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SETTIMO TORINESE. Vaccini: “A Settimo, andiamo bene”

si ritorna a parlare di vaccini.

Entro il 10 marzo 2018 i genitori, che a settembre 2017, hanno compilato un’autocertificazione sulle vaccinazioni dei propri figli da 0 a 6 anni, saranno tenuti a produrre i documenti delle vaccinazioni avvenute, pena l’allontanamento dei bambini dalla scuola. Alcuni gruppi per la libera scelta vaccinale si sono mossi per denunciare questa che, secondo loro, è una discriminazione e la diatriba “Vaccini sì, vaccini no” è riemersa prepotentemente.

Dottoressa Rosa Catenaccio parliamo di vaccini…

Vorrei chiarire un punto fondamentale che a volte diamo per scontato o che non prendiamo seriamente in considerazione: la medicina non è una scienza perfetta. Voglio dire, al mondo siamo più di sette miliardi, con altrettanti DNA, e non posso essere così saccente da credere che un farmaco, un principio attivo, abbia lo stesso effetto su tutte le persone del mondo. E si studia apposta perché gli effetti collaterali siano molto contenuti rispetto al beneficio del farmaco stesso. Questi effetti però non possono essere previsti con una precisione matematica. Non si può avere un farmaco perfetto proprio perché ognuno reagisce in modo diverso. Noi, tutti noi, siamo diversi.

Incominciamo con il diritto alla Privacy: con la legge 119/17 le scuole vengono a conoscenza se un bambino è in regola con il piano vaccinale oppure no. Secondo lei, in questo modo, non si mina il diritto alla privacy dei dati sensibili? E questo può comportare una discriminazione tra i vaccinati e i non vaccinati.

Il piano vaccinale è un programma che riguarda il bene e la salute del cittadino. Il diritto alla privacy, quando tocca la salute delle persone, non solo del singolo individuo, ma anche di chi gli sta intorno, può avere un’accezione molto diversa da quella che il senso comune gli attribuisce. Le vaccinazioni non proteggono solo l’individuo, ma anche la popolazione da un eventuale contagio. Questo non vuol dire non tenere in considerazione il concetto di privacy o togliere ai genitori la possibilità di scelta sui propri figli, ma è solo cercare di far riflettere la popolazione.

Per quanto riguarda la scuola, penso che sia utile che i maestri siano informati sulle scelte che i genitori attuano sui propri figli, non per discriminare ovviamente, ma per saper affrontare eventuali problematiche che possono accadere durante l’anno scolastico, anche perché non è compito loro la valutazione in merito alla vaccinazione.

Il Ministero alla Sanità afferma che i vaccini servono per la prevenzione di alcune malattie molto importanti che potrebbero mettere in pericolo la vita dei nostri figli. Ma se è tutto così perfetto e sicuro, perché lo Stato non scrive nero su bianco che si prende la responsabilità degli eventuali effetti collaterali, ma scarica tutta la responsabilità sulle famiglie facendo firmare loro un foglio di rischio?

Il Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha fatto uno studio analizzando uno lasso di tempo dal 1900 al 2015 in cui ha evidenziato che le vaccinazioni introdotte hanno evitato 4 milioni di casi di malattia e decine di migliaia di morti. Nell’ultimo periodo abbiamo avuto una riduzione delle coperture vaccinali e ciò ha provocato una recrudescenza di alcune patologie molto serie. Solo per fare un esempio, nel solo mese di marzo 2017, in Italia, abbiamo avuto 818 casi di morbillo.

Riguardo al foglio di rischio, che io chiamo foglio informativo o consenso informato, è una comunicazione che si dà al paziente. Non siamo più in un tempo in cui esisteva una medicina paternalistica, nella quale il pazienze si affidava in toto al medico, oggi il paziente vuole essere informato ed è giusto che lo sia. È un rapporto di fiducia reciproca, penso che sia corretto così, rispettando la decisione del paziente con un leale confronto.

Esiste una legge del 1991 sugli eventuali danni che un vaccino può arrecare a un bambino. Ma è difficilissimo ottenere i risarcimenti perché lo Stato pone a carico dei genitori l’onere della prova che la causa della patologia sia da arrecarsi al vaccino o ad altra causa. Perché secondo lei?

Io penso che sia un problema legislativo-amministrativo il fatto che sia il soggetto stesso a dover dimostrare la relazione causa effetto tra vaccino e eventuale patologia.

Sempre secondo il Ministero, i vaccini proteggono davvero, allora perché se l’Italia ha una buona copertura vaccinale, i non vaccinati dovrebbero essere un pericolo per gli altri bambini non vaccinati, tanto da da precludergli l’ingresso negli asili nidi e nelle scuole d’infanzia?

L’OMS ha stabilita la soglia di sicurezza vaccinale al 95% della popolazione e Settimo è messa molto bene da questo punto di vista. Secondo me, questo perché a Settimo c’è un rapporto fiduciario molto stretto tra le famiglie e i medici pediatri. Noi siamo responsabili verso tutti i bambini, ma soprattutto verso quei bimbi che non possono vaccinarsi e quindi che possono contrarre un’infezione. Lei pensi solo ai bambini immunodepressi o che presentano una forma iniziale di leucemia o  che semplicemente si stanno preparando a una chemioterapia… questi bambini non possono essere vaccinati. Chi protegge loro?

Secondo l’ALISTER  (Associazione per la libertà di scelta delle terapie mediche) e le Associazione, comitati e gruppi etici e scientifici nei vaccini sono presenti alcuni elementi pericolosi come per esempio l’alluminio, la formaldeide e altri. Questi elementi non possono produrre effetti indesiderati nel bambino?

Il quantitativo di alluminio e formaldeide o atre sostanze contenute nei vaccini è talmente basso da non causare alcun danno alla salute dell’individuo. Poi vi è una leggenda metropolitana che mette in relazione la vaccinazione con l’autismo. Io ho visto moltissimi articoli scientifici e non ho trovato nessuno studio, serio, che pone autismo e vaccino in relazione tra loro. Sono solo delle ipotesi e le dico di più: chi aveva scritto un articolo mettendo in risalto questo aspetto è stato radiato dall’albo dei medici del Regno Unito e il suo lavoro è stato ritirato.

Quindi non è ancora stato pubblicato  uno studio serio e scientifico che avvalori questa ipotesi.

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Blogger: Marco G. Dibenedetto

Marco G. Dibenedetto
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