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SETTIMO TORINESE. E la giunta si “impappina”

Quando ci si impappina anche su temi per i quali la condivisione delle forze politiche dovrebbe essere più o meno scontata. Parliamo della questione relativa alle professoresse in possesso del diploma magistrale che in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa a fine 2017 corrono il rischio di perdere il posto di lavoro e mettere in crisi la continuità didattica degli studenti.

Un tema molto sentito anche a Settimo dove numerose insegnati hanno preso parte alle proteste e agli scioperi andati in scena a Torino nelle scorse settimane.

A questo punto anche la politica avrebbe voluto dire la sua con un documento unitario per dimostrare vicinanza e dichiarare la propria contrarietà alla sentenza e il primo a presentare un ordine del giorno è stato il consigliere di Forza Italia, Giorgio Chiarle.

C’è un problema però: nei consigli comunali di febbraio non si potranno discutere mozioni o ordini del giorno per questioni legate al regolamento. Bene, che fare dunque?

La maggioranza ha così deciso di scrivere un documento per segnare il punto in attesa della discussione vera e propria dell’ordine del giorno di Chiarle, prevista per i primi di marzo. Peccato che non tutti l’abbiano condiviso … Galeotta una frase che c’era in bozza ed è poi sparita dal testo definitivo…

“Secondo me sarebbe stato meglio articolare meglio quanto scritto con alcune integrazioni. – ha spiegato il capogruppo dei Moderati, Pino VelardoIo sono sensibile al tema ma non voglio circoscrivere il tutto alla semplice lamentela. Senza contare che il documento è arrivato martedì e oggi è giovedì, abbiamo avuto pochissimo tempo”.  Critico anche il consigliere Giorgio Chiarle. “Si tratta di una discussione di forma non nel merito. Dovremmo essere tutti d’accordo. La frase che diceva ‘il sindaco di impegna a sensibilizzare sul tema il territorio’, l’avete tolta. Che fine ha fatto?”.

Tra i più inferociti l’azzurro Felice Scavone. “Sono stufo di non poter discutere di certe cose. Se nei consigli comunali in programma non si possono presentare mozioni o ordini del giorno, facciamo un consiglio ad hoc per parlare di questi problemi e finiamola qui!”.

E sulla frase che c’era e poi è sparita, manco a dirlo, anche l’assessore all’istruzione Silvia Favetta sembra averci capito poco o nulla. “Il primo documento (quello presentato nella capigruppo di lunedì scorso, ndr) lo avevo prodotto io ma ha creato problemi ed è stato rielaborato dai consiglieri”.

Sarà mica perchè è stato poi riscritto con la collaborazione dell’ufficio scuola?

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Blogger: Mattia Aimola

Mattia Aimola
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