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SETTIMO TORINESE. Un pensiero a tutte le vittime dell'immigrazione
Un momento dell'incontro

SETTIMO TORINESE. Un pensiero a tutte le vittime dell’immigrazione

La città di Settimo Torinese ieri (lunedì 3 ottobre, ndr) ha celebrato la prima Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione con un incontro dedicato ai giovani degli istituti superiori Galileo Ferraris e 8 Marzo.

Presso la sala Levi della biblioteca Archimede i ragazzi hanno avuto la possibilità di andare oltre i luoghi comuni sui richiedenti asilo e scoprire che cosa realmente accade negli enti preposti all’accoglienza e all’integrazione e le figure presenti al loro interno: i centri di prima e seconda accoglienza della Croce Rossa Italiana come il centro Sprar Teobaldo Fenoglio, la prefettura di Torino, i mediatori culturali e tutte quelle figure che aiutano i migranti a superare l’esperienza traumatica del lungo viaggio che hanno intrapreso per sopravvivere.

La Giornata Nazionale è stata istituita dal Miur con Legge n°45 del 21 marzo 2016 nella data in cui nell’anno 2013 nelle acque del Mar Mediterraneo, vicino alle coste dell’isola di Lampedusa, morirono 368 migranti.

Settimo non poteva non celebrare questa ricorrenza– spiega agli studenti il sindaco Fabrizio Puppo-. La nostra città ha avuto e ha ancora un ruolo importantissimo per diverse ragioni. La scelta politica che nel 2007 ha fatto nascere il centro di protezione civile Fenoglio per le emergenze, grazie ad una convenzione con la Croce Rossa, ci ha permesso di aiutare tanti migranti e tante vittime di calamità naturali in Italia e in altri Stati. Abbiamo iniziato con i primi sbarchi nel 2008 dalla Somalia proseguendo per tutti quelli che sono avvenuti fino ad oggi. Questo centro ha reso Settimo una città più ricca e fortunatamente i settimesi hanno nel Dna l’accoglienza. Mi ricordo quando negli anni ‘50/’60 i nostri connazionali immigrati dal sud venivano al nord per cercare fortuna e c’erano i cartelli “Non si affittano ai meridionali” e oggi, invece, non vi è alcuna distinzione, un lucano, un calabrese ormai si sentono settimesi. Con i migranti odierni è più complesso, è più difficile anche a causa del periodo economico in cui ci troviamo. Ma la nostra città si sta impegnando non solo per accogliere ma anche per integrare queste persone nel tessuto sociale. Tra l’altro speriamo di riuscire a breve ad avere un centro di prima accoglienza (Hub) con strutture come si deve e non più le tendopoli che montiamo nel periodo estivo per la prima accoglienza. Ci stiamo lavorando con la Prefettura. La giornata di oggi, inoltre, sarà la prima di una lunga serie e farla con voi ragazzi, gli uomini del futuro, è importante, probabilmente dovrete conviverci ancora diversi anni con questo fenomeno e dovete avere la piena consapevolezza di ciò che sta accadendo. I migranti possono essere una risorsa, possono arricchire la nostra cultura, la nostra città ma ciò dipende anche da come ci comportiamo noi”.

Durante l’incontro sono intervenuti Maurizio Gatto, viceprefetto della questura di Torino, l’attrice Marta Tamburini con due storytelling, Raffaella Fontana, vice dirigente dell’ufficio immigrazione di Torino, l’assistente sociale Donatella Giunti, Francesca Basile operatrice della Cri del centro Fenoglio, Giovanni Capriolo di Fondazione Comunità Solidale che gestisce 61 persone ospiti al Fenoglio, l’attrice settimese Elena Ruzza che ha recitato un pezzo tratto dal suo spettacolo Terra Terra e ha ricordato Primo Levi e “Se questo è un uomo”. Presenti in sala alcuni ospiti del centro Fenoglio che hanno recitato nello spettacolo “Rifugi” insieme agli allievi di Elena Ruzza, vincendo il premio Giorgio Gaber. L’incontro è stato realizzato grazie a Casa dei Popoli, Fondazione Ecm, LegalArte, Fondazione Comunità Solidale, Cri, Ministero, centro Fenoglio e la città di Settimo, e ha ospitato un estratto della mostra Binario 18 #stayhumanart.

 

 

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