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Fabrizio Puppo

SETTIMO TORINESE. Puppo: “Vaffa…” il Pd

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Carissime cittadine e Carissimi cittadini, militanti e dirigenti del Partito Democratico, nei giorni scorsi ho ricevuto l’invito, entro il 31 di ottobre, di iscrivermi alle primarie comunali del PD.

Dopo più di un anno di incontri, riunioni all’apparenza costruttive, veri e finti apprezzamenti, lotte politiche interne dettate da prese di posizione a me ancora sconosciute, siamo arrivati qui: più o meno al punto di partenza.

Ho il piacere di presentarmi, perché dietro alle vicende ci sono ‘le persone’ con le loro storie, con il loro bagaglio culturale, con le loro esperienze e parlando di Settimo, mi sento, più di altri di raccontare il percorso molto faticoso da città dormitorio a città viva e a misura d’uomo con un tessuto urbano complesso ma piacevole e dignitoso. lo posso raccontare con trasporto, perché c’ero.

Mi chiamo Fabrizio Puppo, ho 55 anni, in politica dal 1999. Il mio esordio è stato come consigliere espresso dalla Lista Civica ‘Insieme per Settimo’ e poi come consigliere della Margherita. Mi sono impegnato nel Consiglio Comunale della mia città in anni molto diversi dagli odierni. Assessore del PD dal 2009 al 2014, con candidatura a Sindaco nel 2014, eletto al primo turno con il 54.50% .

Alle spalle quasi vent’anni di politica, quella del ‘cambiamento’, quella della passione ereditata dal nonno materno, socialdemocratico impegnato nell’amministrazione della città nell’immediato dopoguerra fino ai primi anni sessanta, periodo nel quale ha ricoperto l’incarico di assessore e vicesindaco della giunta Raspini.

Papa’ ligure, stimato dipendente della locale Polizia Municipale, all’epoca in cui si chiamavano ancora Vigili, mamma settimese doc. Sono nato in uno dei quartieri più complicati di Settimo, il Borgonuovo. Sono cresciuto nei cortili e prati, che all’epoca delimitavano in buona parte il mio quartiere e mi è inevitabile ricordare come era e come è oggi aldilà di quanti ne parlano con disprezzo. A testimoniare quanto io creda nel territorio è la scelta di locazione della mia agenzia di assicurazioni, (inevitabilmente trascurata negli ultimi 4 anni), che vanta ormai più di 30 anni di attività proprio al Borgonuovo.

Sono un testimone della grande trasformazione e crescita di Settimo resa possibile da governi della città stabili ed in totale continuità amministrativa a partire dalle giunte Ossola proseguendo con idue mandati di Aldo Corgiat per arrivare all’attuale amministrazione.

La mia età mi ha consentito di vivere in prima persona, prima da semplice cittadino e poi come amministratore, questo straordinario periodo a differenza di chi è più giovane e millanta con supponenza di conoscere.

Vivere è diverso da leggere.

Sono stato accusato di essere un Sindaco non ‘radicato’ al proprio territorio, mi chiedo quindi chi possa aver raccontato ai capi della corrente del PD torinese un’inesattezza di tale portata? Forse da chi la storia di Settimo crede di conoscerla solo leggendo o attraverso le foto, dove spesso appaiono i miei parenti?

Non approfondire è stato un errore.

Non è questa la sede per soffermarsi sulla conclamata crisi di un partito che ho contribuito a fondare, in cui ho lealmente militato e che nel passato ha rappresentato per molti una speranza di rinnovamento, di apertura, di unità. Tuttavia constato come le logiche oggi imperanti siano — ahimè – quelle della competizione fine a se stessa tra piccoli e ostinati gruppi di persone più interessate a se stesse che al bene comune che, altresì, dovrebbe sempre orientare le scelte politiche.

Le primarie, nate come strumento democratico per la selezione delle candidature, da tempo si sono trasformate in occasioni di scontro personale, di rotture profonde ed irreparabili, di inevitabili e conseguenti sconfitte elettorali. Sullo sfondo, vi sono spesso giochi nascosti di posizionamenti di questo o quel capo corrente in vista di altri scontri o competizioni interne.

La responsabilità dell’attuale gruppo dirigente del circolo di Settimo per aver aperto le porte a questo tipo di “interessi” è grave e profonda. Avere a cuore una città significa anche e soprattutto avere a cuore la sua autonomia e identità, proteggerla da logiche “partitiche”. Al contrario, la competizione interna al PD, scaturita dall’ambizione personale di un ristretto gruppo dirigente nato e cresciuto sull’onda del successo e di una poco avveduta idea di autosufficienza, si è presto trasformata in luogo di incontro di personaggi della politica settimese animati da invidia e rancore e terreno di conquista di voti per politici torinesi sempre più impegnati a competere tra loro per i pochi posti a disposizione.

Sono convinto che tutto ciò non faccia bene alla città e che i partiti in genere, e il PD in particolare, con le loro logiche autoreferenziali, non siano in grado in questo momento storico, né di raccogliere i bisogni dei cittadini, né di mettere in campo energie e impegni concreti per risolverli.

In questi anni, in un periodo difficile per i Comuni e le risorse pubbliche, abbiamo fatto ciò che era possibile per amministrare correttamente la città e farla crescere. Lo abbiamo fatto con passione e impegno, cercando di dare risposte alla parte più bisognosa e debole della popolazione, mantenendo i servizi, investendo su sanità e cultura, verde pubblico, riqualificazione del territorio, senza nel contempo rinunciare ai progetti più impegnativi e strategici avviati dalle amministrazioni che ci hanno preceduti.

Si poteva fare di più ? Certamente, specie se una parte del PD locale, anziché remare contro, avesse svolto con maggior capacità e impegno il compito di rappresentanza che gli era proprio.
D’altra parte nessuno dei miei attuali detrattori, ha mai sollevato in nessuna sede critiche concrete all’operato dell’amministrazione (di cui per altro facevano parte a diverso titolo).
Nessuno, mi ha neppure Mai spiegato per quale ragione un Sindaco, giunto al termine del primo mandato senza crisi,
inchieste, o anche semplici addebiti di condotta, non debba ripresentarsi come espressione della coalizione che ha governato la città per chiedere conferma o bocciatura del suo operato.
L’unica spiegazione che ho ricevuto è di nuovo – purtroppo — riconducibile unicamente a rivalità, astio, faziosità o rancori
mai sopiti: “il Sindaco è troppo in continuità con le amministrazioni precedenti”, o è “troppo amico di LEU”, oppure “troppo amico della Lista Civica”, o semplicemente “ci sono altri candidati che potrebberoessere più “performanti”. Su queste basi, ai sensi dello Statuto del PD, sono state convocate le primarie.
Diverso sarebbe stato il caso se la coalizione che ha governato Settimo negli ultimi 30 anni avesse deciso, anche alla luce del dimezzamento elettorale del PD, di proporre un cambio alla guida dell’Amministrazione guardando quindi ad una figura esterna al PD. Alla luce di quanto sinteticamente descritto resta per  me — ma non solo- davvero incomprensibilee non accettabile del PD.
La scelta di sfasciare tutto, maturata dentro il PD locale e incoraggiata dagli esponenti torinesi. In queste condizioni
non mi resta che autosospendermi da un partito che non capisco più e non assecondare in nessun modo le logiche
di spaccatura pretestuosa, di irragionevole ambizione personale e di carrierismo che ormai condizionano le scelte
dei gruppi dirigenti di quel partito senza che i pochi militanti e iscritti, a cui va la mia stima il rispetto per l’impegno disinteressato alla vita politica e sociale della città, siano davvero coinvolti e informati sulle conseguenze e reali
motivazioni di tali scelte.
Si apre dunque una fase nuova per la Città di Settimo, che conclude un lungo percorso di amministrazioni di centro
sinistra che, con il sostegno leale e fondamentale della lista Insieme per Settimo e di altre espressioni civiche, hanno
saputo far crescere, dotare di servizi e trasformare in meglio la nostra città.
Sono convinto che ciò sia ancora possibile e pertanto penso sia giusto mettersi a disposizione affinché sulle vero logiche della competizione partitica e personale prevalgano quelle del bene comune e dell’interesse per la città e i cittadini. Accanto a tutti coloro che vorranno dare una mano in tal senso, alle forze civiche, al ricco tessuto di associazioni cercherò di dare il mio contributo in tal senso.
Poiché sono un ottimista di natura mi auguro di poter incontrare molti di voi in questo nuovo cammino.

FABRIZIO PUPPO

SINDACO DI SETTIMO TORINESE

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