. Il sindaco ha aggiunto: “Mi dispiace, non è stato fatto per colpirti”.

L’altro motivo per cui la Nugai si è astenuta è la durata della Convenzione: “In genere è quella del mandato, quindi, in questo caso, sarebbe dovuta durare per tre anni”. Di parere opposto Meaglia, che ha esclamato: “Io ne avevo chiesti venti! Se il Comune deve investire  dei soldi su quel sito, l’accordo deve avere un minimo di durata, tanto si può recedere!”.

I problemi pregressi

La questione del sito monumentale di Santa Croce era stata sollevata nel settembre 2014 da un’interrogazione della minoranza consiliare, che ne aveva poi presentata un’altra a fine 2015. Nel corso del consiglio del 12 dicembre il capogruppo Meaglia aveva descritto il luogo in abbandono, con la chiesa chiusa e le erbacce che arrivavano alle ginocchia: così lo aveva trovato un gruppo di turisti saliti lassù a fine estate. “Abbiamo fatto l’ennesima vergognosa figura –aveva detto –  E’ un sito che tutti ci invidiano e lo lasciamo così!”.

Il sindaco Bonino aveva illustrato le difficoltà incontrate: “Nello scorso mese di maggio avevo inviato al parroco una lettera, riproponendogli la convenzione in vigore qualche anno fa. Lui mi aveva fatto una sua proposta, che impegnava il Comune  a farsi carico di una serie di oneri, tra cui quello di ordinare ai proprietari dei terreni adiacenti di tagliare gli alberi che coprivano la vista e di tenere pulito il terreno. Siamo tutti d’accordo che quel  luogo rappresenta un patrimonio che va salvaguardato ed utilizzato però sarebbe un po’ azzardato, da parte dell’amministrazione, accettare impegni che coinvolgerebbero anche chi verrà dopo di me, obbligandolo ad impegnare risorse consistenti per fare manutenzione su proprietà altrui”.

Su questo il sindaco aveva trovato il sostegno dell’opposizione e Meaglia aveva esclamato: “La convenzione si fa sulla gestione del sito, non sulla manutenzione dei terreni confinanti, che poi rappresentano una piccola parte dell’area!” ed aveva suggerito: “Provate a sedervi intorno a un tavolo ed a parlare, invece di continuare a scambiarvi delle lettere”. Evidentemente il suo consiglio è stato seguito ed ha dato buoni frutti.

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