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SETTIMO TORINESE. Le donne rom creano sapone per “lavare via” i pregiudizi

Presso la sede dell’Unitre martedì 8 Marzo è stato presentato il progetto “Saponi Zigani”. Da qualche mese le associazioni Terra del Fuoco ed Educare al Cambiamento hanno iniziato con le donne rom del Dado (la struttura in via Milano che dal 2008 rappresenta un’opportunità di integrazione per una piccola comunità di famiglie rom, ndr) un progetto per dare vita ad una linea di prodotti per il corpo e per pulire la casa. Prodotti che realizzano grazie anche alla collaborazione con la parrocchia San Vincenzo De Paoli che presta gli spazi parrocchiali per quest’attività.

 

Da ottobre sono responsabile della struttura del Dado- spiega Martina Steinwurzel- e da qualche mese stiamo realizzando un percorso per implementare le competenze delle donne rom, per emanciparle e dare valore al lavoro femminile, le famiglie rom sono molto tradizionali, di solito è l’uomo che lavora.

 

Abbiamo scelto questa linea di prodotti per la pulizia del corpo e della casa per sconfiggere il pregiudizio della sporcizia della comunità rom. Questo progetto veicola una serie di messaggi culturali e sociali importanti. Noi vorremmo che il Dado non fosse un mondo a sé ma che si apra al contesto sociale in cui è inserito. Questo progetto serve per aiutare l’integrazione e fare rete. I progetti sociali sono difficili da raccontare, dire che i bambini rom dal 30% di presenze a scuola sono passati al 100% non è una cosa visibile per la cittadinanza mentre i prodotti realizzati dalle donne con le loro mani e con sostanze naturali sì. Vorremmo abbattere i pregiudizi e far capire che queste persone hanno solo bisogno di un’opportunità.

 

Maria e Ana sono le donne che hanno aderito al nostro progetto in cui, oltre a fare formazione per capire come si realizza un sapone piuttosto che un detersivo, si crea socialità. Loro si sono messe in gioco, sono entrate in un’ottica imprenditoriale, che non è scontata per loro, stanno investendo molto su questo progetto, tanto che è diventato loro, si sentono sempre più appartenenti a esso. Sono orgogliose di farlo. Questo crea un circolo positivo. Preciso che non percepiscono uno stipendio per questo, il ricavato dei contributi dati per i vari prodotti serve per aiutare il progetto (per comprare il materiale per realizzare altri prodotti), e i contributi rimanenti vanno dati alle donne rom, le associazioni non ricavano nulla e non è un’attività commerciale”.

 

“L’autoproduzione di prodotti per il corpo e per la pulizia della casa è un progetto che fa riscoprire alle persone di avere un sacco di qualità- dichiara Alessandro di Educare al Cambiamento-, si mettono insieme le vecchie semplicità, l’economia domestica, l’educazione alla salute e all’ambiente. Dare un contributo al nostro progetto significa fare un atto di fiducia, un gesto, un’azione che sostiene un certo tipo di progettualità ossia aiutare un progetto d’integrazione vera, sostenibile e con ingredienti naturali”.

 

 

 

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