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Smart-working

Finito st’incubo, il primo che mi parla di smart-working lo faccio menare da Tyson. Smart-working un par di ciufole! Lo smart-working, ovvero il lavoro leggero e fatto da casa, è una cagata pazzesca. O è smart-working per gli altri, quelli che te lo fanno fare risparmiando su stipendio, tasse e buoni mensa. Tiè!
Gli insegnanti, ad esempio, dall’altra parte dello schermo dovrebbero avere qualcuno che ascolta, ma la privacy impedisce l’attivazione delle videocamere, soprattutto, ed è giusto, se si tratta di minori. Ergo, di là capita di tutto, te ne accorgi quando fai una domanda a Tizio e Tizio non ti caga neanche di striscio, o quando solleciti Caio e Caio mancupucazz, ha risposto all’appello poi si è messo alla playstation, o ha lì la morosa e della tua lezione di mate, inglese o sociologia se ne batte allegramente i tubi. Non parliamo di esercitazioni e verifiche: tutti geni, se avessimo fatto le prove Invalsi avremmo sbaragliato il campo, crucchi, svedesi, polacchi e gli altri che normalmente ci bagnano il naso sarebbero rimasti di stucco. Aut che bale! Meno male, ad ogni buon conto, che mamma e papà qualche nozione di algebra, grammatica e geometria la ricordano.
Mettiamo un tornitore: come fa a fare lo smart-working? Si porta il tornio a casa? O fa finta di montare il mandrino e invece mette su le tagliatelle?
Mettiamo un contadino. Potrebbe mungere le mucche col cellulare, o raccogliere le uova col pensiero. O farle raccogliere direttamente dalle galline, le quali, sempre smart, le venderebbero sul mercato, così avremmo in giro meno gente e più galline, che non dovrebbero essere contagiose e, soprattutto, non vanno pagate.
Poi c’è la questione della banda. A volte gira, a volte no, e se non c’è campo il collegamento va a farsi benedire. Oppure parte la piattaforma: i bambini digitali, che sono digitali quando vogliono loro, mentre mamma e papà lavorano smart, con un altro computer – acquistato per l’occasione – devono seguire le lezioni della maestra, fare i compiti e mandarli on-line in un sistema che una volta funziona e due no. Quindi lo smart-working fatevelo voi. Altrimenti sapete cosa vi aspetta.

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Blogger: Marco Volpatto

Marco Volpatto
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