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SETTIMO TORINESE. “Gerald è stato insultato e aggredito”

Insultato e aggredito per il colore della pelle. L’episodio è accaduto in via Italia durante la “Notte bianca”. La vittima è Gerald, un ragazzone di 19 anni originario del Camerun, terra dal quale è scappato via per sbarcare poi sulle coste siciliane in cerca di una vita migliore. Da un paio d’anni, Gerald, vive in città presso il centro d’accoglienza Teobaldo Fenoglio ma non è un richiedente asilo politico come tanti. E’ perfettamente integrato nel tessuto sociale settimese a tal punto che ogni giorno si occupa di volontariato. E trova anche il tempo da dedicare allo studio per conseguire il diploma e per giocare a calcio tra le fila del Settimo Calcio.

A raccontare lo spiacevole episodio è la fidanzata, una settimese di 23 anni che lavora a stretto contatto con persone diversamente abili ed è proprio grazie al volontariato che ha conosciuto Gerald. “Erano circa le 22 di sabato 1º luglio. La notte bianca era in pieno svolgimento e via Italia ribolliva di cittadini. Oltre a me e Gerald c’erano anche delle mie amiche. Ricordo che ci siamo sedute sulla panchina, all’inizio di via Italia, mentre Gerald si è allontanato un attimo per andare a comprare un pezzo di piazza al trancio. E’ qui che all’improvviso un uomo sulla cinquantina e con al guinzaglio un pastore tedesco ha iniziato ad insultare me e le mia amiche”. L’uomo, probabilmente in evidente stato di ubriachezza si sarebbe rivolto alla ragazze con frasi del tipo: “Che schifo. Con tutti i ragazzi con cui potevi stare proprio con lui?”.

E ancora: “Qui i neri non li vogliamo perchè anche il mio cane è razzista”.

“Nel frattempo – racconta ancora – Gerald è uscito dal locale con la pizza in mano chiedendo a quell’uomo quale fosse il problema. E giù di insulti. Non ci ho più visto. Mi sono alzata ed ho cercato di difenderlo. Niente. Quell’uomo ha continuato ad insultarlo e prima di andarsene gli ha anche tirato una stampella in faccia ferendolo alla guancia sinistra”.

“Mi preme ringraziare alcuni cittadini che hanno cercato di aiutarci – prosegue -. Ma resta l’amarezza. Una cosa del genere proprio non me l’aspettavo. Che colpa ne ha Gerald? Io a lui voglio bene e so che questo episodio l’ha profondamente segnato. In questi giorni è depresso.

Ha quasi perso la voglia di uscire. Eppure penso che Settimo non sia una città razzista. Eppure a volte mi sembra che noi italiani non siamo ancora mentalmente pronti. Ci si sciacqua la bocca con l’integrazione e poi?”

Piastra: “Mi sono sentita colpita anch’io come settimese”

La settimana scorsa, Gerald, un ragazzo di 19 anni, è stato vittima di un’aggressione nel centro della città, in Via Italia. Una serata come tante altre, un’uscita con la ragazza e gli amici che si è trasformata in un incubo. Prima gli insulti e poi una botta in faccia con una stampella. Eppure, il ragazzo in questione, abitante del Fenoglio da tempo, ormai è un vero e proprio settimese, tra volontariato e impegno nella squadra di calcio locale il suo dna è praticamente settimese al 100%.

L’episodio ha destabilizzato anche l’ambiente politico che ha così commentato la vicenda.

“Gerald – spiega la vice sindaco Elena Piastra – dimostra che l’accoglienza è possibile, lui studia scienze sociali ed è un calciatore del Settimo. La persona colpita dal primo atto di razzismo è totalmente settimese, non hanno colpito un fenoglino ma una persona integrata. Mi sono sentita anche io colpita come settimese”.

Puppo: “Atto vergognoso indipendentemente dal colore pelle”puppo

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco Fabrizio Puppo. “Aggredire una persona in quel modo, è un atto vergognoso, indipendentemente dal colore della pelle. In questo caso, stiamo parlando di un ragazzo che si è integrato, studia e fa volontariato. Non ci sono altre parole per commentare atti simili”.

Schintu: “Non si tratta di razzismo poteva capitare a qualunque italiano”

schintuIgnazio Schintu, responsabile del centro Fenoglio, smonta, invece, così l’accaduto. “Non si tratta di un episodio di razzismo, poteva capitare a chiunque, a qualunque italiano, non credo si tratti di razzismo. Un ragazzo giovane si è trovato in una situazione particolare come ne capitano molte”.

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