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SETTIMO TORINESE. Pasto da casa o mensa scolastica?

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La mensa scolastica è un argomento che non va in vacanza. La possibilità di scegliere tra il pasto da casa oppure continuare ad usufruire del servizio mensa, è un dilemma che coinvolge centinaia di famiglie. I tempi per decidere però sono stretti: si può fare compilando un apposito modulo entro il 15 luglio. La data, secondo gli Istituti scolastici, è inderogabile. Ma il tempo messo a disposizione delle famiglie, per decidere su un argomento così importante, è poco: infatti, il comunicato è stato pubblicato sui siti Internet soltanto il 23 giugno. Ed è questo il motivo per cui i presidenti dei consigli di istituto comprensivi di Settimo, Natalino Pastore, Emanuela Panizzolo, Claudio Sansone e Antonella D’Albenza, hanno chiesto maggior attenzione: la possibilità del “pasto da casa” doveva essere portata a conoscenza di tutte le famiglie in maniera più tempestiva e capillare. E vista l’importanza dell’argomento, i quattro presidenti hanno chiesto di valutare, insieme ai dirigenti scolastici, la possibilità di posticipare la scadenza a metà settembre. La soluzione ideale sarebbe quella di utilizzare gli sms, proprio come fa il servizio mensa del Comune per comunicare eventuali morosità, per essere certi di avvisare proprio tutti.

Per fruire della possibilità di dare ai propri figli il pasto da casa, il genitore deve presentarsi alla segreteria della scuola e compilare la dichiarazione in cui si rinuncia alla mensa. Oppure, scaricare il modulo dal sito internet delle direzioni didattiche dei quattro istituti comprensivi. Ma informare soltanto attraverso lo spazio web della scuola è un’azione che rischia di essere dispersiva e poco puntuale, escludendo proprio quelle famiglie “deboli” a cui potrebbe interessare l’opportunità di risparmiare la quota mensa. Questa perplessità era già stata evidenziata dai presidenti dei consigli d’Istituto a fine maggio, durante una delle riunioni più delicate nella storia della commissione mensa. In quella sede, infatti, il dirigente comunale Stefano Maggio aveva fatto uscire dalla sala consiliare i rappresentanti della Eutourist di Orbassano, l’azienda che fornisce i pasti a tutte le scuole di Settimo, per annunciare il ricorso alle vie legali dopo aver constatato il mancato rispetto dei tempi da parte dell’azienda appaltatrice che aveva, tra gli obblighi contrattuali, quello di realizzare un centro di cottura a Settimo. Il sogno di avere una “supercucina” riservato alle scuole settimesi rischia di svanire, forse definitivamente, nonostante l’Eutourist abbia già acquistato il terreno dal Comune nella zona del Pis, per circa 800 mila euro, e abbia ultimato gran parte della struttura esterna. I lavori dovevano essere completati nel mese di marzo, affinchè si potessero accendere i fornelli già nel mese di settembre 2017. A momento, le cose non sono andate così: il contratto vincolava la Eutourist a terminare il centro cottura per poter proseguire la fornitura dei pasti. Se, come è probabile, non saranno terminati i lavori, il contratto decadrà e il servizio ristorazione sarà affidato tramite appalto ad un’altra azienda entro i novanta giorni previsti dalle normative vigenti. Ma da settembre fino a dicembre, Eutourist continuerà a portare i pasti con la prospettiva di perdere i prossimi cinque anni di lavoro a Settimo, quantificabili in dieci milioni di euro, e di lasciare ammalorare il centro di cottura. Un’ipotesi che toglierà il sonno a tante famiglie di lavoratori e alunni.

Per ora, salvo ulteriori comunicazioni di proroga sottoscritte dall’assessore all’istruzione, Silvia Favetta, resta fissata la data del 15 luglio per decidere se mangiare i pasti della mensa o meno. A scuola non sarà possibile conservare i cibi al fresco oppure riscaldarli e non sarà consentito alle famiglie portare a scuola il pasto in orario mensa, per problemi di sorveglianza. E chi sceglierà di portarsi il pasto da casa, non potrà farlo saltuariamente: il “baracchino” sarà per tutto l’anno.

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