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Settimo T.se: il 1978 un anno che ha cambiato la storia

Il 1978, un anno che ha cambiato in meglio la storia del nostro paese e delle donne italiane.

Giovedì 7 marzo alle ore 16, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, presso il Teatro Garybaldi-sala Combo, via Partigiani 4 a Settimo, è andata in scena la rappresentazione teatrale “Le ragazze del ’78”.

Lo spettacolo “Le ragazze del ’78”, scritto da Gabriella Bordin e da Elena Ruzza, è tratto dall’esperienza Intercategoriale Donne CGIL, CISL e UIL, ed è stata raccontata nel libro “Fare la Differenza” di Nicoletta Giorda.

Nel 1974, all’Università di Torino, un gruppo di donne organizza un corso monografico sulla “condizione della donna” al quale partecipano molte lavoratrici e delegate sindacali che decidono di cominciare a riunirsi ogni giovedì, alle ore 18, nella sede centrale della CISL a Torino, per discutere sulle questioni del lavoro, dell’emancipazione e dei diritti delle donne.

Nell’aprile 1975 nasce così l’Intercategoriale delle delegate CGIL, CISL e UIL di Torino, che si pone l’obbiettivo di lavorare per intervenire sui temi della condizione di lavoro delle donne, del rapporto donna-uomo, della condizione nella famiglia e nella società, proponendo anche assemblee nelle fabbriche con prevalente manodopera femminile. È il primo gruppo femminista che agisce all’interno dei posti di lavoro e del sindacato, in collaborazione con il Movimento delle Donne.

“Questo spettacolo mette al centro le donne che hanno vissuto il periodo delle lotte sociali, del decennio ’68-’78,- dice Elena Petrosino, della segreteria CGIL Torino, – esperienze che vengono condivise con le nuove generazioni per cercare di contrastare la deriva che stiamo vivendo in questo periodo, come per esempio il decreto Pillon e l’attacco alla legge 194”.

Lo spettacolo racconta un pezzo di quella storia di conquista dei diritti, dopo anni di lotta politica e sociale, che le donne hanno raggiunto nel 1978: la legge 180 in tema di Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori o meglio conosciuta come legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, la legge 194 per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, e la legge 833 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale gratuito, sancendo la responsabilità pubblica della tutela della salute, l’universalità e l’equità di accesso ai servizi sanitari.

“La nostra intenzione è quella di ripartire tutte insieme- ha sottolineato Cristina Terrenati, della segreteria CISL Torino, – per riconquistare quei diritti che stiamo perdendo. Dobbiamo ricordare un pezzo di storia nella quale moltissime donne hanno combattuto per i loro diritti e molte hanno pagato sulla pelle le loro scelte. Stiamo lavorando sul territorio con molte associazioni pubbliche e private proprio per contrastare le molestie e i soprusi sulle donne”. 

“L’Intercategoriale nasce dall’esperienza delle operaie Fiat,- ha aggiunto Teresa Cianciotta, della segreteria UIL Piemonte, – dove alcune donne hanno fatto gruppo per avere quei diritti che era giusto che avessero. E l’essere insieme era importante e dobbiamo passare il concetto alle nuove generazioni”.

Sul palco del Garybaldi Combo non c’erano solo le donne che hanno vissuto sulla propria  pelle quegli anni e quelle lotte, ma anche ragazze giovani, allieve del corso “Il Teatro è per tutti”, e in questo caso è come se le emozioni e i sentimenti fossero passati di mano in mano. Una testimonianza che insegna e che rende partecipi di quello che eravamo, di quello che siamo e di quello che vorremmo essere. È la storia che si tramanda di madre in figlia e che rende più consapevoli di ciò che è giusto e di ciò che non lo è, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo. Le partecipanti hanno raccontato alle colleghe più giovani i loro ricordi, le loro esperienze, le conquiste fatte e quelle che avrebbero voluto ottenere. Hanno raccontato un pezzo della nostra storia e la storia deve essere un memento per non abbassare mai la guardia sui temi e diritti sociali delle donne e di tutti.

E come ha detto Giustina Iannelli, dell’ufficio stampa della CGIL Torino, “Non dobbiamo  mai dimenticare quello che abbiamo conquistano in quegli anni, è inaccettabile ridurre la giornata della donna a una caramellina al limone in omaggio, come ha pensato di fare Trenitalia”.

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Blogger: Marco G. Dibenedetto

Marco G. Dibenedetto
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