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Il tribunale di Ivrea

SETTIMO TORINESE. Si spacciavano per finanzieri Condannati in tribunale a Ivrea

Oltre 30 anni di carcere è la somma complessiva inflitta ieri mattina dal Tribunale di Ivrea alla banda dei “finti finanzieri” arrestati lo scorso mese di settembre dai carabinieri della Compagnia di Chivasso. Sono tutti accusati di associazione a delinquere per una decina di rapine compiute indossando pettorine della Guardia di Finanza.

Il giudice Stefania Cugge ha letto la sentenza di condanna per cinque dei sette indagati che avevano scelto il rito abbreviato.

La pena più pesante è stata inflitta a Matteo Palo, 39 anni, di Chivasso condannato a 11 anni, 1 mese e 10 giorni e al pagamento di 4 mila e e 634 euro di multa. Ad Evangelista Giustozzi, 65 anni, di Vinovo sono stati inflitti 9 anni e 10 mesi più 3 mila e 200 euro di multa. Ad Antonio Managò, 45 anni, di Torino 6 anni e 4 mesi oltre al pagamento di 3 mila e 200 euro di multa; a Ennio Sinigaglia, 79 anni, di Moncalieri, il bandito a cui venne dedicato anche il film “Lo chiamavano Tepepa” il giudice ha inflitto 2 anni, 10 mesi e 20 giorni e infine Samantha Duò, 34 anni, di Chivasso e compagna di Palo, è stata condannata ad un anno, 4 mesi di reclusione più 400 euro di multa.

L’unico della banda dei finti finanzieri ad aver chiesto il dibattimento è Valentino Quagliano, 50 anni, di Settimo Torinese difeso dall’avvocato Stefano Idem del foro di Torino. Accusato di associazione a delinquere e per un solo episodio di rapina comparirà in Tribunale a Ivrea il prossimo 26 settembre.

I componenti della banda erano finiti in carcere al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Ivrea e avviata nel 2015.

Durante l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare le perquisizioni domiciliari avevano permesso di recuperare anche 344 grammi di tritolo, diversi metri di micce esplodenti e detonanti, armi, 341 proiettili di vario calibro, caricatori.

I soggetti infatti si presentavano a casa delle vittime, in uffici postali, aziende, ristoranti oppure sostavano a bordo strada con pettorine con la scritta “guardia di finanza”, bloccando poi i malcapitati con delle fascette per derubarle. Tra i colpi più cruenti quello commesso ai danni dei coniugi Zeppegno, titolari di una tabaccheria alla stazione ferroviaria di Chivasso. Dopo averli pedinati per settimane li hanno sorpresi sotto casa a San Raffaele Cimena e in quell’occasione Sergio Zeppegno venne fatto cadere dall’auto, procurandosi una lesione ad una gamba. Un’altra rapina, sempre indossando pettorine della Guardia di Finanza, fu quella portata a termine nella villa dei coniugi Garzotto a Chivasso.

Andrea Bucci

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