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SETTIMO TORINESE. Banche malate

Truffe, intermediazione bancaria e finanziaria

È il tempo della resa dei conti: due grossi istituti bancari veneti e quattro del centro Italia, tra cui Banca Etruria, stanno per abbassare la saracinesca in faccia ai loro clienti senza restituire una lira. Centinaia di migliaia di risparmiatori, gente normale che aveva affidato il poco o tanto messo da parte in anni di fatica, ciulata da dirigenze sgualdrine e pezzi dello Stato distratti, incapaci o, peggio, complici.

La faccenda funzionava (funziona?) più o meno così: in tempi di vacche grasse si raccoglieva risparmio e lo si gestiva con allegria, tanto ce n’era. Quando è arrivata la tormenta, si è cercato riparo, ma i soldi, in qualche caso, non sono tornati indietro. Allora, invece di mettere in chiaro le cose con istituzioni e clienti, ecco apparire buoni di risparmio truffa. Dentro non c’è nulla, niente imprese, né prodotti né progetti. Agli inermi risparmiatori si sono proposti cartoni vuoti, assicurando buon rendimento e scrivendo da qualche parte, in piccolo, che il capitale non era garantito, ovvero l’obbligazione era gestita con lo stesso livello di rischio delle azioni.

Ad andar bene, si raccoglie denaro a sufficienza per pagare gli interessi e i lauti stipendi dei dirigenti, se gira male salta la baracca. E così è andata, con tanta gente come noi fregata: in mano, solo cartaccia che non avrebbe mai dovuto sottoscrivere. Ora, dopo aver tentato di salvare un morto con un moribondo accorpando i falliti, entreranno in campo i fondi d’investimento. I nostri! Quelli che si occupano della nostra pensione integrativa. Supposto che sia un affare, dobbiamo pretendere che le nostre pensioni, sempre che ce ne sia una, rimangano fuori da ‘sta roba rischiosissima, madre di tutte le porcate, quella che suggellerà le altre.

Qualcuno dei mariuoli è stato arrestato. Non ci interessano gli anni di galera che becca. È importante che restituisca il maltolto. Non gli si dia il tempo di intestare i beni a mogli e figli, o di scappare col malloppo alle Cayman: tutto sotto sequestro e restituito ai derubati.

Che sganci fino all’ultima lira e anche qualcosa in più.

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