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Aldo Corgiat
Aldo Corgiat

SETTIMO TORINESE. Renzi sta sprecando un’occasione e Puppo dovrebbe girare di più per la città (intervista a Corgiat)

Sindaco Corgiat, è trascorso un anno dalla fine del tuo mandato, innanzitutto come stai ? Come si vive senza essere il “primo cittadino” ?

 

A una domanda così non si può che rispondere “bene”. Ed effettivamente è così. Continuo a fare molte cose che mi piacciono, a lavorare su progetti e sogni, alcuni che riguardano anche Settimo, senza però avere la responsabilità diretta e quotidiana di tutto ciò che accade in città. 

 

Non dirmi che non hai astinenza di ruolo. 

 

Può capitare in alcune occasioni ma è un sentimento passeggero ampiamente compensato dal sollievo di non doverti occupare di tutto. Continuo a pensare che il limite dei due mandati dovrebbe essere introdotto per legge per tutti, a partire dal Presidente del Consiglio e a scendere fino ai Presidenti di regione e Sindaci.

 

E la politica ? 

 

 In questo periodo, quando si parla di politica, vanno di moda le metafore calcistiche ed è una cosa che mi da molto fastidio perché in questo modo si è ridotto tutto in “vinci e perdi” e in tifoseria senza pensiero. Voglio però, per risponderti, usarne una anch’io: con scarsa modestia mi sento come Del Piero. Un ex campione, troppo vecchio per giocare ancora nella squadra del cuore e troppo giovane per ritirarsi del tutto.  In questi casi credo sia importante avere la consapevolezza che non ci saranno tempi supplementari da giocare e che però puoi ancora dare dei suggerimenti o addirittura allenare squadre.  Fuor di metafora mi considero un post politico.

 

Ma cosa pensi della situazione politica nazionale. 

 

Quella di Renzi è stata una svolta necessaria. Nel mio piccolo avevo intravisto già da qualche anno le stesse necessità di rottura. Già quando si presentò Fassino a Torino ebbi modo di dire, anche a lui, che era necessario un cambiamento di uomini e di politiche.  Il paradosso è che adesso lui, Fassino, sia uno dei principali supporter di Renzi e io no. 

 

Cosa c’è che non ti piace di Renzi. 

 

L’idea che ha del potere e della società. Pensa che il potere sia il fine della politica e non ammette l’esistenza di una società che si organizza non per “vincere” ma per contare di più. 

Il contrario di quanto dovrebbe fare un centro sinistra democratico che deve, a mio avviso, provare ad unire il paese attorno a nuove idee positive di solidarietà, convivenza, sobrietà, condivisione di risorse, uguaglianza e merito. 

Renzi sta sprecando una grande occasione per trasformare davvero il paese. Al di là del racconto e della retorica populista il suo governo è in totale continuità con le politiche liberiste europee che sono il cuore del problema e non la soluzione.     

Invece di unire le forze sane, quelle del lavoro e dell’impresa, cercando di trovare i compromessi necessari si preferisce mettere tutti contro tutti per così prevalere con la propria agenda, che è quella dettata dalla grande finanza mondiale e dalla cinica e anti democratica burocrazia europea. 

 

Ma non mi pare che la sinistra del PD, di cui tu fai parte, abbia dato prova di coesione o di avere un progetto chiaro. 

 

Purtroppo è così. Anche in questo caso mi pare che si sia affermata l’idea che la politica si risolve principalmente, se non esclusivamente, al chiuso delle logiche parlamentari.

 

E invece ? cosa occorrerebbe fare secondo te ?

 

Penso che occorra ritrovare il gusto di discutere e pensare, di confrontarsi e riprendere il dialogo con le mille espressioni civili e organizzate attorno ad idee, progetti, interessi. 

Cambiare il paese è possibile solo se la politica torna ad essere qualche cosa di più di un decreto o un’ordinanza, utile solo a dire “vinciamo”, “andiamo avanti” o “tireremo dritto”.

La crisi è formalmente finita ma le persone stanno peggio di prima. E’ indispensabile fare un grande sforzo di riprogettazione dei grandi servizi pubblici, tornare ad unire il paese su speranze concrete di nuovi investimenti produttivi, su progetti certi che diano lavoro e che impegnino migliaia di giovani in cerca di occupazione. Non è più un problema di “austerità” ma piuttosto di nuove idee di sviluppo fondate su maggiori opportunità e diritti e non su nuovi sfruttamenti o emarginazioni. 

 

 Torniamo a Settimo, cosa pensi dell’operato del Sindaco Puppo e della nuova Amministrazione. 

 

Vorrei dire che in questo periodo le amministrazioni comunali fanno quel che possono. Nonostante le numerose rassicurazioni prosegue un insensato “centralismo” che produce instabilità nel conti pubblici e incertezza nelle politiche locali.  Quando a metà anno non sai su quali risorse puoi contare per amministrare la tua città è ben difficile programmare il futuro. 

Tuttavia penso che Fabrizio Puppo, e con lui la Giunta, stiano facendo bene dando prova di saper affrontare anche le emergenze o le cattive notizie. 

 

In città ci sono però critiche sulle manutenzioni e sullo stato di abbandono delle periferie. 

 

Le critiche è giusto che ci siano,perché servono come stimolo a fare meglio e, a volte, come occasione per spiegare ai cittadini le difficoltà dell’amministrazione. Certamente il tema della cura quotidiana della città è quello più sentito perché è lì che si scarica maggiormente l’incertezza provocata dalla confusione delle norme statali. Tuttavia penso che l’amministrazione abbia dimostrato di essere presente e di saper recuperare il disagio. 

Penso però sia altrettanto fondamentale, in questo inizio di mandato, che l’amministrazione nel suo complesso sappia dare il senso complessivo del suo progetto di città e sopratutto sappia comunicarlo ai cittadini. 

Una comunità è tale se ha il senso di sè, l’orgoglio dell’appartenenza e soprattutto se le persone che la partecipano si sentono parte diretta e coinvolte nei progetti di crescita e sviluppo. 

Temi come il rafforzamento dell’ospedale e dei servizi sanitari; le attività culturali che ogni giorno si organizzano in Archimede, all’Ecomuseo, in Suoneria; il rilancio del commercio locale e dei centri commerciali naturali a partire dall’isola pedonale di via Italia; la fruibilità dei tanti parchi cittadini partecipati da migliaia di persone; le nuove infrastrutture di telecomunicazione o i nuovi parcheggi e sottopassi ferroviari; la trasformazione di aree importanti di Settimo; l’agenda digitale e un’amministrazione più efficiente e snella, è indispensabile che siano vissuti e discussi anche al di fuori dell’amministrazione e degli addetti ai lavori. 

 

 

Hai qualche consiglio particolare da dare a Puppo ?

 

Oltre alle decine di impegni, incontri, iniziative che già presidia, adesso che è iniziata la bella stagione deve trovare il tempo per girare la città, magari in bicicletta, portandosi dietro la Giunta. 

 

E poi ?

 

Sostituisca nel suo profilo Facebook la foto con Renzi con una immagine di Settimo. Meglio se con ragazzi, giovani o pensionati di Settimo.

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