Home / BLOG / Il sindaco in mongolfiera
Dal volumetto di M. Rabacchi, "Tuppe tuppe mariscià! Polemica politica in 55 righe a Settimo Torinese", 2008

Il sindaco in mongolfiera

«Nonostante i sospiri, gli sbuffi, i soffi dei consiglieri di maggioranza e degli assessori per far volare il sindaco, la mongolfiera non si è alzata. Troppo vento hanno detto. Sì, il vento del liberismo soffia così forte che un centro sinistra leggero-leggero rischia di prendere il volo e di finir lontano, oltralpe. Eppure il sindaco se n’è inventata un’altra. Dopo la “ruota” per vedere i nidi dei colombi del duomo (è stata ribattezzato così San Pietro in Vincoli – dall’assessore Ghisaura), dopo aver illuminato l’albero d’idrogeno, i settimesi, seguendo la musica in via Italia (quasi fossimo nella fiaba del pifferaio magico), si sono incamminati verso quella che fu la Settimo industriale e lì hanno potuto mirare l’ultima novità. Il giro in mongolfiera però, causa forte vento, non s’è potuto fare, così i pesi massimi locali sono rimasti a terra. Non è restato che consolarsi con un ottimo buffet – che non appesantisca ancor di più, per carità – fatto di tavole imbandite, di vini serviti in calici e di camerieri in divisa d’ordinanza. L’invito, come nelle grandi occasioni, era prima per gli addetti e dopo per il popolo. Niente commistioni, avrà detto il sindaco. Meglio gli applausi due volte che una, avrà pensato il presidente».

Fin qui il mio corsivo pubblicato da questo settimanale nel febbraio 2005, quando le cronache locali informavano i settimesi dell’inaugurazione (un vizio duro a morire!) del complesso artigianale che sarebbe dovuto sorgere nell’area prima occupata dal laminatoio delle Acciaierie Ferrero. L’iniziativa, patrocinata dalla finanziaria della Regione Piemonte, era «parte del più ampio progetto di riqualificazione urbana dell’intero complesso industriale delle Ex Acciaierie Ferrero».

Il giro in mongolfiera avrebbe dovuto consentire una visione dall’alto della cosiddetta Porta Ovest, l’articolato arcipelago, costituito dal centro commerciale e dalle abitazioni, nato sulle ceneri della fabbrica di cui rimaneva solo la palazzina uffici, sfortunata sede delle folli imprese di un ventennio amministrativo.

Chissà se l’autore (stimatissima penna del settimanale che ospita la presente rubrica), per il suo fortunatissimo feuilleton «Il Duce in mongolfiera», da poco a disposizione del pubblico e presentato il mese scorso con una gustosissima pièce teatrale, s’è ispirato proprio alle cronache locali di un Ventennio ben più recente, le cui macerie sono cicatrici del tutto visibili nei bilanci comunali e nello stato di penoso degrado della palazzina che fu teatro di grandissime imprese.

Come non ricordare che le iniziative ad effetto assunte dalla prima amministrazione dell’era Corgiat spaziavano «dalla installazione nella piazza del Comune, in occasione delle festività natalizie, di un grande abete illuminato con le “fuell-cell”, alla musica trasmessa da altoparlanti nel “centro commerciale naturale”, all’avvio di una joint venture californiana del progetto idrogeno e per teleriscaldare Sarajevo Est»?

Commenti

Blogger: Marta Rabacchi

Marta Rabacchi
Qualcosa di sinistra

Leggi anche

CHIVASSO. Un anno di Covid, un anno di vita stravolta…

Partite iva allo stremo, loro sono le più toccate da questo anno di Covid che …

CHIVASSO: Antonio Augelli, uno spirito libero che sa “accendere lo spirito” di tutti

Impossibile non conoscerlo… spopola letteralmente fra Chivasso, Settimo e non solo: Antonio Augelli, un ragazzo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *