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Ivano Brovarone e alcuni dei suoi amici di tutta una vita

SETTIMO TORINESE. Brovarone & friends, ieri e oggi

L’amicizia vera, quella di lunga data, che resiste al tempo esiste davvero… Ivano Brovarone, nato il 19 settembre 1956, e la sua comitiva ne sono la dimostrazione vivente. Passano gli anni, ma la voglia di stare insieme e divertirsi resta la stessa.

Siamo una cerchia di amici nati al Sant’Anna di Torino, a Barriera Nizza, e chi non è nato qui ci è arrivato ai tempi della scuola – comincia a raccontare Ivano -.Con alcuni come Tony Spano ci siamo conosciuti all’asilo, con Riccardo Puglisi alle elementari e con diversi di loro abbiamo cominciato a giocare a calcio insieme nel Millefonti… con i già citati Riccardo e Tony e con Antonio Zitarosa detto ‘Ninetto’, ad esempio. Nella squadra giocavano anche ragazzi più grandi: ricordo i fratelli Rampanti… Rosario e Salvatore… Rosario era arrivato a giocare persino in serie A”.

Amicizie tramandate negli anni, ragazzi cresciuti insieme fra giardinetti e marachelle. “Tanto per raccontarne una… con Pino Porchia, Ninetto e altri andavamo sopra Palazzo Vela a prendere il sole e i vigili ci rincorrevano perchè non si poteva fare” racconta ridendo.

Scuola, divertimento e giochi nella storica Barriera Nizza, quella del “Trio Nizza” formato da Bacigalupo, Rigamonti e Martelli, tre giocatori del Grande Torino che sono morti nel noto e sfortunato incidente, che si allenavano allo Stadio Filadelfia e frequentavano i bar della zona. Altro nome noto della zona era Gino Rossetti, un gommista che era stato il terzo cannoniere di tutti i tempi nella storia del Torino calcio. “Era un amico di mio padre e da bambini andavamo da lui a farci raccontare le sue gesta.. aveva anche vinto uno scudetto… e ci facevamo pure cambiare le gomme delle bici. Purtroppo morì a malincuore: gli erano entrati i ladri in casa e gli avevano rubato tutti i suoi cimeli. Aveva persino fatto scrivere degli articoli per chiedere ai ladri di restituirglieli, dato che non avevano un valore economico, ma affettivo” ci spiega Ivano.

I bambini crescono e diventano ragazzi e ognuno va per la sua strada. “Dopo le medie ognuno ha intrapreso il suo percorso; io, Nino, Pino, Tony, Riccardo e Danilo Romualdi ci siamo frequentati fino ai 18 anni, con Pino e Nino abbiamo proseguito anche dopo, seppur con qualche intervallo, ad esempio quando andavamo a fare vacanze separate – spiega -. Con gli altri ci poi siamo ritrovati negli anni seguenti: in primis con Tony… ci siamo incrociati al cinema e abbiamo riallacciato i rapporti, oltretutto avevamo anche dei bimbi coetanei e attraverso la loro infanzia abbiamo rivissuto la nostra – afferma –. Ma il grosso della nostra reunion è arrivato alla soglia dei quarant’anni, quando ho aperto il centro sportivo ‘Top 5’ a Settimo… abbiamo ripreso a rifrequentarci, a giocare a pallone una volta a settimana e poi a mangiare insieme. Il nostro punto di ritrovo, da più di vent’anni, è l’ ‘Osteria del Fiat’ di via Biglieri a Torino. Il proprietario è Riccardo. Abbiamo fatto feste anni ‘70, capodanni, di tutto e di più in questo locale e lo facciamo ancora. Siamo un bel gruppo di 20/25 amici che si ritrova a cena tutti i mercoledì sera in ‘Osteria’ e ne combiniamo di ogni, attirando l’attenzione degli altri clienti che finiscono col trovarci molto simpatici. Facciamo giochi e scherzi, come quello dell’imbuto e della moneta: moneta sulla fronte e imbuto nella cintura dei pantaloni, bisogna buttare la moneta nell’imbuto, ma prima che venga fatto noi versiamo, attraverso l’imbuto, l’acqua nei pantaloni del malcapitato ride nel raccontarlo -. Riccardo abita a Pecetto e ha un biliardo a casa: il mercoledì diventa una giornata ricreativa perché la mattina siamo da lui a giocare, pranziamo, passiamo il pomeriggio insieme e alla sera andiamo a cenare nel suo locale”. Ma non è tutto… il gruppo di amici, durante la settimana, si ritrova anche al vecchio oratorio torinese, il “San Giuseppe”. Lo fanno come una volta, con le tessere associative e passano interi pomeriggi in allegria. “Anche qui giochiamo a biliardo e ognuno porta qualcosa da spiluccare come pizzette, vino e simili. Siamo tutti in pensione o giù di lì, quindi abbiamo tempo per dedicarci a queste attività – spiega Ivano Brovarone. In oratorio ci si ritrova con i fratelli Scaramuzza, che erano i gestori del Palazzo del Ghiaccio di Torino dove andavamo a pattinare, con Riccardo, Ninetto, Antonio Spano, Pietro detto “Pello”, Gabriele il dentista, Salvatore Rampanti soprannominato “Il Nonno” dato che è il vecchio del gruppo, “Mickey” ovvero Michele Napoli, Franco detto “L’Egiziano”, Claudio Massalin, Angelo Casagrande detto ‘Sissio’ e Sergio Maserazzo”.

Durante il periodo del lockdown anche la comitiva di amici non si è potuta vedere e uno di loro ha avuto la sfortuna di essere contagiato dal Coronavirus. “Abbiamo avuto tutti paura per Riccardo quando abbiamo saputo che aveva contratto il virus, sono state giornate d’inferno, è stato in terapia intensiva ma nonostante tutte le problematiche ne è venuto fuori perfettamente” ci racconta Ivano commosso e felice.

Un’amicizia fraterna e destinata a durare. “In futuro continueremo a frequentarci e vederci finché la salute ci sorreggerà. Ora che ho il centro sportivo ‘The Beach’, gli amici vengono a trovarmi qui, mi aiutano quando si avvicina il periodo della riapertura, vengono in piscina e a giocare a calcio balilla e a ping pong. Antonio Spano detto ‘Spagnoletta’ è il nostro barman di fiducia ed è un grande preparatore di spritz spiega -. L’amicizia è tutto. Non vuol dire sentirsi tutti i giorni, è un qualcosa di molto più profondo, va oltre le problematiche della vita, quando ci si cerca ci si è l’uno per l’altro, ci si risponde anche se magari è un anno che non ci si vede… perché è come essersi visti il giorno prima” afferma in conclusione.

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Blogger: Alessandra Sgura

Alessandra Sgura
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