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SETTIMO TORINESE. Quasi 150 anni a suon di note

Il Corpo Musicale della città di Settimo Torinese è una dell’associazioni più longeve del territorio con i suoi 148 anni d’attività. Nato nel 1868, ma pare che esistessero già delle formazioni di musici negli anni precedenti, rappresenta la città di Settimo in molteplici eventi istituzionali e forma giovani e meno giovani all’utilizzo di uno strumento musicale. Attualmente la banda è presieduta da Pierfranco Signetto, retta dal direttivo composto dal vicepresidente Vito Carlucci e tre consiglieri Fabrizio Bellagamba, Mariangela Baroncelli e Ketty Donato, e la preparazione artistica dei pezzi dal 2015 è affidata al maestro Donald Furlano. Siamo andati ad incontrare il presidente Pierfranco Signetto, classe 1956, componente della banda dal 1973, dall’età di 17 anni, quando iniziò a suonare la tromba.

 

Da quanti anni è alla presidenza?

 

A 25 anni sono diventato responsabile del Corpo Musicale della città, ancora non esisteva la figura del presidente. Faccio parte della banda da 43 anni, tra cui 35 in veste di presidente”.

 

Negli ultimi anni avete molti giovani nell’associazione.

 

“Attualmente la Banda è composta da 48 elementi con un grande numero di giovani, frutto della Scuola Musica interna e della collaborazione con le Istituzioni scolastiche. Quasi il 50% dei musici è al di sotto dei 25 anni d’età, si spazia dai 13 agli 80 anni. E, inoltre, sono orgoglioso di dire che ben 44 iscritti sono settimesi”.

 

Qual è l’obiettivo del sodalizio?

 

L’azione del Corpo Musicale è rivolta ad una maggiore diffusione della cultura musicale in particolar modo fra i giovani con l’istituzione di una scuola musica permanente e, come recita lo Statuto, è motivata dalla decisione dei soci di vivere insieme un’esperienza di tempo libero come momento di educazione, di maturazione umana e di impegno sociale. La nostra peculiarità è la Scuola Musica, in cui i componenti della banda insegnano ai nuovi, il sabato mattina presso la scuola Vivaldi, ad utilizzare uno strumento e ad indirizzare ogni ragazzo a quello più adatto. Ci basiamo soprattutto sulla formazione dei giovani in età scolare, anche se non c’è un età per imparare a suonare uno strumento o per entrare in banda. Negli ultimi anni abbiamo anche insegnanti professionisti che vengono ad insegnare alle classi strumentali”.

 

Insomma un’associazione, forse l’unica, che riesce ad essere intergenerazionale.

 

“C’è un continuo scambio intergenerazionale. La nostra forza è proprio riuscire a mettere insieme quattro generazioni diverse. Si suona sempre nella banda, giovani e meno giovani. Ci piace mettere a confronto le generazioni e farle partecipare insieme ad un progetto comune. La scuola musica, inoltre, è proprio un momento in cui ragazzi e adulti si ritrovano e si uniscono grazie alla passione per la musica”.

 

Per un certo periodo nella banda suonava anche l’attuale sindaco Fabrizio Puppo.

 

“Sì, è stato ingaggiato nel periodo 2003-2010- è entrato lo stesso anno in cui suo figlio ha iniziato a suonare con noi- quando abbiamo deciso di realizzare un esperimento con brani sinfonico-moderni e quindi inserire il basso elettrico. Così ha suonato con noi per qualche anno”.

 

I vostri rapporti con le varie amministrazioni?

 

Abbiamo avuto un bel rapporto con tutte le amministrazioni. In ogni occasione ufficiale e nelle ricorrenze abbiamo sempre rappresentato la città di Settimo. Per questo nella Scuola Musica insegniamo anche la disciplina, perché quando uno indossa la divisa della banda deve essere consapevole che deve vestirsi e comportarsi in maniera adeguata. Siamo, inoltre, un preciso punto di riferimento fra le associazioni culturali che operano sul territorio settimese. Partecipiamo, infatti, a tutte le più importanti manifestazioni cittadine, sia svolgendo la funzione di colonna sonora in occasione di sfilate sia con l’esecuzione di concerti che ormai sono divenuti appuntamenti tradizionali e tra i più seguiti del vasto calendario settimese. Assicuriamo sempre 12 mesi di presenze sul territorio. Il 20 dicembre del 2015 abbiamo concluso l’anno e il 15 gennaio 2016 eravamo già in pista. Siamo presenti dal Carnevale a Natale”.

 

Qual è stata, secondo lei, l’iniziativa più bella della banda da quando è presidente?

 

“I festeggiamenti dei 130 anni dell’associazione, nel 1998. Il sindaco era Ossola e aveva proposto di fare un raduno di bande musicali a Settimo. C’erano 18 bande, in tutto 800 musici, che dopo aver suonato dei piccoli concerti in postazioni diverse, hanno sfilato tutte insieme fino a convergere in piazza della Libertà, gremitissima, a livello di uno Stadio. È stata una soddisfazione enorme.

Un altro momento importante è stato l’evento “La Grande Guerra”, realizzato il 20 dicembre 2015 nella sala polivalente di via Fantina con gli alunni della scuola Roncalli. Una nuova avventura per la banda settimese, che è stata possibile grazie al maestro Donald Furlano – compositore, arrangiatore e direttore artistico da un anno dell’associazione-, che ha portato un rinnovamento dal punto di vista artistico e un miglioramento qualitativo. Per la prima volta abbiamo creato un connubio tra musica, recitazione e canto. È molto bello lavorare con i bambini e ciò ci permette di avvicinarli al mondo della musica”.

 

Quali sono i vostri eventi in programma?

 

“Oltre al calendario prestabilito dagli eventi istituzionali (25 aprile, 2 giugno, concerto feste patronali ecc), stiamo lavorando ad un progetto sempre sulla Seconda Guerra Mondiale, ricalcando l’evento de “La Grande Guerra, però con qualche novità. Per ora non voglio sbilanciarmi troppo, siamo ancora in fase di progettazione”.

 

Progetti futuri?

 

Siamo orientati sul 2018 in cui compiremo 150 anni. Credo che Il Corpo Musicale sia la prima associazione settimese a raggiungere un traguardo simile, quindi stiamo lavorando per arrivarci nel migliore dei modi. La banda probabilmente è così longeva perché ha saputo adattarsi ai periodi storici. 150 anni fa si suonavano le marce militari, poi si è passati alle sinfonie di verdi e Rossini ora serve più ad una formazione personale con la Scuola Musica in cui il concerto è il momento di verifica delle conoscenze acquisite. Inoltre siamo contenti che nonostante i tanti anni alle spalle avremo tanti giovani a suonare con noi. Il grosso seguito da parte loro è fondamentale”.

 

Nei progetti futuri potrebbe esserci l’avvicinamento al mondo delle marching band, come la General Vincent di San Benigno?

 

“Non credo. Non abbiamo mai affrontato questo argomento ma abbiamo uno spirito diverso. Le marching band, si ispirano alle bande americane, oltre alla musica hanno figure anche complicate che non tutti vogliono realizzare, senza contare che servirebbe uno spazio adatto per poter provare”.

 

Ci sono musici della banda che sono diventanti musicisti famosi?

 

“Sì, alcuni sono diventati professionisti come mio fratello Valerio Signetto, Stefano Cocon (trombettista), Carlo Bellotti (percussionista che lavora con la Rai) e molti altri. Non suonano più con noi ma hanno un bel ricordo della loro permanenza nella banda. La Scuola Musica può servire anche a questo, ossia individuare se una persona ha le potenzialità e le capacità per diventare professionista o meno. Inoltre noi diamo in comodato d’uso gratuito alcuni strumenti per permettere all’allievo e agli insegnanti di capire qual è lo strumento più idoneo per lui”.

 

È da poco passato Carnevale, una curiosità. Perché come maschera avete scelto poncio e sombrero?

 

“La decisione è stata presa qualche anno fa. Essendo una festa in cui tutti si mascherano ci sembrava carino non portare solamente la divisa, come si faceva all’inizio. Però ci serviva un costume pratico, comodo, non ingombrante, che potesse andare bene a tutti, così il poncio e il sombrero ci sono sembrati i più idonei”.

 

 

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